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Madonna dell’Arco, riapre la Casa del Pellegrino, si inaugura Palazzo Dominici

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I giovani imprenditori Antonio Cennamo e Angelo Borrelli della Pellegrino Group, già gestori del Bar del Pellegrino, riaprono l’albergo e inaugurano il ristorante Palazzo Dominici.

La prima pietra della «Casa del Pellegrino», nella cinta del Santuario di Madonna dell’Arco, fu posata a marzo del 1964. Ieri sera l’hotel ha riaperto con un’inaugurazione in grande stile dopo anni di alterne vicende e, stavolta, affiancato da un’altra attività, «Palazzo Dominici», ristorante che, con il giovane chef Ciro Sieno, si candida a diventare meta di gourmet.

I padri domenicani hanno deciso di riaprire la struttura alberghiera affidandone però la gestione a privati e si deve dunque ai giovani imprenditori Antonio Cennamo e Angelo Borrelli il nuovo look della struttura, totalmente rinnovata. Trentaquattro camere, sessanta posti letto, sale riunioni per congressi e meeting e accanto, fiore all’occhiello, il ristorante. Il taglio del nastro ieri sera, preceduto da una conferenza nella sala congressi del Centro Studi Arco, evento moderato da Luigi Corcione con gli interventi dell’assessore regionale al turismo Pasquale Sommese, del presidente nazionale Confesercenti Enzo Schiavo, del rettore del Santuario di Madonna dell’Arco padre Alessio Romano e del sindaco di Sant’Anastasia, Lello Abete.

La Casa del Pellegrino, nata negli anni ’60, era solo un punto di ristoro e pernottamento per, appunto, i pellegrini di passaggio ma l’iniziativa dei domenicani riscosse così ampio successo da convincerli ad un primo ampliamento nel ’71 e un altro due anni più tardi: poteva ospitare duecento persone e offrire pasti per quattrocento commensali, oltre ad essere dotata di un elegante bar frequentatissimo. Il terremoto del 23 novembre 1980 segnò il destino dell’albergo, requisito per ospitare 165 senzatetto. Fu restituito ai padri domenicani solo nel 1983 e riprese l’attività tornando punto di riferimento per quanti desiderassero trascorrere giorni di serenità all’ombra del Santuario Mariano. Chiuse ancora nel 1990, per riaprire nuovamente nel 2008 come bed and breakfast ma anche quell’esperienza dovette cessare, due anni or sono.

Da ieri l’albergo, insieme al Palazzo Dominici, è nuovamente pronto all’accoglienza, dopo un’accurata analisi e la scelta del progetto presentato dalla Pellegrino Group, società che detiene anche la gestione del bar all’interno dei cancelli che delimitano l’area proprietà dei domenicani.  Le camere della struttura sono semplici ma accoglienti e con tutti i confort, i nuovi gestori hanno completamente svecchiato gli impianti, scegliendo però di conservare l’atmosfera sobria e spartana dell’albergo nato per i pellegrini con suggestiva vista sul Santuario, meta ogni anno di centinaia di migliaia di fedeli.

«Non posso che fare un plauso a giovani imprenditori coraggiosi che hanno deciso di investire sul proprio territorio, osando in un momento così particolare per la nostra economia – dice il sindaco Abete – restituendo tra l’altro alla città una delle attività che consideriamo patrimonio di Sant’Anastasia, noi faremo la nostra parte con la riqualificazione attesa da tempo e per la quale ci sono già i finanziamenti, 800mila euro che utilizzeremo per rimettere a nuovo la strada che dal Santuario arriva fino a Pollena Trocchia».

Parole di apprezzamento anche da padre Alessio Romano: «Angelo e Antonio hanno fatto qualcosa di bello per il paese, quando qui arrivano i pellegrini e sono accolti bene, anche dal punto di vista materiale, si fermano di più, l’accoglienza è importante». Il presidente nazionale Confesercenti, Enzo Schiavo, ha promesso che sarà accanto ai giovani imprenditori: «Tutti dobbiamo sostenerli, hanno avuto il coraggio di scommettere e rischiare nella loro città e tutti noi, la comunità, dobbiamo sentire il dovere etico e morale di star loro accanto, oggi si chiamano Angelo e Antonio, domani potrebbero essere i nostri figli».

Emozionatissimi, i due imprenditori della Pellegrino Group hanno voluto ringraziare le loro famiglie, il personale che lavorerà fianco a fianco con loro, padre Alessio Romano e il padre provinciale Francesco La Vecchia.  «Lavoreremo con umiltà e onestà – così come i miei nonni mi hanno insegnato» – ha detto Antonio Cennamo. «Avere famiglie solide alle spalle ci ha dato coraggio – ha aggiunto Angelo Borrelli – non è stato facile ma con determinazione e pazienza speriamo di dare il nostro contributo a fare di Sant’Anastasia un paese migliore».

La cucina di Palazzo Dominici proporrà piatti della tradizione gastronomica napoletana, rivisitati secondo le nuove tendenze del gusto e dell’alta qualità come, ad esempio, gli spaghetti aglio, olio e peperoncino con gamberi di Mazara del Vallo su letto di grana e limone, il baccalà alla napoletana rivisitato e i dolci della tradizione proposti in chiave moderna.

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