C’è sicuramente una talpa che ha condotto una banda di rapinatori fin lì, in una casa di Acerra in cui due donne anziane, la madre di 96 anni e la figlia di 74, custodivano un vero e proprio tesoro, composto da centinaia di gioielli, orologi da collezione, alcuni buoni fruttiferi di valore. Per introdursi nell’alloggio i malviventi si sono finti tecnici del gas. Una volta dentro si sono subito trasformati nei folli protagonisti del noto film Arancia Meccanica: calci, schiaffi e pugni alle due anziane, una delle quali quasi centenaria. Botte a volontà. Quindi si sono impossessati dei tanti oggetti di valore e sono scappati in macchina. Ma gli agenti della sezione antirapine della squadra mobile di Napoli li hanno subito intercettati e inseguiti. Li hanno bloccati nel pieno centro di Acerra. In manette sono finiti tutti e cinque i rapinatori. Tre sono di Scampia, uno è del Vasto e un quinto componente del gruppo è di Acerra. Si chiamano Nunzio Ariosto, 49 anni, Gaetano Nesci, 33 anni. Salvatore Romano, 33 anni. Aldo Polito, 45 anni, e Luigi Marzatico, 49 anni. I primi quattro sono di Napoli, l’ultimo è di Acerra. Tra loro c’è quasi certamente colui che ha tenuto il contatto con la talpa locale. Comunque, in base alle indagini, qualcuno dei complici potrebbe conoscere direttamente le anziane prese di mira. La rapina è stata messa a segno ieri, in pieno giorno, intorno alle 12. Scene da metropoli violenta. I cinque criminali si dirigono in auto verso un’abitazione ubicata nell’immediata periferia residenziale di Acerra. Sanno fin dal primo momento dove colpire, stando almeno alla ricostruzione delle varie sequenze di questa brutta storia. Una volta sul posto, due di loro restano in macchina. Gli altri tre scendono dall’auto e si avvicinano al cancelletto esterno dell’abitazione. I criminali bussano al citofono e una delle due anziane risponde alla chiamata. “Buongiorno – esordisce, tono rassicurante, uno dei finti operai – siamo i tecnici della compagnia del gas: dobbiamo subito sostituire il vostro contatore altrimenti non potrete più ricevere la fornitura, che sarà staccata”. Le vecchiette quindi aprono il cancello, evidentemente preoccupate dall’avvertimento di quelli che fino a quel momento immaginano siano davvero gli operai della ditta del gas. Ma una volta all’interno i falsi tecnici si rivelano immediatamente per quelli che effettivamente sono, belve spietate. In pochi istanti afferrano le vittime e le imbavagliano. Brandiscono dei coltelli. Poi picchiano le due donne. Schiaffi, pugni, calci. Fino a farle sanguinare. Sanno che nell’abitazione c’è un tesoro nascosto da qualche parte e vogliono che le padrone di casa vuotino subito il sacco. E alla fine madre e figlia, picchiate selvaggiamente, terrorizzate, cedono alle violenze e dicono tutto. “I gioielli stanno là – indicano – prendete tutto e andatevene, non uccideteci, vi preghiamo”. I rapinatori aprono due ante piazzate in un angolo della casa. All’interno c’è un tesoro: centinaia di bracciali, corone , orecchini, collane, danaro contante. Molti oggetti sono d’oro massiccio. In un altro angolino ci sono 180 orologi da collezione delle marche più prestigiose, vari di questi in oro, e alcuni buoni fruttiferi, uno dei quali di ingente valore. E’ un patrimonio che sfiora il milione di euro. Un tesoro la cui provenienza resta tuttora senza spiegazioni. I criminali comunque arraffano il tutto e lo mettono in una serie di sacchi. Prendono le anziane e le chiudono, legate e imbavagliate, nel bagno. Nel frattempo però gli uomini della sezione antirapine della squadra mobile di Napoli sono già in zona. Forse qualcuno all’esterno aveva visto qualcosa di sospetto e ha dato l’allarme. Fatto sta che gli agenti appena notano i criminali in fuga si danno subito all’inseguimento. Circondano i cinque nella loro auto, a poche centinaia di metri dal luogo della rapina, sul corso Italia, la strada principale di Acerra, pieno centro.Sotto il tiro delle pistole i delinquenti decidono di arrendersi. Le anziane picchiate intanto vengono dimesse dal pronto soccorso della vicina clinica Villa dei Fiori. Hanno una serie di ferite alla testa ma se la caveranno.





