Il Suono Ritrovato: se i Beatles incontrano l’Algoritmo

Benvenuti al secondo appuntamento di “Riavvolgi il Futuro”. Se nel nostro primo incontro abbiamo esplorato come i pixel stanno riscrivendo la storia del cinema, oggi ci immergiamo in un territorio ancora più intimo e sensoriale: la Musica.   Spesso pensiamo alla musica come a qualcosa di etereo, un’onda che fluttua nell’aria. Eppure, per oltre un secolo, la musica è stata materia. È stata solchi sulla cera, vibrazioni su lacca, e soprattutto, chilometri di nastro magnetico. Oggi, l’Intelligenza Artificiale sta agendo come un ponte temporale, permettendoci di “scavare” in quella materia per recuperare tesori che credevamo perduti. Ma per capire la portata di questo miracolo, dobbiamo tornare a quando il silenzio non esisteva e ogni nota era un rischio.

IERI: L’era del “tatto” e la magia dell’imperfezione

Prima dell’avvento del digitale, registrare una canzone era un’impresa quasi epica. Negli anni ’50 e ’60, negli studi leggendari come Abbey Road o i Motown Studios, il suono veniva impresso su pesanti bobine di nastro magnetico. Non esistevano i tasti “copia” e “incolla”. Se un produttore voleva cambiare l’ordine delle strofe, doveva armarsi di una taglierina (splicing bar), tagliare fisicamente il nastro e unirlo con un pezzetto di nastro adesivo speciale. Un millimetro di errore e la canzone era rovinata. Questa fisicità portava con sé un’anima: il cosiddetto “calore analogico“. Ogni nastro aveva un fruscio di fondo, ogni valvola dei microfoni aggiungeva una distorsione armonica che rendeva il suono vivo, ma anche fragile. I musicisti dovevano essere perfetti: se l’orchestra sbagliava una nota al nono minuto di una sinfonia, bisognava ricominciare da capo. Era un’arte basata sul limite, dove l’uomo dominava la macchina con la forza dei polmoni e la precisione delle dita.

OGGI: Archeologia sonora e il “de-mixaggio” impossibile

Il salto verso il presente ci porta a una parola che sta cambiando la musicologia: De-mixing. Per anni, il restauro audio è stato come tentare di separare gli ingredienti di una torta già cotta: una volta mixati su nastro, gli strumenti diventavano inscindibili, rendendo impossibile correggere eventuali sbilanciamenti di volume tra voce e musica. Se la voce era troppo bassa rispetto al pianoforte, restava tale per l’eternità. Poi è arrivato il 2023 e il caso mediatico di Now and Then, l’ultimo brano dei Beatles. Il regista Peter Jackson (lo stesso de Il Signore degli Anelli) ha messo a disposizione del progetto un sistema di AI chiamato “MAL” (in onore del loro storico assistente Mal Evans). Questa intelligenza artificiale è stata addestrata per anni a riconoscere il “timbro” unico della voce di John Lennon, distinguendolo da qualsiasi altro rumore. Il risultato è stato scioccante: l’AI è riuscita a estrarre la voce di John da una vecchia cassetta del 1977, pulendola dal ronzio elettrico e dal pianoforte che la sovrastava. Non ha “creato” una voce finta (deepfake); ha agito come un restauratore che rimuove secoli di polvere da un affresco, restituendo al mondo un’emozione che la tecnologia dell’epoca non era stata in grado di preservare. È la tecnologia che si mette al servizio della memoria, non per sostituirla, ma per liberarla.

DOMANI: La sfida della “Composizione Aumentata” ed i concerti eterni

Guardando oltre l’orizzonte, l’AI non si fermerà al restauro. Stiamo entrando nell’era della creatività assistita. Immaginiamo software che non si limitano a eseguire ordini, ma che agiscono come “compagni di jam session”. Esistono già algoritmi capaci di analizzare la struttura armonica di un brano e suggerire un ponte o un arrangiamento d’archi che l’autore non aveva considerato. Questo solleva interrogativi profondi: dov’è il confine tra l’ispirazione umana e il calcolo probabilistico della macchina? E ancora, siamo pronti per i “Concerti Eterni”? Gli ABBA, con il loro show Voyage, hanno già dimostrato che migliaia di persone sono disposte a pagare per vedere avatar digitali che si muovono e cantano come se avessero ancora vent’anni. Domani, potremmo vedere nuove opere composte “nello stile di” artisti scomparsi, sollevando sfide etiche e legali enormi sul diritto d’autore e sull’unicità dell’anima artistica. Nonostante la potenza di questi strumenti, l’Intelligenza Artificiale rimane un “pennello“. Può essere il pennello più sofisticato del mondo, capace di dipingere frequenze e ricostruire voci, ma ha sempre bisogno di una mano umana che decida cosa dipingere e perché. Riavvolgere il futuro, nel mondo della musica, significa proprio questo: usare la precisione dell’algoritmo per proteggere la fragilità del nostro passato. Perché alla fine, che sia un nastro magnetico tagliato con le forbici o un file processato da un supercomputer, ciò che conta è quel brivido che proviamo quando la musica ci tocca il cuore. E quel brivido, per fortuna, non può essere generato da nessun codice.
 L'Angolo dell'Esperto: Come funziona il "De-mixing"?
L’AI non “ascolta” come noi. Trasforma il suono in un’immagine (chiamata spettrogramma). In questa immagine, la voce di un cantante ha una “forma” diversa da quella di una batteria. L’algoritmo impara a ritagliare quelle forme specifiche e a separarle, proprio come faremmo noi ritagliando delle figure da una fotografia per creare un collage. È un processo di sottrazione visiva applicato all’udito.

Somma Vesuviana, il Tenore Costanzo in concerto per il restauro della statua della Madonna di Castello

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Riceviamo e pubblichiamo   Siamo orgogliosi e commossi di sostenere e promuovere un evento di Altissimo spessore Artistico , Culturale e Sociale. Le associazioni Tutela dei Riti del Monte Somma, il Rettore del Santuario Santa Maria a Castello in collaborazione con la Comunità Interparrocchiale  San Pietro,  San Michele e San Giorgio, Il Borgo Onlus e Arci Somma Vesuviana . credono  fermamente che la Cultura sia il motore per prenderci cura delle nostre Radici.  Il Maestro  Vincenzo Costanzo,  con origini di Somma Vesuviana e tra gli interpreti più apprezzati della nuova generazione di tenori del panorama lirico internazionale e rientra tra i 10  Tenori  più importanti del momento al mondo. Vincitore dell’Oscar della Lirica e del prestigioso premio Enrico Caruso, è regolare ospite di importanti teatri : Il San Carlo di Napoli, L’Arena di Verona, l’Opera di Roma , il Maggio Musicale Fiorentino, la Fenice di Venezia, e tanti altri  Teatri del Mondo, collaborando con direttori d’orchestra quali Myung-whun Chung, James Canlon, Riccardo Muti, Michele Mariotti, Daniel Oren e tantissimi altri è stato diretto da registi del calibro di Franco Zeffirelli, Pierluigi Pizzi, Emma dante , Liliana Cavani Ferzan Ozpetek solo per citarne alcuni. Ha  voluto contribuire  alla raccolta fondi per il restauro della Statua di Maria SS di Castello,  con un concerto da lui intitolato “OMAGGIO A MARIA” ,   il Tenore Vincenzo Costanzo, ci guiderà in una serata di grande Musica e impegno collettivo.  Sarà accompagnato da un eccezionale formazione di Musicisti: Toto Toralbo – Mandolino Nunzio Veneruso – Chitarra Dario Mennella – Percussioni Nino Conte – Fisarmonica La magistrale Regia e Scenografia  è stata affidata al  Maestro Angelo Parisi L’intero ricavato sarà devoluto al restauro della Statua di Maria SS di Castello, un gesto concreto per restituire bellezza alla nostra storia. Il biglietto è di 10 euro a persona. Vi aspettiamo il giorno Domenica 1 Marzo alle ore 19,30 presso il Teatro Summarte – Somma Vesuviana – via Roma 15. Info e prenotazioni contattare:  331 603 696 Salvatore – 339 261 7675 Gerardo – 334 745 8533 Nunzio oppure inviando  una mail: arcisomma@libero.it

Marigliano, Programma GOL: partono 28 tirocini di inclusione sociale

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Riceviamo e pubblichiamo

Ventotto tirocini di inclusione sociale attivati dal Comune di Marigliano nell’ambito del Programma GOL – Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, la misura regionale pensata per favorire l’ingresso o il rientro nel mondo del lavoro di persone in condizioni di fragilità o temporanea difficoltà occupazionale.

Le attività sono partite ufficialmente lo scorso 30 gennaio. I tirocinanti sono stati accolti in sala consiliare per un primo momento di orientamento dall’assessore alle politiche sociali Luigi Amato, insieme ai responsabili di settore dell’ente. Subito dopo è scattata l’assegnazione ai diversi uffici comunali, sulla base delle competenze individuali e delle necessità organizzative dell’Ente.

I partecipanti saranno impegnati per sei mesi, affiancati da tutor, in diverse aree operative: dalla cura del verde pubblico e della villa comunale recentemente inaugurata ai servizi di portineria della casa comunale, dal supporto agli uffici tecnici e finanziari alle attività di ausilio alla Polizia Municipale, fino alla sede del Giudice di Pace. Per ciascun tirocinante è prevista un’indennità mensile di 500 euro erogata dalla Regione Campania.

L’iniziativa unisce inclusione e funzionalità amministrativa: da un lato offre un’occasione concreta di crescita personale e professionale, dall’altro rafforza i servizi comunali con un supporto operativo mirato.

«Si tratta un’opportunità formativa — sottolinea il sindaco Gaetano Bocchino — ma anche di un percorso di dignità e reinserimento. Investire sulle persone significa investire sulla comunità. Come amministrazione continuiamo a puntare su strumenti concreti di inclusione e politiche attive del lavoro».

Controlli della Polizia sui rifiuti a Pomigliano

A Pomigliano, nella serata di ieri, è scattata un’operazione straordinaria della Polizia ed Enam per verificare il corretto conferimento dei rifiuti

L’operazione è stata condotta dall’Enam S.p.A, società incaricata del servizio di igiene urbana e dal Comando della Polizia Locale di Pomigliano d’Arco.

Durante i controlli sono state sanzionate quattro attività commerciali e due persone fisiche per non aver rispettato le modalità di conferimento dei rifiuti previste dall’ordinanza comunale. Inoltre, è risultato anche l’utilizzo di sacchi neri e il deposito non conforme delle frazioni di rifiuto.

Questa però non è l’unica operazione. Infatti, il controllo rientra in un programma più ampio di verifiche voluto dall’amministrazione comunale.

Il programma prevede controlli mirati per verificare la corretta differenziazione degli scarti e il rispetto dei giorni e degli orari di prelievo rifiuti. I controlli vengono particolarmente rinforzati di sabato, giorno in cui non è consentito il conferimento dei rifiuti.

Stando alla dichiarazione del Comune di Pomigliano d’Arco, questa è la fase successiva all’informativa avviata qualche mese fa per sensibilizzare operatori economici e cittadini sulle corrette modalità di conferimento. Purtroppo però le continue infrazioni hanno reso necessario l’intervento repressivo in atto.

L’attività di controllo in vigore continuerà con cadenza continua e programmata e ci saranno ulteriori azioni per sensibilizzare la popolazione, con iniziative informative sul territorio rivolte a cittadini e attività commerciali.

Leggendo i dati relativi ai verbali, è emerso come i comportamenti non conformi e errati siano diffusi su tutto il territorio comunale.

La nota proveniente dall’amministrazione recita: “Dispiace dover ricorrere alle sanzioni per far rispettare le regole ma non è più possibile tollerare la scarsa disciplina di una parte della popolazione. È legittimo essere critici sul servizio quando presenta criticità, ma è altrettanto necessario che i cittadini collaborino e rispettino le regole affinché il sistema funzioni correttamente”.

Rispondere con cura: etichetta e consapevolezza digitale

Nell’era di mail, chat e notifiche continue, non è “solo un messaggio”: ogni risposta digitale costruisce (o logora) relazioni, reputazione e fiducia. L’articolo esplora cosa significa oggi etichetta e consapevolezza digitale, tra vantaggi e rischi della comunicazione online, e mostra come tempo, tono e scelta del canale facciano davvero la differenza. Gran parte delle nostre relazioni oggi passa dallo schermo: mail, chat, messaggi vocali, commenti sui social. Lavoriamo, litighiamo, ci innamoriamo e collaboriamo in forma digitale; eppure, continuiamo spesso a rispondere d’impulso, come se “tanto è solo un messaggio”. Non lo è: ogni risposta costruisce o erode fiducia, reputazione, qualità dei rapporti. Parlare di etichetta – netiquette – e consapevolezza digitale non significa diventare freddi o formali, ma imparare a usare con cura uno strumento potentissimo, che amplifica tutto: chiarezza, empatia, ma anche fraintendimenti e conflitti.

La comunicazione digitale: pro e contro

I vantaggi sono evidenti: – è veloce: una decisione di lavoro si chiude in pochi minuti; – è tracciabile: mail e chat lasciano uno storico utile; – è flessibile: puoi rispondere nei tempi che hai, senza la pressione del “subito al telefono”. Ma ci sono almeno tre rischi:
  1. Mancanza di contesto Non vediamo il volto, non sentiamo il tono. Un “ok” può sembrare secco, un punto fermo può essere letto come aggressivo.
  1. Risposte impulsive La possibilità di scrivere in un secondo aumenta le probabilità di inviare messaggi sotto l’effetto di rabbia, stanchezza, ansia.
  1. Sovraccarico comunicativo Essere sempre raggiungibili può generare la convinzione che si debba rispondere immediatamente a tutto, sacrificando qualità a favore della velocità.

Etichetta digitale: di cosa parliamo davvero

L’etichetta digitale non è un galateo rigido, ma un insieme di attenzioni che tengono conto di tre dimensioni: tempo, tono, canale. Tempo: – entro quando è ragionevole rispondere a una mail di lavoro, a una chat di un cliente, a un messaggio privato? – come comunico le mie disponibilità, per non risultare né scortese né “sempre online”? Tono: – come scelgo le parole perché il messaggio arrivi fermo ma non aggressivo, vicino ma non invadente? Canale: – cosa è opportuno trattare in chat, cosa in mail, cosa solo a voce o in presenza? Consapevolezza digitale significa saper rispondere a queste domande in modo intenzionale, non solo “per abitudine”. Esempi pratici: se vuoi dire questo, dillo in questo modo. Quando vuoi mettere un confine sui tempi di risposta Se vuoi dire: “Risponderò, ma non posso essere sempre disponibile subito” Evita: Oh ma scrivete tutti troppe cose, non riesco a starti dietro. Prova così: Ti rispondo volentieri, ma non sempre in tempo reale. Di solito leggo i messaggi in queste fasce orarie, così sai che non ti sto ignorando se non rispondo subito. Messaggio implicito: ti rispetto, ma rispetto anche i miei tempi. Quando vuoi correggere un malinteso Se vuoi dire: “Credo ci sia stato un fraintendimento, vorrei chiarire” Evita: Non hai capito niente di quello che ho scritto. Prova così: Ho la sensazione che il mio messaggio non sia arrivato come intendevo. Posso spiegarmi meglio, così verifichiamo di essere allineati? Qui sposti il focus dal “tu sbagli” al “verifichiamo insieme”. Quando vuoi dire no in modo chiaro ma rispettoso Se vuoi dire: “Non posso soddisfare questa richiesta” Evita: Assolutamente no, impossibile. Prova così: Ho letto la tua richiesta. In questo momento non posso occuparmene nei tempi che ti servono. Se vuoi, possiamo valutare insieme un’alternativa o un’altra scadenza. Dai un no chiaro, ma mantieni aperto il canale di relazione. Quando vuoi dare un feedback critico via mail o chat Se vuoi dire: “Questo lavoro non è in linea con le aspettative” Evita: Lavoro fatto male, così non va. Prova così: Ti ringrazio per il lavoro. Ci sono però alcuni punti che vanno rivisti per essere allineati a quanto concordato. Te li elenco così possiamo sistemarli in modo chiaro. In questo modo critichi il contenuto, non la persona, e offri una strada per migliorare. Quando vuoi evitare il conflitto digitale Ci sono temi che, se gestiti solo via messaggio, peggiorano. In questi casi è segno di consapevolezza scrivere: Per questo argomento preferisco parlarne a voce: ti va se ci sentiamo oggi pomeriggio o domani mattina? Così ci capiamo meglio e troviamo una soluzione più in fretta. Riconosci i limiti del mezzo, invece di forzarlo.

Tre piccole abitudini per “rispondere con cura”

– Fai una pausa prima di inviare  Se il messaggio nasce da irritazione o fatica, rileggilo dopo qualche minuto. Anche solo cambiare una parola può ridurre il rischio di conflitto. – Chiarisci il contesto  All’inizio di una mail o di un messaggio importante, spiega in una riga lo scopo: “Ti scrivo per chiarire…”, “Questo messaggio serve a definire…” – Usa il canale giusto per il tema giusto  Decisioni delicate, conflitti, comunicazioni emotivamente cariche meritano spesso una voce, non solo uno schermo. Rispondere con cura, online, è molto più che “scrivere bene”: è scegliere in modo consapevole come vogliamo essere percepiti e che tipo di relazioni vogliamo costruire, nella vita e nel lavoro.   

Choc a Nola: bimba di un anno mangia hashish e finisce all’ospedale

Momenti di forte apprensione nella tarda serata di giovedì 30 gennaio a Nola, dove una bambina di appena un anno è stata ricoverata dopo aver ingerito una modica quantità di hashish. L’episodio si è verificato poco prima della mezzanotte e ha richiesto l’immediato intervento dei Carabinieri, allertati dal personale sanitario. La piccola è giunta al pronto soccorso dell’Ospedale di Nola con sintomi che hanno fatto scattare le procedure di emergenza. Dopo le prime cure e gli accertamenti clinici, i medici hanno stabilito che la bambina non è in pericolo di vita, ma è stata comunque trattenuta in osservazione per i controlli di rito, come previsto in casi simili. Nel frattempo, i militari dell’Arma hanno avviato le verifiche per ricostruire quanto accaduto. Dagli accertamenti è emersa la responsabilità del padre, un 26enne residente a Brusciano, già noto alle forze dell’ordine. Secondo quanto ricostruito, la sostanza stupefacente sarebbe stata lasciata incustodita, permettendo alla bambina di ingerirla accidentalmente. L’uomo è stato denunciato e la vicenda è stata segnalata agli assistenti sociali, che seguiranno ora il nucleo familiare per le valutazioni di competenza. Si tratta di un passaggio previsto dalla normativa a tutela dei minori, volto a garantire la sicurezza e il benessere della bambina. L’episodio riaccende l’attenzione sui rischi legati alla custodia negligente di sostanze pericolose, soprattutto in presenza di bambini molto piccoli, per i quali anche quantità minime possono rappresentare un serio pericolo.

Pomigliano: una riorganizzazione che divide e apre il dibattito sul futuro della scuola pubblica sul territorio.

Accorpamenti, nuove dirigenze e plessi distanti tra loro sollevano preoccupazioni tra famiglie e docenti, che temono ricadute sulla continuità educativa e sull’identità degli istituti. Una riorganizzazione che divide e riapre il dibattito sul futuro della scuola pubblica sul territorio.

Il nuovo piano di dimensionamento scolastico approvato dalla Regione Campania per l’anno 2026/2027 sta già producendo effetti concreti sul territorio. Tra le realtà coinvolte c’è anche Pomigliano d’Arco, dove l’accorpamento di diversi istituti sta sollevando perplessità, timori e un diffuso malcontento tra docenti e famiglie.

Una riorganizzazione che nasce da una necessità imposta dall’alto il calo delle iscrizioni e i vincoli nazionali sulla gestione delle scuole, ma che, secondo molti addetti ai lavori, rischia di generare più problemi di quanti ne voglia risolvere.

Accorpamenti sì, ma a quale prezzo?

Il nuovo assetto prevede la nascita di tre istituti comprensivi a Pomigliano d’Arco:

  • IC Ponte–Omero, che riunisce i plessi Omero, Mazzini, Ponte e Rodari

  • IC Catullo, con Catullo, Sulmona e San Giusto

  • IC Falcone–Paciano, che include Siciliano, Don Milani e Fratelli Bandiera

Una scelta che, almeno sulla carta, punta a razionalizzare risorse e garantire continuità amministrativa. Nella pratica, però, molti vedono l’effetto opposto: scuole collocate in zone lontane tra loro, realtà diverse per storia e bacino d’utenza costrette a convivere sotto un’unica dirigenza.

Il nodo della continuità educativa

Il punto più critico riguarda la continuità scolastica. Un bambino che termina la scuola primaria in un quartiere difficilmente proseguirà le medie in una struttura collocata dall’altra parte della città. Questo rischia di spezzare percorsi educativi consolidati e di disincentivare le iscrizioni, con un impatto diretto su famiglie e studenti.

A emergere, in modo sempre più evidente, è anche il problema logistico: maggiore traffico, difficoltà negli spostamenti e un carico organizzativo che ricade interamente sui genitori.

Il malcontento di docenti e famiglie

Sui social, in particolare nelle pagine locali, si moltiplicano i commenti di insegnanti e genitori che parlano apertamente di una gestione poco attenta alla realtà quotidiana delle scuole.

Il timore più diffuso è quello di vedere compromessa una struttura scolastica che negli anni ha rappresentato un punto di riferimento per il territorio. Si parla di professionalità mortificate, di perdita di identità degli istituti, di un equilibrio costruito nel tempo che rischia di saltare.

Molti docenti sottolineano come non si stia parlando di semplici numeri, ma di comunità educative reali, fatte di relazioni, progettualità e inclusione.

Una scelta che divide

Il provvedimento regionale è stato adottato per evitare il commissariamento e garantire la continuità amministrativa, ma resta aperta una domanda centrale:
è davvero questa la strada migliore per tutelare la scuola pubblica?

C’è chi ritiene che si sarebbe potuto intervenire in modo diverso, partendo dalle realtà più fragili invece di smembrare istituti strutturati e funzionanti. Una decisione che, secondo molti, rischia di indebolire il sistema anziché rafforzarlo.

La scuola come comunità, non come numeri

Al di là degli aspetti burocratici, ciò che emerge con forza è un messaggio chiaro: la scuola non è un insieme di codici e accorpamenti, ma un presidio educativo e sociale.

Ridisegnarne i confini senza un reale confronto con chi la vive ogni giorno insegnanti, studenti, famiglie rischia di trasformare una necessità amministrativa in un problema strutturale.

E mentre il nuovo assetto è ormai ufficiale, a Pomigliano resta aperta una riflessione più ampia:come garantire qualità, stabilità e visione educativa in un sistema che sembra sempre più guidato dall’emergenza?

fonte foto: Facebook

Con due splendide manifestazioni la Congrega dell’Oratorio ha indicato agli Ottavianesi la strada da percorrere

Dopo aver organizzato la 5a edizione della Mostra Presepiale, la Confraternita “S.Maria Visitapoveri” ha allestito uno spettacolare Concerto di fine anno. Il Priore, Dott. Arch. Michela Annunziata (non vuole essere indicata come Priora), e i Confratelli sono pienamente consapevoli del ruolo che la Confraternita ha svolto, svolge e svolgerà nella promozione dei valori culturali di Ottaviano, del Vesuviano e del Napoletano.   Non è un bel momento per Ottaviano. La crisi del sistema sociale e dell’economia non consente più alla città di organizzare manifestazioni che siano documento dei valori culturali e, mi permetto di dire, dei progetti del territorio, che siano, insomma, la testimonianza di una serena fiducia nel futuro. La Congrega “S. Maria Visitapoveri”, grazie ai Confratelli, al Priore dott. Francesco Annunziata, al suo successore, il Priore Arch. Michela Annunziata, costituisce un’eccezione, è, nel tempo grigio, una viva luce di speranza. Scrissi nel 2015 che i confratelli dell’Oratorio, organizzando, con il sostegno di Umberto Maggio, la Mostra Presepiale “hanno acceso una luce, ci invitano a riflettere, a guardarci indietro, ad annodare i fili che si sono spezzati, nel caso che sia ancora possibile farlo. A chi voglia costruire cultura essi indicano la strada, la direzione e i materiali preziosi di cui Ottaviano e il Vesuviano dispongono”. Dunque, è una mia salda convinzione, che non si forma oggi. “I concerti musicali” fanno parte della storia di Ottaviano: ci fu un tempo in cui, durante la festa di San Michele, si esibivano in piazza Municipio le “bande” pugliesi e gli Ottavianesi, di ogni ceto sociale, erano competenti di musica classica e giudici severi dei violinisti, dei trombettisti e dei clarinettisti. Anche questa “passione” venne alimentata dai Medici. Nel Natale del 1854 un “Maestro” napoletano, di cui la relazione non riporta il nome, “cantò i sacri inni” durante la Santa Messa officiata dal carmelitano Fra Roberto di Angri, “ospite del Principe di Ottajano”. A dieci “donne povere” venne consegnata la dote nuziale: 80 ducati, lenzuola, coperte e “faenze”, cioè piatti, bicchieri e zuppiere. Il giorno prima erano stati distribuiti a un gran numero di indigenti “canestri” di pane, di pasta, “di sale, di olio e di cacio”. L’evento divenne tradizione. Negli anni successivi, a Natale, l’Amministrazione Comunale, col sostegno di Giuseppe IV Medici, organizzò concerti che si tennero davanti alla Chiesa del Santo Patrono, e nel 1863 e nel 1864, lo spettacolo venne ripetuto anche in Piazza San Giovanni, dove avevano la residenza, guarda un po’, il vicesindaco e tre consiglieri. Il Concerto di fine anno organizzato dai confratelli e dal Priore, Signora architetto Michela Annunziata, ha rinnovato e portato a un livello ancora più alto i fasti del passato, grazie al valore dei cantanti “lirici” e dei musicisti: la “Corale San Gregorio Magno” di Caivano, diretta da Maria Improta; il violinista Gianluca Romanucci; le soprano Silvia D’Errico, Daniela Buzeakova, Elena Annunziata; il tenore Nino Mennella, il baritono Massimo Rizzi. Splendida l’interpretazione corale del “Va’ pensiero”, meritati gli applausi riservati a Silvia D’Errico, quando ha interpretato il “Vissi d’arte” pucciniano e a Massimo Rizzi, che ha cantato con maestria l’aria rossiniana “La calunnia è un venticello”. Consentitemi di elogiare, ancora, Elena Annunziata, eccellenza ottavianese, che ha “cesellato” il “Pie Jesus” di Andrew Lloyd Webber con una voce cristallina e agile, capace di accendere, nel pubblico, vive emozioni: un autentico incantamento. E felice è stata la scelta di concludere il concerto con le più note canzoni napoletane: quando Massimo Rizzi ha intonato “’O sole mio”, sostenuto nei “ritornelli” dagli altri cantanti, anche le figure degli affreschi che ornano il soffitto dell’Oratorio, avrebbero applaudito, se avessero potuto. Dalla Congrega e dal Priore, Arch. Michela Annunziata, ci aspettiamo altri significativi contributi alla resurrezione culturale della nostra Ottaviano.

Somma Vesuviana: il circolo “PER” sostiene l’iniziativa interparrocchiale per il bene comune

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Riceviamo e pubblichiamo
Il circolo “PER” di Somma Vesuviana aderisce alla momento aggregativo promosso per domenica 1 febbraio dalle parrocchie di San Michele e San Giorgio.
È necessario accendere una luce su quanto sta accadendo in città, al fine di trovare strade condivise in cui prevenzione, educazione e repressione camminino insieme, attraverso soluzioni strutturali e serie che guardino al bene delle nuove generazioni.
Ringraziamo la comunità interparrocchiale di San Michele/San Giorgio per una iniziativa che è da stimolo per tutti coloro che vogliono occuparsi del bene comune.

Pomigliano D’Arco, aggredito e ferito un guardiano notturno. Rubati borsoni con bandiere del Napoli

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A distanza di pochi giorni dall’ultimo furto avvenuto ai danni di due anziani a Pomigliano d’Arco, nella notte tra il 28 e il 29 gennaio si è verificato un episodio molto simile, che ha coinvolto anche un innocente finito in ospedale. Nonostante la recente istituzione delle zone rosse, tra i cittadini resta ancora viva la sensazione di non essere al riparo da nuovi episodi di violenza e furti

Alcuni malviventi incappucciati avrebbero aggredito un guardiano notturno, sulla cinquantina, in servizio presso l’ex scuola calcio Romano, nella Masseria Chiavettieri. L’uomo ha riportato escoriazioni al volto ed è stato trasportato all’ospedale di Nola per ulteriori accertamenti.

Dopo l’aggressione, i criminali si sarebbero impossessati di alcuni borsoni contenenti bandiere del Napoli.

Secondo quanto emerso, non solo Pomigliano d’Arco ma anche i comuni limitrofi hanno registrato un aumento di atti vandalici e rapine, alimentando paura e preoccupazione tra cittadini e commercianti.

A questo proposito si è espresso il comitato “Pomigliano Sicura”, che ha chiesto interventi immediati da parte delle istituzioni, tra cui un rafforzamento delle pattuglie e un incremento dei controlli sul territorio, soprattutto nelle ore serali e notturne. Il comitato ha inoltre avviato una raccolta firme per sollecitare azioni concrete a tutela della sicurezza cittadina.