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giovedì, Dicembre 2, 2021

Divoratori di suolo avvisati per legge

La Camera ha approvato la legge contro il consumo selvaggio del territorio. Si chiude l’epoca dei condoni edilizi. Nuovi obblighi in materia edilizia per i Comuni.

Sette metri al secondo e centinaia di Comuni dove si mangia a ritmi ancora più elevati. Il consumo del suolo italiano va avanti così. Qualcuno ricorderà le proteste di un due anni fa ad Ischia ed in altre cittadine rivierasche, contro gli abbattimenti delle case costruite senza licenza. Mobilitazioni spinte da comitati e poteri interessati a erodere pezzi di territorio. Nessuna norma a tutela del paesaggio doveva fermarli. Dei rischi connessi a frane e smottamenti, poco poteva  importare. Il più era stato fatto e tanto bastava a non buttare giù villette e sopraelevazioni. Destra e sinistra dilaniate al loro interno per interessi di bottega. Un argine a questo scempio è finalmente arrivato l’altra sera con l’approvazione alla Camera dei Deputati della legge sul consumo del suolo.

Un provvedimento ad alto contenuto ambientale che prosegue il cammino al Senato. La velocità con la quale l’Italia ha violentato ettari di territorio è stupefacente. Tra i Paesi dell’Unione è quello con la più alta percentuale -7,8 per cento – di copertura edificata contro il 4,6 per cento medio degli altri. Francia e Gran Bretagna, per esempio, sono al 6,5  e 5,8 per cento. Il passaggio della legge alla Camera mette in preallarme i Sindaci. Ci saranno effetti sui piani urbanistici. I Comuni dovranno rivedere le proprie scelte, non di rado fatte per tutelare specifici interessi  . Su questo punto le Associazioni ambientaliste stanno chiedendo di fare di più. Maggiore rigore contro costruttori e privati che hanno chiesto il permesso a costruire prima dell’entrata in vigore della legge. In pratica non ci dovranno essere norme transitorie che favoriscano furbetti e collusioni. Le critiche,però, sono compensate dalla soddisfazione di vedere approvato dopo 40 anni una legge di sistema che chiude l’epoca dei condoni edilizi: ben tre  nel 1985, 1995 e 2003.

L’edilizia cambia rotta – ha commentato il Presidente della Commissione Ambiente della Camera Ermete Realacci – mentre dal versante contrario si parla di esproprio proletario del diritto ad edificare. Ma la legge è fortemente innovativa, dove stabilisce il divieto di utilizzare gli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente dei Comuni o il cambio di destinazione d’uso per i suoli agricoli,in particolare se hanno beneficiato di finanziamenti europei. Due distorsioni amministrative grazie alle quali molti  Comuni  hanno gestito il territorio senza nessuna  preoccupazione per il suolo e l’edificazione selvaggia. I disastri ambientali e di vite umane ce lo ricordano. D’ora in avanti un Comune prima di autorizzare chicchessia a mangiare altro suolo, ha l’obbligo di censire edifici ,aree dismesse, non utilizzate o abbandonate. Deve sapere e decidere se è opportuno sottrarre all’ambiente ed alla collettività altri pezzi di territorio per fare posto a nuove case , condomini , centri commerciali. Un’azione prevetiva  forte sanzionabile  che dovrebbe soddisfare  costruttori, urbanisti e progettisti. Da loro  si aspetta collaborazione e sostegno anche in virtù delle recenti innovazione del Codice degli appalati. Ad una condizione, però,  che abbiano l’aspirazione a vivere e farci vivere in un Paese migliore.****

SOCIETA’/PUBBLICO E PRIVATO

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