Ennesima protesta dei sorveglianti del sito di stoccaggio, senza salario da tre anni.
Salire su una piramide di rifiuti coperti malamente da un telone nero e gridare nel vuoto dei cinquanta gradi al sole tutta la propria disperazione. Obiettivo della protesta: ottenere qualche salario arretrato, una goccia d’acqua nel mare dei tre anni di salari arretrati che il consorzio di bacino della Regione Campania non eroga più. E così Salvatore Bottiglieri, sorvegliante del sito di ecoballe di Marigliano, stamattina si è fatto ancora una volta anima e coraggio ed è salito sulla montagna di monnezza. “Non ce la faccio più a vivere, non ce la facciamo più”, ha urlato in mezzo a quella landa desolata. Con Salvatore lavorano sul posto altri dieci colleghi. Sorvegliano uno dei vari impianti di stoccaggio sorti in provincia di Napoli durante le varie emergenze passate.
L’ultima volta che a Marigliano era stata inscenata la stessa protesta è stata il 22 aprile scorso, poco prima delle elezioni regionali. Intanto questi impianti, i siti di stoccaggio, fanno paura. A Marigliano per esempio la settimana scorsa la pompa elettrica che porta l’acqua dal vicino depuratore al sito di stoccaggio delle ecoballe di Marigliano. E risultano rotte anche le pompe collegate alle cisterne antincendio. Risultato: se divampassero le fiamme sarebbe la fine per l’impianto di Boscofangone in cui sono ammassate migliaia di tonnellate di rifiuti portati qui, nella fertile ma contaminata campagna tra Nola e Acerra, durante le varie emergenze da incubo degli anni scorsi. L’allarme legato alla sicurezza e anche alle condizioni igieniche in cui versa il personale è stato lanciato dagli stessi lavoratori della discarica nolana, lavoratori che tra l’altro hanno denunciato un dramma nel dramma. E’ stata dopo la protesta di aprile, con gli operai asserragliati sulla cima delle “piramidi” di monnezza, l’ultima volta che questi lavoratori hanno percepito dalla Regione qualcosa, vale a dire una somma di seimila euro, l’equivalente di alcuni salari arretrati, giusto per continuare a sopravvivere.
”Danaro – specificano – giunto poco prima delle elezioni regionali. Da allora non abbiamo visto più niente, come sempre“. Intanto a Marigliano, come a Giugliano e in tutti gli altri siti in cui questa manodopera continua a garantire il servizio di sorveglianza e manutenzione delle ecoballe, la situazione è giunta davvero ai limiti dell’umana sopportazione.



