Il caldo asfissiante di questo periodo fa sì che l’acqua, quella che rinfresca e diverte, e quella che disseta e lava, diventi ancora più “preziosa”. Lo testimoniano i parchi acquatici, che, con i loro giochi, sono tra le mete più gettonate.
Approfittando del caldo torrido, anche la Giunta Regionale della Campania si mette a “giocare” con l’acqua, e lo fa a spese dei cittadini. Con una recente delibera la Giunta De Luca ha trasferito alla Gori “le opere idriche di rilevanza regionale – cioè – quei numerosi sistemi di adduzione delle acque, collettori ed impianti di depurazione delle acque reflue, realizzati nel corso dei decenni con investimenti pubblici dalla Cassa del Mezzogiorno …” Fino ad oggi essi erano gestiti dalla Regione, che ne sopportava anche parzialmente il costo. Il trasferimento degli impianti, invece, porterà i cittadini dell’area vesuviana, nolana e dell’agro nocerino-sarnese a pagare tale costo che molto probabilmente si scaricherà sulle bollette.
I comitati civici per l’acqua pubblica stimano aumenti del 30% proprio grazie a questo contestato passaggio degli impianti regionali al gestore privato: “Una decisione grave e inaccettabile che farà pagare ancora una volta ai cittadini le conseguenze di assurde scelte clientelari perseguite dagli amministratori regionali dagli anni novanta ad oggi, anche con il complice beneplacito dei sindacati confederali”.
Dall’acqua fresca, all’acqua calda, anzi bollente.
La Corte dei Conti ha aperto un’inchiesta sul danno erariale di 500 milioni di euro provocati dal gestore Gori, con i comitati per l’acqua pubblica che tuonano: “Bisogna fare subito chiarezza e individuare tutte le responsabilità . A pagare deve essere quella cricca di privatizzatori composta da politici, burocrati, affaristi che lucrano sulla pelle degli utenti, costruendo carriere dorate facendosi beffa delle leggi e ignorando la volontà popolare”.
Intanto, alcuni giorni, fa i sindaci favorevoli alla gestione pubblica del servizio idrico nell’Ato3 Sarnese-Vesuviano si sono riuniti a Pompei, in assemblea straordinaria.
I Comuni presenti ed aderenti (Angri, Casalnuovo, Cicciano, Lettere, Marigliano, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Palma Campania, Piano di Sorrento , Pompei, Roccapiemonte, Roccarainola, Sarno, Siano, Santa Maria La Carità, San Vitaliano, Sant’Antonio Abate, Saviano, Scisciano, Torre del Greco) hanno sottoscritto un documento in cui contestano:
1. le scelte della Regione di far scegliere i nuovi membri del consiglio d’amministrazione della Gori S.p.A al commissario straordinario dell’Ente d’Ambito, Vincenzo Belgiorno, nonostante la legge gli affidi solo compiti di ordinaria amministrazione. 2. l’espropriazione delle competenze sul servizio idrico integrato. 3. il ritardo nella costituzione dell’Ente Idrico Regionale e nell’indizione delle elezioni per i consigli di distretto, come previsto dalla nuova legge regionale.
“La Regione è responsabile di un gravissimo ritardo nella cessazione delle gestioni commissariali che continuano da quattro anni, nonostante la censura e l’illegalità dichiarata dalla magistratura amministrativa … È inaccettabile che un organo scaduto provveda al rinnovo dei vertici di un’azienda che svolge un servizio pubblico così importante, tanto più se è da tempo chiara la volontà di molti Comuni di riprendersi a pieno titolo il proprio ruolo e ritornare alla gestione del servizio idrico attraverso enti di diritto pubblico al servizio del territorio, liquidando la fallimentare esperienza del gestore Gori”.
Sulla necessità di ri-pubblicizzare l’acqua, la Rete dei sindaci rincara la dose: “Appare necessario accelerare il trasferimento delle quote del 51% della società Gori ad un organo rappresentativo dei Comuni del territorio, secondo quanto previsto dalle procedure attuative della legge regionale 15/2015”.
E quindi, l’unica via di uscita rimane la messa in liquidazione di una società, la Gori, che fa acqua da tutte le parti, e la creazione di un’azienda speciale che garantisca pienamente la gestione interamente pubblica e partecipata del servizio idrico.
A tale proposito i sindaci annunciano un incontro con Virginia Raggi, la prima stella di Roma. Alla neoeletta sindaca chiederanno interventi forti sui vertici del gruppo Acea, socio privato del gestore Gori, e un’alleanza amministrativa sul fronte comune della ri-pubblicizzazione.
Per quanto riguarda il Comune di Volla, il neo sindaco Viscovo, insediatosi da pochi giorni (Primo Consiglio Comunale il 14 luglio 2016 ndr), ha dichiarato: “… in linea generale non saremmo contrari all’acqua pubblica, ma non abbiamo preso ancora una posizione perché stiamo verificando tutte le possibilità di come fare laddove volessimo uscire dalla Gori … nello stesso tempo, però, fino a quando non si verifica una possibilità concreta di poter ottenere questo tipo di risultato, abbiamo già fissato un incontro con la Gori e pretenderemo che vengano garantiti tutti i servizi per i cittadini a fronte del fatto che essi pagano …”









