Sono undici i decessi da Coronavirus nella residenza sanitaria per anziani di Madonna dell’Arco da metà marzo, ma oramai da due settimane la situazione sembra essersi normalizzata. Un intenso lavoro, con nuovo personale che si è aggiunto agli operatori già in servizio, ha portato i primi risultati soprattutto sull’umore dei pazienti e anche sulla salute di tutti loro. Quattro dei sei operatori contagiati che erano rimasti in struttura sono risultati negativi a due tamponi di seguito e proprio ieri, nel giorno del Lunedì in Albis, il più importante per la Madonna dell’Arco, il responsabile per l’emergenza Covid 19 per le residenze sanitarie anziani dell’Asl Na 3 Sud, il dottore Antonio Coppola, ha emesso ordinanza di fine quarantena per loro.
I quattro potranno finalmente rivedere i propri familiari e lasciare la dependance isolata dove sono stati fin dal primo tampone, quello positivo. Sono guariti ma si sono detti pronti, da oggi stesso, a ricominciare i turni di lavoro all’interno della residenza domenicana per anziani, ad assistere i «nonni» il cui animo è di certo migliorato negli ultimi venti giorni. La settimana scorsa è anche tornato, per gli ospiti anziani, l’animatore. Cantano insieme, registrano videomessaggi da mandare ai familiari, li ammoniscono a non uscire di casa, a stare attenti, sorridono e scherzano, in attesa della guarigione che consentirà anche a loro di rivedere figli, nipoti, pronipoti. Intanto guardano la tv, si fanno leggere gli articoli in cui si parla della residenza, sanno bene di essere divenuti simbolo di speranza e sperano di essersi lasciati alle spalle la paura. Il direttore generale dell’Asl Na 3 Sud, Gennaro Sosto, il direttore sanitario Gaetano D’Onofrio e quello amministrativo, Giuseppe Esposito, si sono detti soddisfatti per i risultati raggiunti e per le guarigioni, fiduciosi, inoltre, di un ulteriore miglioramento della situazione – apparsa grave fin dall’inizio – a medio termine. Così, anche il priore del Santuario di Madonna dell’Arco, nonché rappresentante legale della residenza anziani, padre Alessio Romano, che mostra contento un video nel quale si vede un’operatrice guarita che può finalmente salutare suo figlio. «Una gioia enorme – spiega il priore che da venti giorni vive isolato in convento con i confratelli, tutti risultati negativi ai test – che si deve anche all’impegno e allo spirito di abnegazione di ciascun collaboratore della residenza anziani di Madonna dell’Arco, ora speriamo che anche i tamponi degli altri operatori e man mano di tutti i nonni che assistiamo ci diano presto conforto». C’è ancora attenzione massima al di là del cancello della ex casa di riposo domenicana, una delle «opere» del Santuario Mariano dove ad oggi possono entrare solo medici ed operatori. E i protocolli sono rigorosissimi.

