Nella città degli abusi edilizi gli scandali non risparmiano nessuno, nemmeno le suore. E questo perché secondo il Tribunale Amministrativo Regionale a Casalnuovo risulta abusivo anche l’istituto Sacro Cuore, la scuola d’élite del territorio. Il grande e moderno edificio, cioè tutta la parte nuova del complesso di proprietà delle suore, formato da tre moduli, è stato costruito violando la destinazione d’uso imposta dal piano regolatore, che in quel pezzo di terreno non prevede una scuola ma soltanto “un alloggio per le suore e attività di apostolato sociale”. Inoltre, sempre in base a quanto stabilito da una sentenza pubblicata a marzo dal Tar, sentenza che ha respinto il ricorso delle religiose finalizzato ad annullare il no al condono deciso dall’ufficio tecnico comunale, l’edificio dichiarato fuorilegge risulta anche più largo e più alto rispetto a quanto disposto dalla licenza edilizia risalente al 1996. Insomma, è un bel pasticcio. La situazione a questo punto è a un bivio: abbattere tutta la struttura e poi ricostruirla seguendo correttamente le disposizioni della licenza edilizia, ma senza insediarvi di nuovo una scuola, oppure confiscare l’enorme complesso sottraendolo alla proprietà delle suore. Nel frattempo ieri il sindaco, Massimo Pelliccia, ha fatto sapere che il Comune, prima di prendere provvedimenti, “attenderà il pronunciamento del Consiglio di Stato”. Secondo quanto reso noto dal primo cittadino i legali delle suore hanno infatti intenzione di rivolgersi all’ultima speranza giuridica che resta, il Consiglio di Stato. Si aspetterà quindi il pronunciamento della “Cassazione” amministrativa. Ma la sensazione è che attorno a questa faccenda serpeggi un certo imbarazzo, soprattutto in municipio. Basti pensare che i figli dello stesso sindaco vanno a scuola proprio lì, al Sacro Cuore, e che un assessore della sua giunta, quello alla cultura, Simona Visone, insegna in questa scuola, una scuola privata paritaria a cui sono iscritti centinaia di alunni della materna, dell’elementare e della media. Si tratta dell’istituto prescelto dalle classi sociali più abbienti della città. Inizialmente, negli anni Cinquanta, il Sacro Cuore era formato da due edifici bassi, ubicati in un antico cortile il cui ingresso ad arco si trova sul centrale corso Umberto. In questo stesso cortile si trova un condominio di alcuni appartamenti. In uno di questi alloggi abita la signora Maddalena Manna la quale, non appena si è accorta che sul retro dello spiazzo ci sono le suore si stava erigendo un nuovo fabbricato ha subito ingaggiato una battaglia giudiziaria con le religiose. Il nuovo edificio finito nel contenzioso è gigantesco. E’ stato realizzato in tempo record nel 1998, su licenza rilasciata dal Comune nel 1996. Poi però sono scattati i controlli. Tardivi per la verità visto che soltanto nel 2016 la polizia municipale ha accertato tutta una serie di difformità urbanistiche, un consistente aumento delle volumetrie, sia in altezza che in ampiezza, nonché l’elusione dell’effettiva destinazione d’uso dei locali, che dall’uso religioso per il quale erano stati autorizzati sono stati poi trasformati, senza permesso, per svolgere un servizio scolastico pubblico. A ogni modo dopo il controllo della polizia municipale i responsabili dell’Istituto Sacro Cuore hanno fatto abbattere alcuni locali risultati abusivi ed hanno quindi chiesto all’ufficio tecnico comunale di condonare il resto delle opere risultate fuorilegge. Ma l’ufficio tecnico, con un provvedimento del 23 marzo 2017, ha respinto la richiesta di sanatoria. Ai tecnici della municipalità è risultato impossibile sanare una situazione che al momento appare irrisolvibile.
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