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Il pari del Napoli? Una tortura per tifosi e…migranti. Intanto il profeta Sarri prepara le valigie

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Gli azzurri fanno 1 a 1 con la Lazio qualche giorno dopo le dichiarazioni destabilizzanti del presidente De Laurentiis.

Appena poche ore dopo che il Papa ha lanciato un severo monito contro l’indifferenza dell’umanità verso i migranti, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris si rende protagonista di un gesto che rischia di far scoppiare una guerra diplomatica tra la Santa Sede e le Due Sicilie: porta 25 migranti ospiti della struttura di Marechiaro a vedere Napoli – Lazio, al San Paolo.

Dopo una traversata di giorni e sofferenze indicibili, ai poveri stranieri è toccato pure sorbirsi la papera di Reina e l’elevazione a top player nientemeno che di Keita: roba che Amnesty dovrebbe intervenire per denunciare che a Napoli, nella persona del primo cittadino, viene praticata la tortura.

La partita finisce 1 a 1 e a soffrire non solo sono i migranti (ai quali vanno, scherzi a parte, sentimenti di affetto e vicinanza) ma pure i tifosi, abituati un anno fa a vedere il gioco accompagnato dai goal. Quest’anno non va proprio: si gioca tanto, si fanno i tocchettini, si mantiene il possesso palla ma la rete avversaria non si gonfia. Anzi, si gonfia sempre più spesso la nostra. Le ragioni sono ben note: gli infortuni di Milik e Albiol, le incertezze di Reina ma anche di altri difensori, una generale mancanza di personalità.

E tuttavia c’è una persona che potrebbe dire a tutti noi: ve lo avevo detto. Questa persona va in giro sempre in tuta e risponde al nome di Sarri Maurizio. Il mister azzurro questa estate, alla fine del calciomercato, spiegò senza mezzi termini che un team di giovani, per quanto di alta qualità, restava un’incognita, una scommessa da vincere. Andate su Google e controllate, please: non che Sarri gioisca dell’esser stato profetico ma, c’è davvero poco da fare, lui ci aveva avvertiti. Altro discorso sono le frecciatine che gli ha mandato il presidente De Laurentiis in settimana, su un suo presunto ”no” ad Aubameyang: quelle servono ad isolare l’allenatore, individuarlo come capro espiatorio, dare in pasto all’opinione pubblica il colpevole dell’eventuale disfatta.

Che risultati porterà una strategia del genere, è presto detto: farà scappare Sarri da Napoli. Cominciate a pensare al nome del nuovo allenatore per il prossimo anno. E togliete pure i freni alla fantasia: tanto non decidete voi.

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