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La prof.ssa Maria Rosaria Caiazzo, Dirigente dell’I.C.S “Bovio-Pontillo-Pascoli” di Cicciano, ha definito e firmato un “Piano Scuola Estate 2021” che ha promosso e promuoverà “stili cooperativi, lo studio di gruppo, le uscite sul territorio” e  iniziative  utili per risolvere i problemi creati all’attività scolastica  dalla pandemia e per costruire “un ponte per un nuovo inizio”. Di notevole importanza il progetto “Alla scoperta delle nostre radici” e il “corso di potenziamento della lingua italiana”.

 

Che la pandemia sia stato un disastro anche per la Scuola e per gli alunni di ogni ordine e grado è un dato di fatto che nessuno mette più in discussione: sono scomparsi nelle nebbie della loro superficialità quei tizi che riuscivano a vedere nella “Dad” un nuovo, fantastico mondo da esplorare e da frequentare anche dopo la fine della pandemia. In realtà, i colpi inferti dalla pandemia al “sistema scuola” vanno ad aggiungersi alle ferite antiche, ai guai che vengono da lontano, a “un problema culturale stratificato negli anni, che ora l’Italia deve affrontare seriamente: lo scarso valore dato alla formazione”. Così ha scritto Linda Laura Sabbatini, “direttora centrale Istat” nell’articolo “Gli orfani della scuola”, pubblicato su “la Repubblica” del 10 luglio (anche il “direttora” l’ho preso dal giornale). E ha aggiunto la Sabbatini: “Dobbiamo fare di tutto per garantire la scuola in presenza e le relazioni sociali, punto chiave dell’apprendimento e delle competenze. Se una cosa ci è chiara dopo questa esperienza tragica è che nulla potrà sostituire il contatto umano, la socializzazione, il pathos e la percezione che lo stare insieme tra umani ha da sempre plasmato”. In  un articolo del 12 giugno, pubblicato su “la Repubblica”, Alessandro Baricco, uno dei più grandi scrittori italiani, era stato ancora più duro: “La Dad è stata la cosa peggiore che siamo riusciti a produrre. Il difetto principale è stato riversare su uno strumento limitato, il computer, quello che facevi in classe”. Perciò ritengo intensamente significativa l’immagine del “ponte” – “un ponte per un nuovo inizio”- di cui si è servita la prof.ssa Maria Rosaria Caiazzo, Dirigente dell’I.C.S. di Cicciano “ Bovio- Pontillo- Pascoli”,  nel presentare agli alunni della “primaria” e della “secondaria”, ai loro genitori e ai docenti il “Piano Scuola Estate 2021”. “La promozione di stili cooperativi, – ha scritto la prof.ssa Caiazzo – lo studio di gruppo, le uscite sul territorio, l’educazione fisica e lo sport, le esperienze accompagnate di esercizio di autonomia personale consentiranno di rinforzare e potenziare le competenze disciplinari, relazionali degli studenti”. L’Istituto Comprensivo è a “indirizzo musicale” e dunque era giusto che per gli alunni della “primaria” venissero istituiti due corsi dello stesso progetto “ Si fa musica”, uno dedicato al flauto e l’altro al violino- entrambi si sono svolti a giugno-: certo, sono stati due corsi propedeutici, ma sappiamo tutti che per i ragazzi confrontarsi con la musica è “sentire” la felicità. A giugno si sono svolti il corso di nuoto, quello di lingua inglese con “docente madrelingua”, i corsi riservati allo sport – “lo sport come aggregazione” –  al ballo latino- americano e all’educazione ambientale: a questo corso, di notevole importanza, hanno partecipato gli alunni della “primaria” e della “secondaria”, con la collaborazione degli scout di Cicciano. La prof.ssa Caiazzo sa che la pandemia ha anche affievolito nei ragazzi e nei loro genitori il sentimento della comunità e, di conseguenza, quello dell’identità civica, alimentando comportamenti, atteggiamenti e idee segnati dall’egoismo e dall’individualismo. Ed è cosa assai grave, soprattutto in una società come quella italiana, una parte della quale da almeno venti anni  cerca di riscrivere la storia mistificando, spesso anche in modo grossolano la verità dei fatti, con le panzane sponsorizzate dai partiti politici, come ha raccontato Simonetta Fiori nell’articolo “La storia riscritta in silenzio” ( “la Repubblica”, 6 luglio).  Considerate le premesse, era fatale che una parte del sistema politico cercasse di ridurre gli spazi riservati allo studio della storia nelle scuole e di cancellare negli ultimi anni il progetto di suscitare l’interesse degli alunni della “secondaria” per la storia dei loro “luoghi” e la motivata attenzione per i fondamenti dell’identità civica. E perciò merita un plauso prolungato e convinto il progetto “Alla scoperta delle nostre radici: visita ai siti storici dell’agro nolano”: credo che l’idea di questo “percorso” nasca dalla felice corrispondenza tra le salde convinzioni della Dirigente prof.ssa Caiazzo e l’amore per la storia della città e del territorio che la comunità di Cicciano protegge con forza contro la minaccia dell’oblio. Di grande importanza è anche il “corso di potenziamento della lingua italiana”, che si terrà a settembre e che è una significativa risposta alle dolentissime note che si levano, e non solo negli ultimi due anni, dagli studi di settore. Sabato 10 luglio, su un inserto di “la Repubblica”, Umberto Galimberti ha scritto: “Siamo tornati ai geroglifici perché ci mancano le parole. Ricordo che nel 1976 un sondaggio aveva stabilito che un ginnasiale conosceva 1600 parole. Ripetuto vent’anni dopo, il sondaggio constatava che il ginnasiale ne conosceva 640. Oggi penso che ne conosca 300 o giù di lì..La povertà del linguaggio denota la povertà del pensiero, perché noi possiamo pensare limitatamente alle parole che possediamo”. Il “Piano Scuola Estate 2021” dimostra che la Dirigente prof.ssa Maria Rosaria Caiazzo e i docenti conoscono con chiara concretezza i problemi degli alunni e hanno saputo individuare le “strade” che portano a quella definizione sistematica che è indispensabile per risolverli.