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La ricerca del donatore di midollo per Serena non si ferma. Grazie al contributo del Comitato #noiperlei in collaborazione con l’ADMO Campania a Somma Vesuviana si tirano le somme: 143 le persone registrate per la tipizzazione midollare. Centinaia di giovani si sono presentati a Pomiglianiano.

Ciò che da qualche settimana sta facendo parlare di sé è una vera e propria sfida contro uno di quegli avversari che non sembra per niente pronto a gettare la spugna. Una vera e propria gara di solidarietà che va avanti da qualche settimana, espandendosi a macchia d’olio in numerosi comuni del territorio vesuviano, spingendo la cittadinanza stessa a non stare ferma a guardare, perché quel che la piccola Serena è costretta a subire potrebbe capitare a qualsiasi persona.

Prima un malore, poi il ricovero all’ospedale Caldarelli di Napoli. Aplasia Midollare, è questo il nome del mostro con cui oggi la giovane 17enne di Pomigliano si ritrova a condividere le sue giornate, monitorata dai dottori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Una richiesta d’aiuto, un appello disperato, commosso, sincero, che parte dai social e in breve tempo raggiunge i cuori di tanti che hanno deciso di passare all’azione, scendendo in piazza per sottoporsi al test di tipizzazione midollare. Un piccolo gesto che può salvare la vita di una ragazzina che come tutte le sue coetanee viveva con spensieratezza gli anni più belli della sua vita. Non ha chiesto lei di soffrire, non è stata lei a decidere di scendere in campo per affrontare quel mostro. Una è la richiesta fatta col cuore di chi di amore ne ha da vendere e si capisce da quegli occhi profondi e dal sorriso sincero della piccola guerriera, che nonostante la terribile diagnosi non molla. Basta davvero poco per aiutarla, effettuando un semplice e rapido prelievo di saliva. I requisiti necessari per essere un probabile donatore di midollo sono: avere un’età compresa tra i 18 e 35 anni, essere in buono stato di salute e pesare almeno 50 kg.

Non è passato inosservato il ruolo ricoperto dal Comitato #noiperlei che in occasione della giornata di sensibilizzazione, organizzata l’8 febbraio al Teatro Summarte di Somma Vesuviana, ha dato un grande contributo nel diffondere informazioni tra tutte le persone che hanno mostrato dubbi riguardo la donazione del midollo osseo. In collaborazione con l’ADMO, Associazione Donatori di Midollo Osseo, grazie anche al contributo di medici e volontari che si sono attivati per vincere questa battaglia, si è conclusa con numeri importanti la giornata di concreta solidarietà: ben 143 le persone idonee a sottoporsi alla procedura di tipizzazione midollare. La partecipazione è stata sentita e silenziosa. Negli occhi di chi ha effettuato il tampone c’era solo la speranza di essere “il tipo giusto”. La campagna di sensibilizzazione ha fatto un gran bel giro, coinvolgendo anche i paesi di Brusciano e Pomigliano d’Arco, quest’ultimo uno dei primi ad essersi mobilitato per la piccola che proprio qui ha trascorso la sua giovane vita. Due giorni fa in Piazza Giovanni Leone a Pomigliano si è conclusa con grandi risultati un’ulteriore maratona, forte del supporto e della supervisione dell’Avis di Sant’Anastasia e della già citata ADMO. “Non riesco a smettere di pensare alle due giornate a Pomigliano.Meravigliosi ragazzi, ci avete letteralmente lasciati tutti a bocca aperta” – commenta con commozione Carmine Piccolo, il padre di Serena, in un post su Facebook. Non può passare inosservato il gesto di solidarietà da parte dei militari della Caserma “Oreste Salomone” di Capua che hanno donato oltre 600 sacche di sangue ed effettuato circa 300 registrazioni all’IBMDR per diventare futuri donatori di midollo.

Non un semplice hashtag, #forzaSerena è un vero e proprio grido di speranza per aiutare la giovanissima e tutti quei bambini che proprio come lei vivono nella speranza di trovare quel giusto donatore che possa finalmente schiarire le loro giornate. La vita è un bene prezioso per tutti e ognuno ha diritto a godere di gioia pura e sincera. Basta poco, un gesto semplice che può salvare la vita, perché nessuno merita di soffrire.