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L’ennesimo sito di stoccaggio dei rifiuti che prende fuoco, l’ennesimo incendio di un’azienda privata in cui vengono depositate migliaia di tonnellate di scarti pericolosi,in questo caso prevalentemente metalli. Le fiamme sono divampate alle due del mattino di ieri nella Eurometal, una delle tante ditte di stoccaggio sorte nel “polo dell’immondizia”, attorno all’inceneritore, agro acerrano, ex campagna salubre divenuta simbolo dei mali ambientali della Terra dei Fuochi. C’è stato il solito copione: prima l’incendio notturno e poi la colonna di fumo, altissima, che come uno spettro allunga la sua ombra su tutto il territorio penetrando aria, acqua, terra, i polmoni della gente che dorme. L’incendio non si è spento nemmeno sotto la pioggia. Il fumo si è levato per tutta la giornata. I vigili del fuoco hanno fatto gli straordinari. Il sindaco, su disposizione dell’Asl Napoli 2 nord, ha emanato un’ordinanza che impone alla popolazione il lavaggio accurato dei prodotti agricoli e agli allevatori di evitare, fino a ulteriori ordini, la somministrazioni di mangimi e foraggi agli animali. Intanto la Regione Campania, sotto la costante supervisione del vicepresidente della giunta, Fulvio Bonavitacola, sta mettendo in campo uomini e mezzi, per comprendere le conseguenze del maxi rogo. L’Agenzia regionale per la protezione ambientale ha installato uno speciale rilevatore della diossina e un laboratorio mobile. Stanno indagando i poliziotti del commissariato locale, che per non pregiudicare le indagini non si sono pronunciati sulla causa delle fiamme. Inchieste e silenzi. Interpellati al telefono sull’accaduto i responsabili della Eurometal non hanno voluto rilasciare dichiarazioni. E’ una vicenda che quasi come per uno sberleffo del destino si sta consumando a pochi giorni di distanza dall’annuncio di Papa Francesco di voler visitare Acerra, triste capoluogo della Terra dei Fuochi, il prossimo 24 maggio, in occasione dei cinque anni dell’enciclica “Laudato si’” per la custodia del creato. Proprio la Chiesa, attraverso il vescovo Antonio Di Donna, insieme al giovane e coraggioso ambientalista Alessandro Cannavacciuolo, era scesa in campo nel 2017 contro il via libera della Regione Campania per l’ampliamento della Eurometal. Qualche anno prima, nel marzo del 2012, la stessa Eurometal subì un sequestro di rifiuti definiti “pericolosi e tossici” dalla polizia provinciale. Il sindaco nel frattempo è inviperito. “Ho chiesto al ministro dell’ambiente Sergio Costa – ha fatto sapere Raffaele Lettieri – di far dichiarare di nuovo Acerra sito di interesse nazionale revocando lo status di sito regionale, che ha consentito la creazione del “polo dell’immondizia” neutralizzando ogni nostra opposizione”. Inviperiti anche gli ambientalisti. “Dobbiamo togliere alle ditte private la possibilità di stoccare. Lo Stato deve avere come obbiettivo “rifiuti zero” creando suoi impianti per il riciclaggio di tutti i materiali”, dice Enzo Tosti, leader della Rete di Cittadinanza e Comunità. E’ di quelle impressionanti la sequenza degli incendi nei siti di stoccaggio dell’area metropolitana di Napoli e zone limitrofe. 28 gennaio 2018, Fer.Ant.Ambiente, San Felice a Cancello: rifiuti vari e metalli. 1 luglio 2018, Ecologia Bruscino, San Vitaliano: plastica. 26 luglio 2018, Di Gennaro, Caivano: plastica. 14 febbraio 2019, Gruppo Cerbone, Casoria: plastica e alluminio. 30 aprile 2019, stoccaggio di via Varignano, Acerra: plastica. 26 agosto 2019, stoccaggio di masseria del pozzo, Giugliano: rifiuti di ogni sorta.“ “La verità – eccepisce Cannavacciuolo – è che la maggior parte di quelli che possiedono questi impianti hanno già avuto problemi con la giustizia legati ai reati ambientali per cui bisogna varare una legge specifica che vieti a queste aziende di stoccare e trattare rifiuti. Il nostro disastro ambientale è il frutto di scelte politiche”.