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La Prefettura di Napoli: “le ambulanze del 118 sono gestite dalla camorra”.

Sorpresi gli ambienti delle Asl Napoli 2 e 3. I cui responsabili non si lasciano intervistare.      

 

Il ministero dell’Interno non ha dubbi: le ambulanze del servizio 118 nei 91 comuni in provincia di Napoli si trovano da anni nelle mani di due clan, quello dei casalesi e quello dei Mallardo. Due famiglie di mafia che secondo gli 007 dello Stato si sono alleate anche per spartirsi i milioni dell’appalto pubblico di trasporto d’urgenza degli ammalati negli ospedali e nelle cliniche. Un servizio finanziato dalle asl ed effettuato da centinaia di infermieri ed autisti a bordo di decine di veicoli ma che per gli 007 dell’antimafia è gestito da un’unica onlus della camorra, la P.a.f., acronimo di Pubblica assistenza flegrea. Intanto è scoppiato lo scandalo. Mercoledi mattina negli uffici di Giugliano della Paf è giunta la guardia di finanza. La onlus è finita nel mirino dell’antimafia. A suo carico c’è un’interdittiva per connivenze con i clan. Si tratta di un duro colpo alla “signora” delle ambulanze che detiene, praticamente in monopolio, il servizio convenzionato di trasporto infermi nelle asl Napoli 2 nord ( Pozzuoli ) e Napoli 3 sud ( Torre del Greco ). Lo stop a operare con gli enti pubblici è stato emanato dalla prefettura di Napoli ed è stato notificato ad aprile all’associazione guidata dal presidente 51enne Vincenzo Di Maio Mastellone. Ma non se n’è saputo nulla, fino alla scorsa settimana, quando c’è stato il controllo delle fiamme gialle. ” Forse l’interdittiva non è stata resa nota a suo tempo per non “disturbare” le elezioni regionali, allora in preparazione “, maligna qualcuno negli ambienti sanitari. L’interdittiva è stata poi confermata a luglio dal Tar Campania, che ha respinto il ricorso per l’annullamento chiesto dai legali della Paf. E adesso è il caos. Le asl sono state costrette in piena estate ad avviare la procedura di revoca delle convezioni e degli appalti assegnati alla Paf e a indire affidamenti d’urgenza per sostituirla. Affidamenti che però non sono stati ancora completati per cui nelle more di questa transizione uomini e mezzi della onlus continueranno a operare garantendo il servizio pubblico essenziale. Sullo sfondo di questa situazione davvero imbarazzante c’è il quadro degli intrecci. Secondo l’antimafia la figlia del presidente della Paf è socia ed amministratrice di una ditta di vigilanza, la Fly Security Service ( ha sede nella palazzina di Giugliano dove si trova anche la onlus ) in cui figura una guardia giurata che è il cognato di un affiliato al clan Mallardo. La ditta sarebbe stata imposta ai commercianti del comune di Lusciano, in provincia di Caserta, da uomini del clan dei casalesi, poi arrestati e condannati per estorsione. Circostanze che avevano già spinto la Prefettura a interdire la Fly. Inoltre c’è la frequentazione del presidente Mastellone con persone gravitanti nel mondo del crimine. Gli investigatori hanno anche accertato la presenza tra i dipendenti della onlus di un pregiudicato che è il fratello della guardia giurata della Fly e quindi anche lui cognato dell’affiliato ai Mallardo. A ogni modo il presidente Mastellone ha replicato con calma serafica, nonostante i finanzieri proprio in quel momento gli stessero setacciando i documenti, negli uffici di via domiziana, frazione di Varcaturo. ” Vogliono distruggere – ha dichiarato – un’associazione di centinaia di lavoratori volontari, anche se abbiamo tutte le certificazioni di qualità “. Mastellone ha aggiunto di sentirsi ” abbandonato dalla politica ” specificando che la figlia ” non è né inquisita né indagata “, che nei fatti con la Fly non ha mai operato a Lusciano e che ” il cognato dell’ affiliato al clan Mallardo è stato licenziato dalla onlus un anno prima della notifica dell’ interdittiva “. ” Inoltre si sbagliano – ha aggiunto – quando parlano di un controllo antimafia perché sono stato io stesso a chiedere ai carabinieri di giungere in mio soccorso allo scopo di sedare una rissa scoppiata nelle mie proprietà “. Mastellone conclude sottolineando che ” l’altro cognato dell’affiliato ai Mallardo ancora oggi è una regolare guardia giurata “. Nel frattempo i responsabili dell’Als Napoli 2 hanno fatto sapere che ” sono a norma di legge le certificazioni antimafia dell’appalto assegnato alla Paf ” e che per avere un quadro più chiaro ” bisognerà attendere il 23 ottobre “. Per quella data è attesa la sentenza del Consiglio di Stato sul ricorso di un’azienda, la Rti, contro l’affidamento del servizio 118 alla Paf. Mastellone però annuncia: ” Presenteremo ricorso al Consiglio di Stato, contro l’interdittiva “.

 

 

 

 

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