Giornata Nazionale delle Pro Loco: alla scoperta di Castello di Cisterna

0
194
Palazzo Vigliante

La Pro Loco “Castrum” di Castello di Cisterna in occasione della giornata nazionale delle pro loco, organizza un itinerario alla (ri)scoperta del patrimonio culturale del paese. Dalla ricerca dei frammenti di architetture passate, al palazzo Vigliante, all’arte figurativa.

 

 

L’11 luglio si è celebrata la giornata Nazionale delle Pro Loco, organizzata dall’Unpli Nazionale a cui aderiscono l’Unpli Campania, il presidente Tony Lucido ed i comitati provinciali di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno.

La pandemia, come sappiamo, ha messo a dura prova diversi settori economici, compreso il settore non profit. Pertanto, anche le Pro Loco hanno dovuto rinunciare a parte delle loro attività. Fortunatamente, l’Italia è ripartita e così anche le Pro Loco, che in occasione di questa giornata nazionale hanno messo in vetrina le bellezze e le peculiarità dei singoli territori del Paese, organizzando eventi ad hoc come nel caso della Pro Loco ‘Castrum’ di Castello di Cisterna.

Per l’occasione, l’associazione ha organizzato una passeggiata urbana alla scoperta del patrimonio culturale che il territorio di Castello di Cisterna custodisce.

La prima tappa è stata a via Madonna Stella, in cui l’archeologo professionista Nicola Castaldo, ha parlato di un importante rinvenimento: un dolium di epoca romana. La scoperta di questo grande contenitore (dolium) di terracotta di forma sferica, avvenne – spiega l’archeologo – in modo fortuito tra il 1985 e il 1986 in seguito all’abbassamento repentino del suolo, nel corso di lavori agricoli lungo via Madonna Stella e in adiacenza al “Parco del Sole”.

Via Madonna Stella, Castello di Cisterna

 

La particolarità – continua Castaldo – è che il dolium venne ritrovato a circa 40 cm di profondità, questo fa supporre che l’area del rinvenimento sia stata sottoposta a un livellamento oppure ad una ricollocazione tarda del dolium. Il reperto, dapprima custodito presso la sede comunale di Castello di Cisterna, è attualmente allocato all’interno del plesso scolastico ‘Gianni Rodari’.

Non distante dall’area in cui fu recuperato il dolium, sono stati ritrovati altri frammenti di terracotta. Tutto ciò – dice Castaldo– lascia ipotizzare che in quest’area ci fosse una cella doliaria, ovvero una sorta di cantina in cui erano conservati i contenitori (dolium), ma la cella doliaria – continua l’archeologo – non era isolata, faceva parte di una struttura, la villa romana destinata probabilmente alla produzione vinaria e ad altre culture specializzate.

Frammenti di terracotta

Le fonti antecedenti al ritrovamento del dolium, ci dicono che a Castello di Cisterna sono stati trovati dei sepolcri, lungo via Vittorio Emanuele in un giardino posto di fronte la chiesa parrocchiale. Si parla di sepolture a cassa di muratura con copertura alla cappuccina.

Castello di Cisterna è un territorio – dice Nicola – con grande potenzialità che vanno messe a regime. Conclude lanciando un’idea: musealizzare quest’area e valorizzare quelle che sono le peculiarità del paese, come la lavorazione della pietra lavica in quanto potrebbe creare nuove opportunità lavorative.

Successivamente il gruppo si è recato a Palazzo Vigliante. Il palazzo con giardino annesso che troneggia lungo la via nazionale, non ha purtroppo una ricca documentazione, ma con l’ausilio dell’architetta Annarita Villano è stato possibile ricostruire nelle sue fasi salienti la sua struttura architettonica.

Palazzo Vigliante

 

È stato realizzato nel 19° secolo, ma ci sono fonti non documentate che vorrebbero la sua realizzazione antecedente a questa data. Il palazzo apparteneva a una famiglia di ricchi proprietari terrieri. Ha un ciclo di vita utile complesso – spiega l’architetta – infatti possiamo classificarlo in tre fasi storiche:

  • dal 19° al 20° secolo, la costruzione e l’evoluzione del palazzo si intreccia con la storia della famiglia che lo ha voluto;
  • dal 20° secolo al 1980, è una fase più complessa in quanto subisce numerose trasformazioni, vuoi per i vari proprietari che si sono succeduti e che hanno adattato il palazzo alle proprie esigenze;
  • dal 1980 ad oggi, definita fase di decadenza e di abbandono del palazzo, determinata anche dal terremoto dell’80.

Gli studi dell’architetta Annarita Villano sono stati ulteriormente documentati dalle interviste fatte a coloro che vissero nel palazzo ricordando quelle che sono state le trasformazioni architettoniche.

Madonna del Rosario, opera di Vincenzo De Vita

L’evento si è concluso con due proiezioni: la tela che raffigura la Madonna del Rosario, un’opera di Vincenzo De Vita, e si trova nella cripta attualmente inaccessibile; e la pala lignea cinquecentesca che si trova nella sacrestia della parrocchia di Castello di Cisterna.

 

Pala lignea cinquecentesca