Débacle Di Maio, il sindaco di Pomigliano: “nessuna conseguenza sulla maggioranza”

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Il professor Gianluca Del Mastro non ritiene che la sconfitta bruciante dell’ormai ex ministro degli Esteri possa ripercuotersi sugli equilibri politici della città  

 

“Ciò che è successo alle elezioni politiche non avrà alcuna conseguenza qui da noi: non ci sarà nessun riflesso sugli attuali assetti della maggioranza. L’amministrazione comunale continuerà a lavorare per la città”. Il sindaco di Pomigliano, Gianluca Del Mastro, ieri ha risposto così alla domanda sul destino suo, della giunta e della maggioranza che lo sostiene dopo la débacle elettorale di Luigi Di Maio, vale a dire del pomiglianese doc che è stato per quasi un decennio il punto di riferimento politico nazionale della città delle grandi fabbriche metalmeccaniche. Ma per Del Mastro la sconfitta bruciante del concittadino e ormai ex ministro degli Esteri non peserà sul futuro prossimo dell’amministrazione comunale. Basta però leggere i numeri per capire che Pomigliano sembra aver voltato le spalle sia a Di Maio che agli alleati democrat. Nel collegio che comprende la città delle grandi fabbriche sono state ammainate due bandiere dem, Leonardo Impegno e Paolo Siani, quest’ultimo fratello di un simbolo dell’antimafia, il giornalista de Il Mattino Giancarlo Siani, ucciso negli anni Ottanta dalla camorra.

I due parlamentari uscenti, rispettivamente candidati al Senato e alla Camera, si sono dovuti arrendere a Carmela Auriemma, giovane avvocato e consigliere comunale della vicina Acerra, portavoce di un Movimento Cinque Stelle che pure da queste parti ha fatto il pieno con 5994 voti, oltre il 35% dei consensi: è il primo partito. Che a Pomigliano non ha però una rappresentanza consiliare dopo il passaggio a Insieme per Il Futuro dei cinque consiglieri eletti nel 2020 con il Movimento Cinque Stelle.

Un cambio di casacca avvenuto a giugno a seguito della fuoriuscita di Di Maio dal Movimento. Problemi anche in casa PD. A Pomigliano è risultato secondo con la metà dei voti conferiti ai pentastellati, 2888, il 17,3 %. E la creatura di Luigi Di Maio, Impegno Civico, con 1167 voti, il 7 %, è la quinta forza cittadina dopo Fratelli d’Italia, al terzo posto, che ha ottenuto il 9,5 %, 1589 voti, e la lista Calenda, quarta con 1538 voti, pari al 9,2 %. Dunque, è davvero uno scarso risultato quello conseguito da Di Maio proprio nella sua città.

“Negli ultimi mesi lui non è stato coerente con quello che ha sempre detto durante la sua carriera politica – spiega Francesco Viscione, un lavoratore della fabbrica Avio Aero  – questo è uno dei principali motivi per cui Pomigliano ha risposto confermando il Movimento Cinque Stelle come prima forza della città. E tutto sommato quello che è appena successo, paradossalmente, è proprio merito del Luigi Di Maio che qui abbiamo conosciuto tutti ma che poi ha cambiato completamente rotta”. “E’ mancata la sua presenza in città – aggiunge Alfonso De Falco, ex elettore del ministro degli Esteri uscente – qui non lo abbiamo più visto. Ho visto tante persone riporre in lui aspettative che sono state disattese”. Da più parti è trapelata una ricostruzione delle ultime settimane di campagna elettorale. Sarebbero stati due esponenti locali di Insieme per Il Futuro, il presidente del consiglio comunale, Salvatore Cioffi, e l’assessore alle politiche sociali, Salvatore Esposito, a impegnarsi al massimo nei giorni che hanno preceduto il voto nel tentativo di recuperare il consenso perduto. Sforzi riusciti solo in piccola parte.

A ogni modo a Pomigliano sotto Impegno Civico, al sesto posto, c’è Forza Italia, con 1147 voti, il 6,7 %. Numeri complessivamente piccoli a causa dell’astensionismo. Anche da queste parti il partito del non voto è molto forte. La percentuale di affluenza ai seggi è stata del 55 %, 19 punti meno del 2018. Intanto c’è un appuntamento cruciale all’orizzonte. Per la metà di ottobre il consiglio comunale sarà chiamato a votare il bilancio consolidato. Se il voto non passerà il consiglio comunale sarà sciolto e il comune sarà commissariato. C’è fibrillazione. “A breve convocheremo un’assemblea degli iscritti- preannuncia un militante del PD che si trincera dietro l’anonimato – faremo un’analisi del voto”. La situazione è di quelle molto delicate. Questo perchè oltre al bilancio consolidato la maggioranza locale ha un altro scoglio da superare. In base al regolamento contenuto nello statuto del Comune i consiglieri di Insieme per Il Futuro, componente di Impegno Civico, devono cambiare per la seconda volta casacca.

Non hanno più una rappresentanza parlamentare visto che Di Maio non ce l’ha fatta a essere eletto deputato nel collegio uninominale di Fuorigrotta e che Impegno Civico, rimasto fermo ben al di sotto della soglia di sbarramento del 3%, è uscito dal Parlamento. Ma il regolamento del municipio di Pomigliano impone ai gruppi  consiliari che non hanno più rappresentatività parlamentare di dichiarare il passaggio a un altro partito nazionale, a una lista che si è presentata alle ultime elezioni o al gruppo misto. Una situazione che sta facendo gongolare le opposizioni.

“Credo che a questo punto a Pomigliano si possa creare uno scenario alternativo a quello esistente – commenta Alfonso Gifuni, dirigente provinciale di Fratelli d’Italia – chiaramente il sindaco in carica ha ancora i numeri per continuare a governare ma dal punto di vista politico ormai lo scenario è diverso”. Sempre dal centrodestra il capogruppo dell’Udc, Maurizio Caiazzo, è pungente. “Non penso tanto alla questione Di Maio – commenta – bisogna guardare invece alla mancata elezione di Paolo Siani. Qui era il candidato del, PD. Non so come la metteranno in municipio. Inoltre non esistono più né Insieme per il Futuro né Impegno Civico. Ma credo soprattutto che il problema ora sia in casa del PD. Era considerato un collegi blindati questo per il PD: c’è una voragine enorme sotto il governo locale. Credo che debbano fare una verifica di maggioranza, anche perchè la città non è amministrata in modo efficiente”.