Covid-19, allarme posti letto nell’ospedale di Nola. Pronto soccorso aperto solo per codici rossi

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Ospedale Nola ambulanze
Ambulanze in attesa ai cancelli dell'ospedale di Nola.

Ancora problemi all’ospedale di Nola, dove si contano oltre 35 contagiati in una struttura non dichiarata Covid Hospital. Il numero dei positivi sale in città, mentre cala quello dei posti letto disponibili in pronto soccorso, attualmente aperto solo per codici rossi. I sindaci dell’Area Nolana chiedono interventi repentini all’ASL Napoli 3 Sud e al Presidente De Luca per fronteggiare l’emergenza.

La disastrosa situazione in cui riversa l’ospedale di Nola dispensa panico tra i cittadini. Una struttura satura, ormai al limite delle sue capacità, che oggi aggiunge alla lista di chi non ce l’ha fatta anche due sommesi, Giorgio Fortunio, imprenditore di 60 anni e Pacifico Dubbioso, farmacista 52enne. Suona con forza il campanello d’allarme al Santa Maria della Pietà, che non ha più possibilità di prestare soccorso ai bisognosi a causa di mancanza dei posti letto. All’ospedale si contano oltre 35 pazienti ricoverati che hanno contratto il virus, in un presidio che potrebbe contenerne 12 al massimo e non di certo per un periodo prolungato.

Da parte loro, i sindaci dell’Area Nolana hanno richiesto intervento immediato all’ASL Napoli 3 Sud e al Presidente De Luca per fronteggiare l’emergenza. Quella che si presenta agli occhi della città bruniana è una triste realtà che giorno dopo giorno si ritrova a fare i conti con il crescere dei contagi, ad oggi 493 divisi tra: 373 a Nola centro, 95 a Piazzolla e 25 a Polvica. Tra tutte, l’aggravante è senz’altro ricollegabile all’attuale apertura del Pronto soccorso solo ed esclusivamente a pazienti che riversano in gravissime condizioni, i cosiddetti “codice rosso”.

Intanto, dinanzi all’ipotesi proposta dal consigliere di opposizione, arch. Cinzia Trinchese, di realizzare un ospedale da campo nella città di Nola, il sindaco Minieri si oppone in quanto: “Purtroppo, al momento, non sussistono le condizioni per renderlo immediatamente operativo. I motivi sono molteplici: fare una struttura senza prima accertarsi della disponibilità di personale medico ed infermieristico – che manca in tutti i presidi – è controcorrente e soprattutto rischia di vanificare risorse ed energie; ad oggi non mi risulta che i medici in pensione abbiano risposto all’appello della Regione di ritornare in corsia. […] L’Amministrazione di concerto con il Ministero sta valutando l’area del parcheggio dello sporting di fronte all’ingresso dell’ospedale”.

Nell’attesa di una soluzione repentina ed efficace per fronteggiare l’emergenza, a pagarne le conseguenze, ancora una volta, i pazienti ai quali, a bordo delle ambulanze, non viene data possibilità di accesso al pronto soccorso. Il compito di mandare via i poveri malcapitati spetta agli infermieri, costretti a tenere chiusi i cancelli anche dinanzi a situazioni drammatiche. Sembra sia stata data disposizione di garantire assistenza nelle attuali condizioni in cui riversa il presidio ospedaliero unicamente ai codici rossi appartenenti alla rete IMA tempo dipendente e alle pazienti di P.S. ostetrico e alla pediatria.