Grazie a Ghoulam, la Juventus e il suo nuovo centravanti battono gli azzurri: un evento temuto e atteso
Ce lo immaginiamo l’Higuain dell’anno scorso imprecare contro Ghoulam perché sbagliava i cross, perché non azzeccava il passaggio giusto che gli avrebbe consentito di segnare il gol numero 37,38,39,40, da ingordo del pallone che non è altro. Un campionato dopo, il difensore algerino ha voluto accontentare il campione argentino, facilitandogli la rete: solo che stavolta il Pipita era passato dall’altra parte, indossando la maglia meno allegra d’Italia in cambio di molti soldi (a lui e a De Laurentiis).
E così tra Juventus e Napoli è finita 2 a 1. E ci siamo tolti il pensiero. Abbiamo archiviato la partita più attesa, abbiamo fatto passare una nervosa vigilia, resa ancora più tosta dalle condizioni del Napoli, privo di attaccanti e acciaccato pure moralmente. Soprattutto, ci siamo fatti segnare da Higuain ed abbiamo sostenuto anche questo dolore, dopo che per mesi ci siamo chiesti come sarebbe stato vederlo insaccare la palla in rete, che effetto avrebbe fatto alle coronarie dei tifosi, a che livello di ingratitudine sarebbe arrivato.
Ora che il discorso è chiuso, però, sarebbe il caso che i fans azzurri pregassero i propri giocatori di comportarsi seguendo un solo ed unico modello: Manolo Gabbiadini. Sì, proprio lui: lui che esulta poco e a volte sembra abulico, lui che paga le colpe di un carattere introverso e appare poco attaccato alla maglia. Molto meglio lui e la sua timidezza sincera che la falsa sfrontatezza di altri, da Higuain a scendere. Si battono il petto, pubblicano panorami partenopei sui social, si lasciano andare a dichiarazioni d’amore per la città e il suo popolo ma poi passano anche loro, magari se ne vanno per qualche milione di euro in più. E ai napoletani resta il dolore. No, cari giocatori che vi allenate a Castel Volturno, siate seri. Siate Gabbiadini.



