4270 Renault Clio immatricolate ad agosto contro le sole 3542 Panda immatricolate nello stesso mese. Per la prima volta dopo cinque anni l’utilitaria made in Pomigliano si vede scippare il primo posto di auto più venduta in Italia dalla modernissima e aggressiva reginetta francese. Certo, si tratta di uno “scippo” più che provvisorio in quanto i numeri registrati nel mercato nostrano della vettura italiana sono comunque talmente più grandi da assicurarle in ogni caso il primo posto anche quest’anno. Ma il campanello d’allarme è squillato. E questo non solo perché venerdi prossimo, 7 settembre, le produzioni saranno fermate in anticipo per poi essere riprese quasi subito, già lunedi. Però la preoccupazione resta. Sullo sfondo c’è un futuro incerto. Perchè in primo luogo non bisogna dimenticare che a Pomigliano è stato appena varato un anno di cassa integrazione straordinaria. Una cig a rotazione che coinvolge tutti i lavoratori dell’impianto napoletano. L’accordo per la cig, firmato il 19 luglio al MISE da governo, FCA e da tutti i sindacati di categoria prevede il rilancio sostanziale delle produzioni automobilistiche napoletane nell’ambito di un più complessivo impulso da conferire all’intero comparto auto nazionale. I responsabili di FCA in quella sede hanno garantito che l’azienda dettaglierà al più presto le nuove produzioni, 11 nuovi modelli Jeep e Alfa che saranno in gran parte prodotti in Italia e quindi anche a Pomigliano (4342 addetti) con il supporto del reparto logistico di Nola (280 addetti). 11 nuovi modelli per i quali sono già stati preventivati 45 miliardi di investimenti per la riorganizzazione e la ristrutturazione dei vari impianti. A ogni modo FCA ha anche detto ai sindacati che la produzione della Panda sarà effettuata a Pomigliano fino al 2022. Intanto l’intesa di luglio prevede verifiche trimestrali. La prima a ottobre.








