Taglio alle spese superflue e più attenzione agli utenti: esordisce con questi obiettivi il neo presidente che prende il posto di Amedeo Laboccetta.
Alla guida della Gori, la società che gestisce il servizio idrico nel territorio vesuviano e in parte dell’agro nocerino – sarnese, c’è ora Michele Di Natale, preside della facoltà di Ingegneria della Seconda Università. Con lui nel cda Gori il magistrato Gennaro Marasca (già assessore a Napoli con la giunta Bassolino), Luigi Mennella, Raffaele Lucibello e Antonio Pentangelo, ex presidente della Provincia di Napoli. Claudio Cosentino è stato riconfermato quale amministratore delegato dell’azienda.
Il curriculum di Di Natale è di quelli che si definisce «di tutto rispetto»: professore di Costruzioni Idrauliche, si interessa da molti anni dei problemi scientifici e tecnici relativi alle Acque, con particolare riferimento alla gestione delle risorse idriche, alle reti acquedottistiche e di drenaggio, alla protezione idrogeologica del territorio ed ai processi di dinamica costiera. Ha alle spalle una intensa attività tecnica come consulente di società di ingegneria nazionali ed internazionali ed ha preso parte alla realizzazione di importanti opere di ingegneria idraulica in diverse parti del mondo.
Apprezzamenti e critiche sulle nuove nomine si sprecano e se il capogruppo regionale Pd, Mario Casillo (al quale un neo componente del cda, Mennella – già candidato sindaco Pd a Torre del Greco è molto vicino) plaude ad un «nuovo fronte nella gestione del servizio idrico integrato», il Movimento 5 Stelle parla invece di «massiccia intromissione politica nelle nomine»
«L’obiettivo di questo nuovo fronte è quello di migliorare la gestione del servizio idrico attraverso una riqualificazione dell’azienda, per arrivare ad un progressivo rilancio. Dai nuovi vertici pubblici dell’azienda che si occupa del sistema idrico integrato mi aspetto un totale cambio di passo. Per far sì che questo accada, è necessaria una grande operazione di spending review che porti ad una progressiva eliminazione dei costi gestionali superflui, intensifichi lo sviluppo di nuove tecnologie e apra nuovi canali di comunicazione tra l’ente e i cittadini, il tutto per realizzare un miglioramento del servizio» – dice Mario Casillo che continua: «Non appena i comuni avranno completato il processo di adesione all’Ente Idrico Campano (al momento dopo cinque mesi solo la metà delle Amministrazioni ha aderito) sarà finalmente attuata la riforma e i poteri, così come previsto dalla legge regionale sul servizio idrico integrato in linea con quanto dettato dal referendum sull’acqua pubblica, saranno trasferiti ai primi cittadini che potranno decidere, in totale autonomia, il modello più adatto per la gestione integrata delle acque».
Il consigliere regionale grillino Tommaso Malerba è invece molto critico: «Alcuni dei nuovi componenti del Cda -dice – non sono estranei al Pd o a Forza Italia. Non avevamo dubbi che le varie correnti della maggioranza di De Luca, una volta d’accordo, avrebbero quadrato il cerchio dividendosi partitocraticamente le poltrone con contentino finale a Forza Italia».



