Il reparto anti Covid19 della clinica Villa dei Fiori di Acerra, l’unico in un territorio servito di circa 300mila persone, è stato realizzato in tempo record e inaugurato mercoledi scorso, primo aprile. Eccone la capienza: 12 posti letto, 4 di terapia intensiva con ventilatori e 8 di terapia sub intensiva. Ma è già quasi del tutto pieno. E’ diretto dal dottor Nicola Maresca, un medico stimatissimo nell’area, originario della vicina Pomigliano. Ha un figlio che fa lo pneumologo in un ospedale Covid i Verona. A ogni modo il reparto di Acerra nuovo di zecca è già in piena emergenza: dei 12 posti 11 sono occupati. Una saturazione determinata dal fatto che qui sono state trasferite 5 povere anziane di una casa di riposo di Napoli, un vero lazzaretto del Coronavirus, “la Casa di Mela”, ubicata a Fuorigrotta. Sono tutte positive. Gli altri 6 ricoverati nel Covid19 della Villa dei Fiori sono cittadini di Acerra e di Casalnuovo. Si spera intanto che uno dei pazienti della nuovissima struttura acerrana sia in fase di dimissione definitiva, così almeno si libererà un altro posto che potrà essere utile a un territorio, quello a nord est di Napoli, nel polo delle grandi fabbriche, che per il momento conta almeno 120 contagiati ufficiali e altre 400 persone in quarantena cautelativa. “E’ stata Maria Vittoria, la figlia del titolare della cliinica, l’ingegner Ciccarelli, a lavorare notte e giorno per realizzare questo sogno, il nuovo reparto Covid – racconta il dottor Maresca – mettendo peraltro in campo un investimento di non poco conto. Poi mi hanno dato l’incarico di organizzarlo. Intanto i posti sono già quasi tutti occupati. Ma io tenterò di recuperarne altri quando aumenteranno i casi: dobbiamo dare per quanto possibile una risposta alla popolazione”. Il rischio è che chiunque abbia la febbre tenti di andare nel reparto di Maresca. “Si – conferma il dirigente medico – ma purtroppo dobbiamo fare una selezione. Si tratta di ricoverare certamente coloro ai quali diagnostichiamo la polmonite interstiziale”. Degli 11 pazienti ricoverati nel centro anti Covid di Acerra 8 sono risultati positivi al test del tampone e 3 sono in attesa del risultato. L’efficienza del reparto dipende anche dalla celerità dei test. “Il laboratorio del Cotugno è più che sovraccarico – spiega ancora Maresca – in media impiega due giorni per darci il risultato”. Dunque, posti pochi e tamponi lenti. “Qui dobbiamo ricoverare solo i casi che sono veramente da Covid- chiarisce il primario – altrimenti c’è il rischio di saturare inutilmente tutto. L’unico modo per contrastare efficacemente il contagio e dare il via a alle cure adeguate è avere subito i risultati del test”. Reparti da coordinare. Il pronto soccorso della Villa dei Fiori, ubicato in un altro punto della struttura sanitaria, può ospitare circa altre 10-12 persone al giorno. Qui un medico è rimasto contagiato ma il centro delle emergenze è stato chiuso e poi riaperto, previa sanificazione completa, nello spazio di poche ore. A questo proposito c’è un’altra buona notizia: sono risultati tutti negativi i 15 tamponi fatti per i medici, gli infermieri e i pazienti che avevano avuto contatti ravvicinati col medico contagiato. Adesso però la necessità di una sintonia perfetta tra reparto Covid e pronto soccorso è d’obbligo. Fatica che si fa sentire. Sta lavorando duro l’equipe del dottor Maresca, composta da 6 tra medici e infermieri, tra i quali il caposala Roberto Beatello. Si conta già un morto nel Covid 19: un 80enne di Casalnuovo. E per tutti i sanitari i prossimi giorni saranno probabilmente quelli più impegnativi. In giro si vede ancora gente che non rispetta la legge. I numeri del contagio crescono impietosamente.

