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Festa del patrono cancellata dalla Fiat di Pomigliano: conferenza stampa congiunta Fiom-don Peppino

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E il sindaco critica il vescovo: “non sono d’accordo con lui: possiamo spostarla a domenica”.

La settimana scorsa aveva iniziato don Peppino Gambardella, il “prete operaio”, a stigmatizzare la decisione della Fiat di rimuovere la festa del santo patrono di Pomigliano dal calendario dei festivi della fabbrica della Panda. Una presa di posizione, quella del sacerdote, assunta soprattutto perché lui non è solo il prete degli operai ma anche, e soprattutto, il parroco della chiesa dell’ormai snobbato patrono della città delle fabbriche, San Felice in Pincis. Poi c’ha pensato il vescovo di Nola, Beniamino Depalma, a dire la sua sull’argomento, supportato da don Aniello Tortora, parroco della chiesa del Rosario, sempre a Pomigliano, nonché responsabile della pastorale sociale e del lavoro di tutta la diocesi. “Viene prima l’uomo e poi il profitto, prima l’identità territoriale della comunità e poi la produzione”, il giudizio del prelato. Parole contrastate ieri dal sindaco di Pomigliano, il forzista Raffaele Russo. “Stavolta non sono d’accordo con il vescovo Depalma – dice Russo – se lo stabilimento rimane aperto vuol dire che c’è lavoro e quindi le celebrazioni possono essere rimandate “. Ma il fronte pro festa non si ferma. La Fiom ha annunciato per stamane, alle 11, una conferenza stampa nella sua sede di Pomigliano. Con i metalmeccanici della Cgil ci sarà anche don Peppino. Il sindacato di Landini annuncerà la sua proposta alternativa. “Anche perché – ha detto Franco Percuoco, della segreteria napoletana – la Fiat di Pomigliano si appresta ad effettuare altri sabati di straordinario mentre nei suoi organici ci sono duemila persone in contratto di solidarietà che lavorano pochi giorni al mese”. Dunque, un sindacato di sinistra e un prete cattolico scendono di nuovo in campo insieme. E non è la prima volta che succede. Dall’altro lato invece si schiera con la Fiat proprio un sindacato di ispirazione cattolica, la Fim-Cisl. “Si, siamo un sindacato di ispirazione cattolica. Ma anche un sindacato aconfessionale – precisa però Giuseppe Terracciano, segretario generale della Fim di Napoli e della Campania – inoltre noi dobbiamo rispettare un accordo invocato da tutti: l’accordo Panda. E poi in Italia sono state soppresse  feste nazionali importantissime senza che nessuno sollevasse polemiche”.

(Fonte foto: rete internet)

 

 

 

 

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