Alle “istituzioni dormienti” il monito di Cannavacciuolo, Tosti, Caccioppoli, don Patriciello, Marfella e Di Buono
La gioia è cosa palpabile nel popolo della Terra dei Fuochi che ingaggia quotidianamente la sua sfida contro il male. L’arrivo ad Acerra di papa Francesco è stato infatti accolto come un sollievo dagli ambientalisti che tutti i giorni denunciano, spesso invano, i tanti reati ambientali che si consumano in queste zone martoriate. Sollievo e anche speranza. E’ così per le mamme dei bimbi uccisi dal cancro, per i parenti degli uomini dello Stato portati via troppo presto dal tumore dopo aver controllato e sanzionato le tante discariche fuorilegge sparse dappertutto. “Il papa sa benissimo quali sono le sofferenze che è costretta a vivere quotidianamente la gente della Terra dei Fuochi – commenta l’ecologista acerrano Alessandro Cannavacciuolo, un giovane che ha contribuito alla condanna per disastro ambientale di alcuni imprenditori locali dello smaltimento dei rifiuti tossici – ecco perché – continua Alessandro – papa Francesco ha deciso di venire qui: per smuovere la coscienza delle istituzioni ancora dormienti. Credo che sia un grande segnale non solo per la gente ma per la politica, per la magistratura, per le forze dell’ordine che avrebbero dovuto tutelarci”. Identica la posizione di Enzo Tosti, storico leader della “Rete di Cittadinanza e Comunità”. “E’un evento importantissimo – afferma – accogliamo il papa con grandissimo interesse. Ho letto la sua enciclica “Laudato si’” e lui ora viene proprio ad Acerra, il simbolo della devastazione, dello scempio, della giustizia che non c’è. Sarà un segnale politico molto forte, un monito per tutte le istituzioni di questa terra e di tutto il mondo”. La notizia della visita di papa Bergoglio sta emozionando le mamme dei bimbi scomparsi a causa del tumore. Marzia Caccioppoli è la giovane madre che a Casalnuovo perse suo figlio di otto anni, Antonio, e che poco dopo ebbe un duro confronto televisivo con Carmine Schiavone, il casalese che confessò gravissimi reati ambientali.“Noi mamme – confessa Marzia – ci aspettavamo la visita del papa. Lui nel 2013 ci dedicò la quarta stazione della Via Crucis perché conosce il nostro dolore immenso. Sono anni che combattiamo in questi territori martoriati. Ogni giorno abbiamo il caso di un bambino che si ammala in provincia di Napoli. Il piccolo Giorgio, 3 anni, di Frattamaggiore, è morto di recente”. Marzia è un’attivista dell’associazione Noi Genitori di Tutti, che ha sede nella parrocchia del parco Verde di Caivano, retta da don Maurizio Patriciello, il prete della Terra dei Fuochi. “La visita di papa Francesco – ricorda don Maurizio – è il frutto di un percorso che abbiamo fatto. Abbiamo cominciato da zero. Abbiamo pagato un prezzo alto: in tanti ci hanno offeso. Ma sulla nostra martoriata terra è nato un fiore. Intanto lui, il papa, ci ha accolto in piazza San Pietro e ora viene qui: è la chiusura di un cerchio. Quello che stiamo facendo è dentro il Vangelo e la sua presenza è dire che i negazionisti hanno sbagliato”.In trepidazione i “medici per l’ambiente” , con il tossicologo-oncologo Antonio Marfella. Che cita un aneddoto: “Guarda caso proprio ieri mi era venuto per la testa di chiedere a Jorit un murale in commemorazione dell’arrivo di papa Francesco e oggi abbiamo saputo della sua venuta”. Poi il medico s’infiamma. “Il papa – attacca – sa che Terra dei Fuochi non è un problema di “pummarole” ma di gente che muore e se qui c’è un eccesso di tumore del polmone e di mesotelioma è un problema ambientale. Quindi ci ammazza molto di più non il camorrista ma chi nega che esista Terra dei Fuochi. Non è possibile che le istituzioni regionali denuncino l’eccesso di mesotelioma senza essersi preoccupate per cinque anni di realizzare un solo impianto per lo smaltimento dell’amianto”. C’è tanta amarezza. E’ nelle parole di Maria Di Buono, vedova di Michele Liguori, il vigile di Acerra che sequestrava le discariche e che morì per un triplo cancro. “Spero che la visita del papa – l’appello di Maria – riesca a colpire i cuori inclini al male. Ieri proprio mi sono chiesta se la morte di mio marito sia valsa a qualcosa dopo aver saputo che propri lui ben 17 anni fa aveva contribuito a far sequestrare la discarica di San Felice a Cancello, poi sequestrata di nuovo qualche giorno fa con un gran clamore mediatico”.
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