La scena è mostruosa: una valanga di rifiuti di ogni sorta in un campo nomadi abbandonato a gennaio e fatto smantellare dal Comune il 9 febbraio scorso. L’ecomostro, di almeno ventimila metri quadrati, si trova accanto a una serie di campi coltivati a ortaggi, in località Candelara, sotto le colline appenniniche, lungo la bretella sopraelevata dell’asse mediano che collega Pomigliano a Nola. Qui ieri sono accorse le “Mamme Coraggio”, un comitato locale nato alcuni anni fa e composto anche da donne i cui figli sono gravemente ammalati. Le donne hanno scattato foto e girato video. Il materiale è stato portato al Comune di Acerra e lasciato nelle mani dei responsabili della polizia municipale. < Abbiamo segnalato tutto quello che c’era da segnalare. Siamo sena parole…>, racconta Antonietta Moccia, una figlia adolescente in cura costante a causa di un tumore, un blastoma, che ha colpito la ragazza quando aveva appena 5 anni. Intanto l’obiettivo delle mamme è di far rimuovere subito quella valanga di rifiuti. < C’è il pericolo dell’ennesimo incendio – avverte Antonietta – bisogna fare presto se vogliamo evitare una nube tossica >. Secondo quanto riferito dalle Mamme Coraggio i responsabili della polizia municipale hanno assicurato che entro una settimana i rifiuti saranno rimossi. E’ una corsa contro il tempo, contro un vero mostro. Fino all’anno scorso il campo di Candelara era utilizzato dai nomadi non solo come discarica ma pure come fonderia di ottone, ottone che veniva sistematicamente rubato dai cimiteri spaccando lapidi e tombe. I fumi della fonderia più che abusiva invadevano di notte gli abitati vicini di Acerra, Pomigliano, Casalnuovo, Castello di Cisterna, Brusciano, un’area popolata da 200mila persone. < Quel posto è una piaga contro la quale non è stato fatto mai nulla. Ora per fortuna il campo è stato smantellato. Ma restano i rifiuti. Speriamo bene >, commenta Alessandro Cannavacciuolo, leader ecologista della zona. < A Candelara – ribadisce l’ambientalista – c’è il pericolo di incendi. Là abbiamo trovato tonnellate di rifiuti pericolosi: guaine bituminose, amianto, ingombranti, carcasse di auto, pneumatici, plastiche speciali. Quel sito è stato per anni una centrale abusiva di smaltimento e incendio di rifiuti. Va fatta un’indagine approfondita per procedere a un’adeguata bonifica >. A ogni modo le cose migliorano, sia pure lentamente. In tutta l’area i campi rom non esistono più. Ne rimane solo uno a Caivano, dove l’altro ieri qui c’è stato l’ennesimo incendio d’immondizie. Quando però il Comune di Acerra, alla fine di dicembre, ha smantellato il campo di Aria di Settembre, al confine con Casalnuovo, proprio accanto è emersa una discarica enorme, occultata sotto il terreno. E’ stata sequestrata dai carabinieri del NOE, il Nucleo Operativo Ecologico. Pista seguita: l’ecomafia dei clan locali.









