La notte del terrore nella 219 di Pomigliano, stesa dopo le bombe: “Sembrava la guerra”

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Prosegue l’investigazione dei carabinieri dopo i brutti episodi che hanno colpito il rione della ricostruzione, dove gli spacciatori di droga stanno seminando paura   

 

Grave attentato a suon di bombe e di armi da fuoco nel rione della ricostruzione di Pomigliano, il rione popolare della città delle fabbriche, una grande complesso edilizio in cui la maggioranza dei residenti, persone oneste e perbene, deve subire quotidianamente l’ingombrante presenza di una minoranza di soggetti molto pericolosi e dediti al traffico di droga. Qui, alle 3 e 30 della notte tra martedì e mercoledì, è stato fatta esplodere una bomba artigianale ad alto potenziale, un ordigno che per fortuna, vista l’ora tarda, non ha provocato vittime ma che ha lasciato ingenti danni strutturali. La bomba ha ridotto in cattive condizioni il piano terra degli edifici 3 e 4 di via Jan Palach insieme con alcune finestre degli alloggi ubicati al primo, al secondo e al terzo piano delle palazzine. Sono anche rimaste distrutte due auto parcheggiate davanti all’area dell’esplosione. Purtroppo però il racconto di questa notte di terrore non è finito. La deflagrazione dell’ordigno è stata accompagnata da una “stesa”.

Criminali non ancora identificati hanno sparato ad altezza d’uomo sugli edifici nel frattempo coinvolti nell’esplosione della bomba. “Sembrava una guerra, siamo rimasti terrorizzati”, racconta un testimone, uno dei pochi intenzionati a parlare ma che vuole restare nell’anonimato. Gli scoppi e i colpi d’arma da fuoco hanno fatto piombare nella paura le famiglie che abitano nella zona interessata dall’attentato. Ieri sul posto sono accorsi i carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna e gli artificieri del comando provinciale di Napoli. La bomba ad alto potenziale è stata fatta esplodere all’interno di un palazzo, davanti all’ingresso di un locale condominiale trasformato abusivamente in un bar con annessa sala scommesse.

L’onda d’urto provocata dall’esplosione è stata così forte da danneggiare anche le finestre degli alloggi ubicate all’esterno dell’edificio. Intanto è emerso che il locale condominiale danneggiato dall’ordigno era stato sequestrato dalla polizia municipale tre settimane fa. Un pluripregiudicato che abita proprio nella 219 lo aveva trasformato illegalmente in un bar e centro scommesse. Gli agenti della polizia locale per questo motivo lo avevano denunciato.

 

Nel frattempo è scoppiata una guerra per il controllo del traffico di droga che sta coinvolgendo tre famiglie residenti nel complesso popolare. “Il problema di questi quartieri è identico in tutta l’area metropolitana – spiega il comandante della polizia locale di Pomigliano, Luigi Maiello – purtroppo in questi complessi lo Stato ha abdicato per cui l’unica soluzione è cacciare con la forza i soggetti legati alle famiglie criminali, vanno sgomberati senza alcuna mediazione, vanno revocate le residenze a chi non ne ha diritto. Solo così si potranno garantire le tantissime persone perbene che vivono in questi quartieri. Del resto questa è la line che sta sollecitando il ministro dell’Interno Piantedosi”.

A novembre la polizia municipale di Pomigliano aveva dato il via a un repulisti puntato agli sgomberi degli alloggi occupati abusivamente. Ma un gruppo formato da una settantina di abitanti della 219 reagì recandosi minacciosamente sotto le mura del municipio. A ogni modo l’amministrazione comunale di Pomigliano sta varando una serie di iniziativa puntai al ripristino di servizi essenziali all’interno del rione. Qualche mese fa infatti il sindaco, Gianluca Del Mastro, e l’assessore comunale alle politiche sociali, Salvatore Esposito, qui hanno riaperto il centro sociale di aggregazione giovanile. Il centro per oltre dieci anni era rimasto chiuso e nel frattempo era stato trasformato dai narcos della zona in una base di spaccio. Ma lo Stato se lo è ripreso e lo ha restituito ai cittadini.