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Gli incendiarono la pizzeria di Acerra. Ora 4 furti in poco tempo. La vittima: «Basta, penso di andare via »

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Gli è stata incendiata la pizzeria ma mostrando una tigna invidiabile in poco più di un mese è riuscito a rimetterla in sesto. Da allora però le cose non sono comunque andate per il verso giusto perché Gaetano Paolella, 34 anni, pizzaiolo pluripremiato, nello spazio di qualche mese ha subito quattro furti, tutti sotto casa: sono sparite tre autovetture e un motorino. Peraltro automezzi di valore medio basso, se non proprio basso. Ogni volta che Paolella ha ricomprato una macchina per sostituire quella rubata è rimasto sistematicamente appiedato: i ladri si sono rifatti vivi a poca distanmza di tempo dall’ultimo furto mettendo a segno il “solito” raid. Tra i beni sottratti figurano anche i veicoli utilizzati per la consegna delle pizze, un motorino e una Panda, che è l’ultima vettura rubata in ordine cronologico, appena ieri. « Basta con quest’accanimento – la stizza del pizzaiolo – cosa vogliono, che vada via da Acerra ? Io ho stavolta ho pensato di andare via: mi stanno perseguitando. Nel frattempo, mentre continuavano a rubarmi cose, ho ricevuto anche le visite di una serie di organismi statali per il controllo degli esercizi commerciali. A chi sto dando fastidio ? ». Paolella sostiene di non aver mai subito richieste di tangenti. La camorra del pizzo non sarebbe dunque il motivo di questi ripetuti episodi. Non ci sono dubbi, poi, circa la sua buona fede. Quando la notte del 5 novembre del 2016 ha preso completamente fuoco la sua pizzeria, al corso della Resistenza, il pizzaiolo è risultato infatti sprovvisto di assicurazione contro gli incendi. A ogni modo, con l’aiuto di tutti, parenti e amici, Paolella è riuscito a rimettere in sesto l’esercizio commerciale, in soli quaranta giorni. Nello stesso periodo un altro commerciante di Acerra, Giuseppe Di Buono, aveva subito una serie di attentati, in via Roma, pieno centro. L’ultimo era stato perpetrato ai danni della sua bigiotteria con una bomba incendiaria. Il video del raid, che ha immortalato il criminale mentre faceva scoppiare la bomba, aveva fatto il giro del web. Ma i colpevoli l’attentatore non è stato trovato. Comunque Di Buono sei mesi fa ha chiuso la bigiotteria di via Roma per riaprire lo stesso tipo di negozio in un’altra zona di Acerra, proprio al corso della Resistenza. Qui non sta avendo nessun problema. Ma per Paolella l’incubo continua. « Ormai ho paura di fare un solo passo – racconta – quando torno a casa telefono a mia madre per sapere se giù, nella strada, sia tutto a posto ». Per l’incendio del novembre dell’anno scorso i carabinieri hanno arrestato, già un anno fa, cioè nel periodo degli attentati incendiari, un ragazzo di 17 anni, ora divenuto maggiorenne. E’ in attesa di giudizio perché accusato di aver distrutto la pizzeria. « A questo punto però – l’ipotesi avanzata dal pizzaiolo – credo che io stia dando fastidio dal punto di vista economico per cui sono ormai quasi convinto che vogliano farmi andare via ». Avanza dunque il sospetto che la cosiddetta economia criminale del riciclaggio di danaro sporco voglia impadronirsi completamente delle strade di Acerra, di ogni suo punto strategico. Facendo fuori l’economia legale, ovviamente. Del resto questo è da sempre ritenuto un territorio ad alto rischio criminale. « In ogni caso voglio annunciare anche questo – anticipa Paolella – e cioè che io non ritirerò mai la denuncia sporta subito dopo l’incendio. Lo devono sapere che io non sono un vigliacco, che sono un cittadino che fa il suo dovere ».

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