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“L’augusto caudillo di palazzo Santa Lucia, non più tardi di venerdì scorso, durante la solita liturgia che officia via Facebook, si è scagliato contro le ‘regioni canaglia’ che aumentano fraudolentemente il numero dei tamponi effettuati gonfiandoli con i test rapidi che, ipse dixit, sono del tutto inutili. Ora, lo stesso accusatore ha pensato bene di fare dietrofront promuovendo un protocollo con Federfarma ed Assofarma con il quale non solo afferma che i tamponi rapidi sono buoni ma che addirittura è necessario farli non già nei perfidi ed avidi laboratori di analisi cliniche, bensì nelle farmacie. Sì, avete letto bene: nelle farmacie”. Così, in una nota, Gennaro Lamberti, presidente di Federlab Italia, tra le principali associazioni nazionali di categoria dei laboratori di analisi cliniche e dei centri poliambulatoriali privati accreditati con il SSN (con oltre duemila strutture associate).

In quel protocollo, attacca Lamberti, “non vengono indicati i requisiti minimi di autorizzazione per eseguire uno screening, quello antigenico, che resta comunque invasivo. Nossignore: mancano regole igienico sanitarie stringenti da seguire e, come d’incanto, spariscono anche i problemi di assembramento (visto che la prenotazione è solo consigliata)”.

E poi, rilancia Lamberti, “viene concesso ai farmacisti addirittura l’uso del suolo pubblico, dei camper, delle tende da campo. E, udite udite, non occorre personale specializzato. Gli esami? Possono farli i farmacisti stessi e, se vogliono, magari, i biologi (che, commossi, ringraziano), gli infermieri e addirittura gli OSS”.