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Siamo lieti di ospitare un giovane talento del nostro territorio che ci parla delle sue esperienze artistiche e della sua formazione.

Giuseppe benvenuto nella nostra rubrica Frazioni musicali. Ci racconti della tua formazione e delle tue primissime esperienze legate alla musica?

“Ringraziandovi per l’invito, con molto piacere, vi parlo della mia formazione. Mi sono laureato in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università degli studi di Napoli L’Orientale, scrivendo una tesi in Letteratura Spagnola su un’opera di Federico García Lorca, El Retablillo de Don Cristóbal, analizzando le analogie e le differenze tra i personaggi di Don Cristóbal e Pulcinella, unendo in tal modo la tradizione andalusa con quella partenopea”.

“Il mio percorso artistico, invece, è iniziato sin dalla tenera età di sei anni grazie alla partecipazione allo Zecchino d’Oro nel 1994, vincendo le selezioni regionali della Campania e giungendo alla prima fase all’Antoniano di Bologna. Successivamente mi sono iscritto alla Catullo di Pomigliano D’Arco, dove ho scelto una sezione a sperimentazione musicale, studiando la chitarra classica sotto la guida del M° Piero Viti“.

“Tra il 2008 e il 2012, in veste di Tenore del Coro Polifonico Hyppokrim dell’Università L’Orientale di Napoli, mi sono esibito in numerosi concerti diretti dai Maestri Natalino Palena, Rosario Peluso e Biagio Terracciano“.

Nella tua formazione artistica chi o cosa ha rappresentato la tua stella polare?

“La mia stella polare, i miei fari guida sono stati i miei maestri, la mia famiglia, gli incontri e le esperienze artistiche fatte in tutti questi anni che mi hanno spronato sempre di più a coltivare lo studio grazie alla passione per la musica e per il teatro”.

Tra le tue esperienze formative, appunto, figura anche il teatro che hai cominciato a respirare fin da piccolo grazie a tuo padre Alberto. In che misura la musica e il teatro hanno contribuito alla tua crescita?

“La musica e il teatro sono state le vere palestre della mia vita. Bisogna allenarsi giorno dopo giorno per poter raggiungere grandi obiettivi. Come diceva il grande Federico García Lorca in un suo celebre aforisma: “Il teatro è poesia che esce da un libro per farsi umana”. Queste parole hanno accompagnato il mio percorso, in ogni prova, in ogni esibizione. È davvero incredibile e unica la magia che si viene a creare tra me, le tavole del palcoscenico e l’emozione che riesco a trasmettere al pubblico”.

Quali sono le esperienze teatrali e musicali che hanno contribuito in maniera più significativa alla tua crescita artistica?

“Ho interpretato lo Scugnizzo in Cupido scherza e spazza di De Filippo al Teatro Sannazaro con la Compagnia Artisti Distratti. Il ruolo di Peppeniello in Miseria e Nobiltà di Scarpetta al Teatro Politeama. Il Lazzaro Giovanni, nel Masaniello carnefice e vittima adattato da mio padre, in Piazza Mercato a Napoli durante il Maggio dei Monumenti nel 2002. I ruoli del Pazzariello e di Benino e Sarchiapone tratti dalla Cantata dei Pastori di Perrucci. Ho anche partecipato come ospite al 400° anniversario della maschera di Pulcinella presso il Circolo degli Ufficiali dell’Esercito Italiano, interpretando (nelle vesti di Pulcinella) la Serenata di Pulcinella di Cimarosa. Dal 2015 sono figurante e attore per video e spot pubblicitari con la The Jackal“.

Nel tuo curriculum figurano importanti e incoraggianti riconoscimenti. Quale o quali ti hanno più gratificato?

“Tra i riconoscimenti più importanti che ho ricevuto, oltre a numerose targhe di merito, ricordo con immensa gioia il premio Matt…attori al IV Festival di Baiano nel 2013, il Disco Martini al Mia Martini Festival nel 2016 e il premio Mario Abbate al V Festival di Napoli nel 2019″.

Ci parli delle tue produzioni musicali più significative che spesso hai accompagnato anche con video molto interessanti e seguiti sul web?

“Le più significative sono senz’altro quelle legate alla mia esperienza artistica con la band Light Sounds. Un percorso durato dieci anni in cui ho realizzato un E.P. dal titolo Asha che sarà disponibile su tutti gli store digitali grazie all’etichetta Sound Management Corporation di Brescia. Al momento, dal 2020 a oggi, sono stati pubblicati tre singoli: Changeless, Future e Vivo e Muoio. Ho realizzato anche tre videoclip con le regie di Enzo Morzillo e Sebastiano Covone che hanno raggiunto migliaia di visualizzazioni”.

Changeless è il brano che mi sta dando più soddisfazioni visto che ha raggiunto ben 16000 visualizzazioni. Lo trovo innovativo nel sound che riporta un po’ agli anni ’90, sullo stile di Robert Miles, ma la versatilità ritmica lo rende contemporaneo. Il titolo significa immutabile ma l’intero testo è un invito ad avere il coraggio di cambiare la propria vita, la mentalità e il proprio spirito. I messaggi contenuti sono importanti soprattutto per i più giovani: la libertà di espressione, la voglia di migliorare sé stessi e il mondo che ci circonda. Il motto è: “Come back to dream, come back to life”, che invita a guardare con speranza e fiducia alla vita per poter tornare a sognare. Ho preso come riferimento linguistico l’espressione “Make it new!”, utilizzata da Ezra Pound nella corrente letteraria dell’Imagismo”.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

“Attualmente sono impegnato nella realizzazione di un mio spettacolo teatrale, fatto di prosa e musica e dedicato alla storia di Pulcinella e alla nostra tradizione. Sono sempre attivo nella scrittura di nuovi brani e mi auguro di poterli realizzare al più presto”.

Cosa consigli a chi giovanissimo si affaccia al mondo della musica e dell’arte in generale?

“Di studiare, sperimentare, approfondire e soprattutto di coltivare le proprie passioni nel migliore dei modi, con occhi curiosi e attenti verso il futuro. Si potrà anche cadere durante il cammino, ma bisogna avere sempre la forza di rialzarsi e non esiste cura migliore dell’arte. Mi piace salutarvi con le parole del grande Oscar Wilde: L’arte è la sola cosa seria al mondo e l’artista è la sola persona che non è mai seria“.