Normalmente la prima presentazione di un libro rappresenta per un autore un momento speciale: il prof. Jacopo Pignatiello ha scelto di vivere questo momento principalmente a Somma Vesuviana, la città in cui è nato e vive, presentando la sua prima raccolta poetica, pubblicata da Controluna Edizioni.
L’appuntamento è fissato per sabato 11 luglio 2026, alle ore 18:00, nello spazio Hub-Side in via Campane. L’iniziativa è promossa con il patrocinio di ARS – Archivio Russo Somma, Tramandars e Amici del Casamale: tre realtà che da anni sono fortemente impegnate nella promozione della cultura e nella valorizzazione del patrimonio storico e artistico del territorio.
Jacopo Pignatiello, laureato in filologia moderna, insegna discipline storiche e letterarie presso il Liceo Matilde Serao di Pomigliano d’Arco e affianca all’attività didattica un costante percorso di ricerca negli ambiti della critica letteraria e della storia. Ha pubblicato contributi scientifici in periodici, atti di convegni e miscellanee e coltiva da anni la scrittura poetica, con testi apparsi su riviste e antologie. La scelta di partire proprio da Somma Vesuviana non nasce soltanto da un legame affettivo con la sua città, ma da un rapporto costruito nel tempo attraverso lo studio, la ricerca e la partecipazione alla vita culturale del territorio.
La silloge, In nihil multiforme, nasce da un’idea di nulla che si allontana dalla semplice immagine del vuoto. Il nulla evocato dal titolo è uno spazio complesso e mutevole, abitato da assenze, desideri, ricordi, ferite e frammenti di senso. È una dimensione che assume continuamente forme diverse, manifestandosi come corpo, linguaggio, memoria, attesa o mancanza. Allo stesso tempo, la raccolta racconta anche una lotta contro quel nulla: la poesia diventa il luogo in cui la parola tenta di resistere alla dissoluzione dell’esperienza, cercando di trasformare ciò che sembra destinato a svanire in occasione di conoscenza e permanenza. L’opera è concepita come un progetto unitario, costruito attraverso cinque sezioni strettamente collegate tra loro: la prima sezione, Firme, raccoglie testi che riflettono sul significato stesso della scrittura poetica e sul ruolo della parola; la seconda, In forma, dialoga apertamente con la tradizione metrica, proponendo sonetti e strutture regolari che diventano strumenti per misurare il dolore, l’attesa e l’amore; in Deformi, la terza sezione, quell’equilibrio entra progressivamente in crisi con il verso che si spezza e il silenzio acquista invece un valore espressivo, mentre la lingua si confronta con il vuoto; la quarta, Informi, rappresenta il momento più visionario della raccolta, caratterizzato da una scrittura intensa e frammentata; infine, la quinta, In fondo, raccoglie ciò che rimane del percorso, aprendo uno spiraglio finale verso una possibilità di luce che non cancella la ferita, ma insegna ad abitarla.
Certamente ciò più colpisce in quest’opera del Pignatiello è la progressione delle cinque sezioni: il passaggio da Firme a In fondo suggerisce un percorso sia formale sia esistenziale, in cui la trasformazione della lingua accompagna quella dell’esperienza. Anche la corrispondenza tra la dissoluzione della forma metrica e l’emergere del vuoto appare coerente e dà l’idea di un progetto costruito con consapevolezza. Il testo comunque, trasmette una intensa maturità progettuale e lascia percepire una riflessione teorica che sostiene la scrittura senza soffocarla.
Ad accompagnare il volume è la prefazione di Roberta D’Ovidio, docente di lettere, formatrice, curatrice editoriale e promotrice di progetti culturali. La sua prefazione nasce da un confronto acuto con l’opera e con il suo autore e propone una lettura critica che mette in luce la coerenza del progetto poetico e la sua ricerca linguistica. Nel corso della presentazione, l’autore dialogherà con Giorgio Villani, scrittore e studioso che ha dedicato le proprie ricerche ai rapporti tra arti figurative, letteratura e storia del gusto. A moderare l’incontro, invece, sarà il dott. Giovanni Negri, specializzato in drammaturgia e cinematografia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II. La lettura delle poesie, infine, sarà affidata a Iris Scotto Di Carlo, giovane attrice diplomatasi quest’anno al Liceo Matilde Serao di Pomigliano d’Arco.








