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 Liceo, ricordi e riflessioni nell’ intervista al prof. Giuseppe D’Avino.  Il prof.  D’Avino ha  insegnato per molti anni  al Liceo E. Torricelli di Somma Vesuviana, come docente di matematica e fisica, svolgendo diversi ruoli in qualità di collaboratore del dirigente. Attualmente è in assegnazione provvisoria presso il Liceo Montalcini – Ferraris di Saviano.

 

Giuseppe D’Avino nasce a Napoli nel 1959, ma vive per 26 anni a Somma Vesuviana. Attualmente risiede a Saviano. Dopo aver frequentato il Liceo scientifico E. Torricelli del suo paese, si laurea in matematica presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.  Consegue, inoltre, il diploma di Formazione Teologica presso l’istituto Superiore  Interdiocesano di Scienze Religiose Duns Scoto di Nola,  che gli permette  di iniziare la carriera di insegnante in qualità di IDR (insegnante di religione cattolica, a.s. 1985/86 e 1986/87). Nell’intervista, che segue, i suoi ricordi legati al liceo sommese, la sua nuova destinazione e il problema della didattica a distanza.

 

Professore, il suo rapporto con il Liceo Torricelli di Somma

“E’ dal primo settembre del 2000 che ho iniziato ad insegnare al Liceo E. Torricelli di Somma Vesuviana, come docente di matematica e fisica. Ho svolto, qui, diversi ruoli: da esaminatore della patente europea (ECDL – AICA) alla funzione strumentale area TIC (informatica). Negli ultimi due anni sono stato nominato collaboratore del dirigente scolastico, prima con il prof. Giovanni Russo e poi con la dott.ssa Anna Giugliano.

Son sempre più convinto che dopo un certo numero di anni sia i docenti che i dirigenti debbano cambiare scuola per  incontrare nuovi colleghi, conoscere un nuovo ambiente, ma sopratutto trovare nuovi stimoli e obiettivi. Purtroppo, per vari motivi, tra i quali gli affetti familiari, mi hanno fatto desistere per ben venti anni e solo quest’anno ho deciso di chiedere il trasferimento. Da premettere che sono stato anche alunno del liceo sommese”.

 Preoccupazioni e ricordi negli ultimi tempi?

“Nell’ultimo periodo c’è stato un calo del numero degli iscritti: un’ emorragia ben tamponata dal dirigente Giovanni Russo, che, in un solo anno di attività, è riuscito a risolvere innumerevoli problemi, dando una nuova veste alla struttura sul piano del colore. Oltretutto, le aule della sede centrale sono state tutte interamente tinteggiate con colori diversi. A ciò bisogna aggiungere la particolarità delle lavagne, che coprono una intera parete. Purtroppo, il dirigente Russo, chiamato a svolgere altre mansioni presso il CSA, non ha continuato a portare a termine il suo progetto. Anche la nuova dirigente,  dott.ssa Anna Giugliano, ha portato sostanziali rinnovamenti e cambiamenti. Premetto che ho collaborato con i dirigenti senza esonero parziale o totale dal servizio. L’ho fatto con piacere anche se non nego che spesso la stanchezza si faceva sentire”.

 Dove insegna adesso?

“Attualmente sono in assegnazione provvisoria presso il Liceo Montalcini – Ferraris di Saviano in piazza Musco. Si tratta della sede succursale, diretta dal prof. Domenico Ciccone. Ci sono poi altre due sedi. Anche qui ho trovato alunni molto bravi. In una classe prima ho potuto constatare che ci sono tanti giovani che vogliono distinguersi.  Su ognuno di loro campeggia quel desiderio di progredire, di porsi obiettivi più importanti, orizzonti sempre più ampi”.

 La didattica a distanza, croce e delizia di tanti docenti

“Per quanto riguarda la didattica a distanza, ritengo che si tratti solamente di un palliativo. Comprendo, comunque, le motivazioni governative in un momento così difficile. Ma quali sono i punti di forza che possono derivare da un tale insegnamento? Certamente gli alunni timidi riescono, dietro uno schermo, a dire cose che in presenza non avrebbero avuto il coraggio di dire o di fare. In ogni caso, si cerca di non interrompere il rapporto alunno-docente. I punti di debolezza, però, sono tanti. Non vi è una condivisione di uno spazio e un’interazione fisica tra docente e studenti, tutto è mediato dall’utilizzo di mezzi tecnologici. Dietro la telecamera non sai mai se l’alunno stia seguendo, se ha veramente compreso ciò che stai dicendo. Spesso evita l’interrogazione, adducendo problemi tecnici o di connessione. I compiti in classe, a distanza, sono poco affidabili. Inoltre, l’insegnante è costretto, come del resto l’alunno, a stare seduto cinque e più ore davanti ad un monitor.  A ciò vanno aggiunte le ore trascorse per preparare il materiale da proporre agli allievi. Gli alunni hanno bisogno di riposare gli occhi e quindi è necessario che ci siano continue pause, il che comporta un allungamento dell’orario oltre quello sopportabile. Motivo per cui alcuni alunni hanno provato a contestare e/o trovare soluzioni alternative rispetto alle scelte messe in atto dagli organi competenti. Faccio osservare che rispetto ai licei, nei professionali la situazione è senz’altro peggiore. La soluzione è garantire comunque salute e sicurezza a chi opera nella scuola e tornare in presenza il primo possibile”.