Jabil di Marcianise, la ministra Catalfo auspica un percorso per la ricollocazione dei lavoratori ma intanto saltano gli accordi

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Per i lavoratori della Jabil di Marcianise “quello che stiamo cercando di fare non è solo far sì che l’azienda revochi i licenziamenti e usufruisca delle settimane di cassa integrazione e di altri strumenti, ma stiamo lavorando anche su un percorso di ricollocazione dei lavoratori presso altre aziende che si sono offerte”.

Lo ha assicurato la ministra del lavoro Nunzia Catalfo, secondo cui “sia nel decreto Cura Italia sia nel decreto rilancio c’è una norma che blocca le procedure di licenziamento fino al 17 agosto. Nel caso in cui dovesse avvenire, il licenziamento sarebbe assolutamente nullo e il lavoratore avrebbe diritto alla reintegra”.

“Non appena ho appreso la notizia – ha spiegato Catalfo intervenendo a Sky Tg24 Economia – ho voluto convocare sia Jabil sia le parti sindacali, con cui stiamo seguendo tutta la trattativa. C’è una norma che afferma che i licenziamenti non si possono fare. Ci sono degli strumenti, come la cassa integrazione e il fondo per le nuove competenze”.

Intanto però è saltato in nottata il tavolo tenuto in videoconferenza con il sottosegretario Mise Todde, l’azienda e i sindacati. Iniziata alle 16 di ieri, dopo il nulla di fatto di domenica, la riunione si è protratta fin oltre la mezzanotte, con una sospensione nel tardo pomeriggio per permettere ai rappresentanti Jabil di consultarsi sulla fattibilità di alcune soluzioni, come la richiesta di altre cinque settimane di cassa integrazione e il contestuale ritiro dei licenziamenti. La doccia fredda è arrivata poco prima di mezzanotte.

“Alle 23 – spiega Antonio Accurso, Segretario Generale Uilm Campania – si era quasi siglato l’accordo per ritirare i licenziamenti, ma l’azienda alle 23.50, con un colpo a sorpresa, ha dichiarato di non voler proseguire su questa strada”. Il tavolo potrebbe riprendere questa mattina per un ultimo tentativo di scongiurare i licenziamenti.

(foto dal web)