Esce Radice, l’album d’esordio dei Simple Mood, e si fa ascoltare tutto di un fiato

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I Simple Mood sono Raffaele Cerella (cantante) e Luigi Merone (chitarrista), giovani artisti che vivono nella provincia est di Napoli, alle spalle del Vesuvio, a Marigliano. 

 

Il loro incontro è avvenuto nella sala prove gestita dallo stesso Merone in cui ben presto hanno iniziato a creare delle composizioni e a proporle dal vivo, sia in versione acustica sia con full band.

Una vena melodica di base, un linguaggio diretto ma non semplicistico, sonorità blues, jazz e R&B contaminate col pop, creano il loro biglietto da visita. L’etichetta indipendente Soter di Salvatore De Falco e Giuseppe Russo Spena li ha “reclutati”.

Radice, presentato con un applaudito e molto gradito showcase mercoledì 22 settembre scorso a Napoli, alla Feltrinelli di Piazza dei Martiri, è il loro primo album, il loro primo seme ufficiale nel mondo della musica con l’intento che diventi una robusta pianta di note che cresca e arrivi fino al cielo, come indicato benauguratamente sulla copertina.

È un album incentrato sulla verità dei sentimenti, vissuti da un individuo e comuni a tutti. Quelle emozioni che scalpitano dentro e fanno di tutto per uscire allo scoperto: lotte interiori, dubbi, ricordi, amori, desideri, autoanalisi, gioie e tormenti.

Al timone dell’album c’è Daniele Franzese, noto producer dell’indie campano, ma anche abile hit maker per Clementino e per la recente versione del quarantennale di Polisex, brano cult di Ivan CattaneoFranzese ha rinnovato la proposta funky dei Simple Mood, rispettandone le radici blues e soul, ma rendendola sapientemente pop e comunicativa, coinvolgendo alla batteria Salvatore Zannella, già con gli Almamegretta e Capone & BungtBangt.

Travolgente l’apertura del disco con il ritmo crescente di Penso troppo in cui la prima battaglia nell’accettazione di una verità scomoda è scandita dalle vigorose batteria e chitarre.

Neve svela i ricordi nostalgici dell’infanzia, aggrappata, in questo caso, all’elemento della neve che copre le emozioni dei tempi passati ma è pronta a sciogliersi al primo scavarsi dentro.

In Musica nera il lato oscuro e seducente dell’inconscio che si manifesta trascina in un vortice caotico e diabolico: la verità diventa una lama che trafigge l’ombra… vendetta che riposa nella tomba, che agisce di primo mattino, quando alla gola il cuore è più vicino.

La prossima emozione è un viaggio dentro. Un uomo pronto a farsi travolgere da nuovi sentimenti, anche da un amore e, nel caso specifico, si prepara ad affrontarlo dopo una visione sublime di una donna che appare in un paesaggio armonioso e naturale, dolce e calorosa come le sonorità del brano stesso.

È proprio Collisione che rende sublime l’incontro-scontro fra due cuori, due corpi, due menti. È l’urto che scatena e testimonia l’impresa di affrontare “la tempesta” che prima o poi arriva per ognuno di noi, un prezzo da pagare per chi, tra illusione e speranza, aspetta la propria stella con cui scontrarsi amorevolmente.

Il rischio di lasciarsi andare pone dei freni che possono arrestare la magia di un incontro giusto, di un amore vero che può essere soffocato dalle incertezze e dalle insicurezze. Nulla è la struggente ballad blues, la coraggiosa e pura confessione di un dolore dettato da una perdita importante.

E cosa si fa quando i ricordi assillano prepotentemente? Si cerca di Dimenticare. Su un irresistibile tappeto funky, la consapevolezza che dimenticare era una terapia, illudendosi di aver risolto il problema ma ogni ricordo perso è un vuoto da colmare e non lo puoi più cancellare, perché si manifesterà sotto forma di un’altrettanta pesante e inconsapevole mancanza.

Ho ucciso la mia donna è anch’essa una verità, scomoda e scioccante, una confessione macabra e surreale. Il tema del femminicidio confessato dall’imperdonabile carnefice, dettato da una folle e delirante incertezza del cuore.

Il tempo è una ballad da brividi, dedicata al giudice imparziale di questa nostra eterna lotta, la spia silente delle nostre scelte e custode immortale della nostra finita esistenza. L’inesorabile tempo, appunto. Il brano è in una versione edit diversa rispetto all’originale che ha fatto da colonna sonora al premiato corto CafèSigaret di Agostino Devastato.

Comodo è il primo singolo dei Simple Mood che ha anticipato questo disco e inaugurato il loro debutto ufficiale nella discografia, in una trascinante versione elettropop, prodotto artisticamente e arrangiato dal pluripremiato cantautore e musicista Giovanni Block con Stefano Formato e con Ceppe alla regia del relativo videoclip. Un invito a non giacere nella inetta e comoda solitudine, soltanto perché scottati profondamente in un’esperienza vissuta con autenticità.

Mercedes Trip è l’unico pezzo strumentale, suonato da Luigi Merone, che insieme a Il tempo è stato premiato come colonna sonora del corto CafèSigaret prima citato e chiude un album intenso, appassionato, caloroso, ricco di suoni e di sensazioni.