Il governatore è stato costretto a fare un passo indietro: il suo nome sparisce dal simbolo della civica. È il secondo colpo messo a segno da Roberto Fico nei confronti di Vincenzo De Luca, dopo il precedente stop alla presentazione di due liste autonome. Anche stavolta la questione ruota attorno alle “civiche deluchiane” e ai rapporti sempre più tesi tra il presidente uscente e il candidato del centrosinistra.
Per evitare equivoci e tensioni interne, la decisione è stata quella di eliminare ogni riferimento diretto al governatore nel logo. Da ora in poi, infatti, il simbolo sarà semplicemente “A Testa Alta”, senza l’aggiunta “con De Luca”. Una scelta che ha costretto i candidati a una corsa contro il tempo per modificare manifesti, santini e materiali elettorali già diffusi, oltre agli aggiornamenti immediati sui siti e sui social.
La vicenda è stata oggetto di un confronto diretto tra De Luca e Fico durante un incontro riservato a Santa Lucia, dove il tema era già emerso come punto critico nella costruzione della coalizione. A risolvere la questione è intervenuto Piero De Luca, segretario regionale del Pd, dopo un fitto dialogo con la segreteria nazionale guidata da Elly Schlein e con il suo delegato Igor Taruffi.
L’intesa raggiunta punta a disinnescare ulteriori attriti all’interno del centrosinistra e a evitare che il nome del governatore potesse oscurare o indebolire la lista principale del Partito Democratico. In cambio, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe stato chiesto un trattamento di favore per alcuni candidati delle civiche vicine al presidente uscente. Intanto, a una settimana dal deposito ufficiale delle liste, resta ancora in sospeso il nodo del codice etico interno, che potrebbe escludere alcuni aspiranti consiglieri.



