All’interno della Festa dell’ Artigianato sono stati esposti, a cura dell’ Associazione “Fonte Nova”, i quadri in stile naif della collezione comunale. Le varie tendenze dello stile naif. E’ un omaggio a Lauro, città dei “ murales”.
E’ stata uno splendido omaggio a Lauro, città dei “murales”, l’esposizione della collezione comunale dei quadri in stile naif, che si è tenuta il 20 e il 21 giugno, grazie alla disponibilità dell’ Amministrazione guidata dal sindaco Antonio Boglione e all’impegno dell’ Associazione “ Fonte Nova”. Mi pare giusto che questa mostra sia stata allestita all’interno della prima edizione della Festa dell’ Artigianato. Del Doganiere Rousseau, padre del “primitivismo” e nume dei pittori del naif, Roger Shattuck scrisse, nel 1968, che era “un artigiano”, poiché la sua pittura nasceva, allo stesso tempo, da un’intuizione profonda e dalla ruvida semplicità del lavoro manuale: perciò Rousseau era un pittore moderno e anche primitivo. La collezione di Lauro è importante per l’ elevata qualità di un buon numero di dipinti, e perché rappresenta alcune notevoli tendenze del “primitivismo”: che non fu né una scuola, né un movimento, ma solo una certa idea della pittura. “Non esistono fatti, ma solo interpretazioni dei fatti”: questa celebre “sentenza” di Nietzche e le riflessioni di Bergson sulla concezione del tempo interiore come “durata” aprono la strada alle avanguardie che occupano le terre dell’arte e demoliscono i baluardi del realismo. Si aprono spazi per le novità del “primitivismo”, che riconsidera il mondo esterno e quello interiore con gli occhi di un bambino, e dunque vede solo come “presenti” le successioni spaziali e quelle temporali, spazza via le norme della prospettiva – il vicino e il lontano -, accende i colori e l’immaginazione. Giova ricordare che Giovanni Pascoli scriveva e rielaborava i suoi appunti sulla “poetica del fanciullino” proprio negli anni in cui Rousseau dipingeva alcuni suoi capolavori, “La zingara addormentata” ( 1897), “I giocatori di palla ovale” (1908) e “Il sogno” ( 1910): ma già nel 1891 Gauguin aveva dipinto, nel suo paradiso polinesiano, “ la Orana Maria” ( l’Ave Maria), con la dichiarata intenzione di purificarsi nella mente, nel cuore e nell’arte.
Ma non è facile tornare fanciulli immediatamente, e liberarsi del tutto del bagaglio di conoscenze, di concetti, di giudizi. Per esempio, a Ligabue – “l’uomo del gozzo”, il “caso” più noto del “primitivismo” italiano – capitò di riscoprire, nel suo slancio verso l’infanzia, le terre non dell’innocenza, ma dell’angoscia, e di trovarvi un groviglio di istinti che Marino Mazzacurati giudicò, senza mezzi termini, ferini. Nel quadro riprodotto in apertura, “ Splendore”, sono in stile naif l’immediatezza cromatica con cui viene reso il corpo della donna e il trionfo della luce che dissolve interamente l’ombra. Ma la pienezza e la proporzione delle forme, l’allusiva potenza del seno, il colore della camicetta e il fluire nervoso della chioma ci dicono che l’artista, Carmen Crisafulli, ha voluto fare di questa giovane in fiore il simbolo della natura vitale: questa vitalità pulsa nell’erba, i cui fili infiniti sono magnificamente resi con la linea del disegno e con le variazioni cromatiche. Il movimento a impulsi si trasmette al cielo solcato dalle nubi e coinvolge, in una suggestiva corrispondenza, l’emozione dell’osservatore, tutto preso dal desiderio di capire qual è la sorgente del fascino in cui l’opera lo irretisce.
Il quadro “Incontro d’amore”, pubblicato in appendice, si ispira chiaramente alle strane foreste tropicali che Rosseau dipinse nel “ Sogno” e in “ Eva riceve la mela”. Anche qui i fiori e le foglie si dilatano, si coordinano, si contrappongono a creare spazio e a dividerlo in “ nicchie” dense d’ombra in cui si svolgono due convegni d’amore: uno tra un giovane e una ragazza, l’altro tra due misteriosi animali esotici . Il suonatore di violino detta il ritmo al movimento delle forme vegetali, compito che nei due quadri citati del Doganiere è svolto dalle linee dei corpi nudi di Eva e della sognatrice. Anche in quest’opera il “primitivismo” dell’idea centrale viene filtrato, e in parte corretto, attraverso un gioco cromatico di alto valore tecnico.
Il “gioco” è una tendenza importante, oggi più di ieri, dello stile naif: nel “gioco” si incontrano gli artisti del naif e quelli della vignetta: credo che, da questo punto di vista, Honoré Daumier sia stato un antesignano del “primitivismo”. Nel quadro “ Il mondo in un ombrello” è geniale l’idea di un mondo che è contenuto in un ombrello aperto e capovolto e che trova il suo asse nella stecca del manico, sotto un cielo percorso da misteriose forme. Il resto è decorazione di simboli, con qualche arguto riferimento – la figura in volo dietro l’aquilone – al mondo dei “cartoni”. Nel quadro di Alessandra Puppo “Il mercatino” si vede chiaramente come il realismo immediato dello stile naif trasfigura le cose attraverso una dismisura di forme e colori che viene articolata in modo tale da risultare alla fine, essa stessa, una misura. Si capisce perché alcuni studiosi trovano corrispondenze tra la musica e questo stile pittorico: nei quadri importanti – e questa è un’opera importante – l’ ingenuità del primitivismo non è mai solo bizzarria, ma costruisce sempre una sua logica interna, che giustifica, a ritroso, il quadro, nel suo insieme, e in ogni dettaglio. I gatti che circondano il mercatino sono un riferimento a Balthus e ai motivi simbolici della sensualità, dai rettangoli dei palazzi e delle finestre escono anche forme vegetali che sembrano polpi giganti e infine tutti i fasci dei movimenti corrono ad acquietarsi sotto le cupole ocra degli immobili ombrelloni. All’aperto non ci sono né segreti, né misteri: ma chi sa cosa si nasconde nelle case, dietro le tendine che coprono le finestre. La tarsia dei colori pare dettata dal caso: ma è un caso che conosce alla perfezione i segreti delle corrispondenze cromatiche.
Il vicesindaco di Lauro, Rossano Sergio Boglione, ha dichiarato che l’ Amministrazione farà in modo che l’esposizione diventi permanente e che intorno alla collezione si intreccino programmi culturali di alto profilo. Sono certo che l’ Associazione “Fonte Nova” sarà in prima fila nella realizzazione del progetto, importante per tutto il territorio.





