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“Dopo 11 ore di commissione elettorale alla fine ce l’abbiamo fatta: le elezioni dei rappresentanti dei lavoratori della Fiat di Pomigliano si terranno nello stabilimento nei giorni 18, 19 e 20 febbraio”.

Giuseppe Terracciano, segretario regionale della Fim-Cisl, annuncia soddisfatto il primo voto dei delegati di fabbrica nel grande impianto partenopeo. Operai e impiegati campani del comparto auto napoletano torneranno dunque a esprimere il loro consenso sindacale nove anni dopo le elezioni delle rsu, le rappresentanze sindacali unitarie, e a quasi cinque anni di distanza dalla firma del patto con Marchionne, che partendo proprio da Pomigliano ha stravolto rapporti sindacali e organizzazione del lavoro nell’intero gruppo automobilistico nazionale. Ma sarà un voto a metà, quantomeno monco. La Fiom ne è stata esclusa perché non ha voluto firmare l’accordo Panda e il conseguente contratto specifico dell’auto, strumento in deroga al contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici.

“Democrazia calpestata”, hanno più volte commentato gli esponenti della sinistra politica e sindacale. Il sindacato diretto da Landini dovrà accontentarsi di partecipare, insieme alle altre organizzazioni di categoria, alle elezioni dei delegati per la sicurezza nei luoghi di lavoro, che in gergo sindacale si chiamano “rls”. In questo secondo caso, però, non c’è ancora la data. Ma è un test che ad ogni modo si preannuncia interessante. C’è intanto da registrare maretta tra i sindacati dell’accordo Panda, Fim, Uilm, e Fismic. Contrasti che hanno visto la Uilm da una parte e la Fim e la Fismic schierate dall’altra. Questo perché la Uilm voleva far votare a partire dal giorno 26 febbraio e successivi. Vale a dire a partire dalla giornata dell’erogazione delle buste paga, momento in cui accorrono nello stabilimento praticamente tutti, anche i lavoratori costretti a stare fuori della fabbrica, in cassa integrazione. Ma alla fine sono prevalse le date a partire dal giorno 18.

“Alcuni membri della commissione elettorale – racconta Crescenzo Auriemma, della segreteria regionale Uilm – hanno individuato nel giorno delle buste paga, il 26, la possibilità di facilitare il voto dei cassintegrati. Qualcuno però ha optato diversamente. Comunque – aggiunge Auriemma – spero di ripetere il risultato delle lezioni del 2006 e spero innanzitutto che ci sia una partecipazione alta. Poi è chiaro che se si esprimono per la Uilm tanto meglio, anche perché ritengo che siamo ancora quelli che fanno la differenza”. A Pomigliano gli aventi diritto al voto sono oltre 4500. Circa 2mila di questi sono in regime di contratto di solidarietà, cosa che costringe questa fetta di lavoratori a lunghe pause in cassa integrazione.

La Fim ha poi ottenuto 1.055 voti (21,2%) e 10 delegati, mentre 2 delegati ciascuno sono stati assegnati a Ugl (194 voti, pari al 3,9%) e Aqcf (171 voti, pari al 3,4%). Le schede bianche e nulle sono state, in totale, 541. “Intanto sono fiducioso sul voto di Pomigliano – conclude Luigi Mercogliano – segretario regionale della Fismic campana – perché i lavoratori da noi hanno compreso che ormai è necessario un sindacato non ideologico ma puntato a risolvere i problemi effettivi di chi sta in fabbrica a sgobbare tutti i giorni o di chi sta in cassa integrazione. Punteremo sempre a migliorare le condizioni di tutti e soprattutto a far rientrare tutti al lavoro in pianta stabile, garantendo salario e sviluppo: Pomigliano ce la farà”.