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Pericolo Coronavirus nelle grandi fabbriche: chiusa fino al 27 marzo la Fiat di Pomigliano e oggi e domani gli stabilimenti aeronautici della Leonardo di Pomigliano (3mila addetti) e di Nola (1000 addetti). La decisione è giunta nella mattinata di oggi per la Fiat e nella serata di ieri per la Leonardo a seguito di un accordo tra azienda e sindacati. Le giornate di fermo collettivo negli stabilimenti aeronautici saranno coperte dallo strumento dei permessi annui retribuiti. Leonardo si accoda dunque alle chiusure già decise la scorsa settimana per la Fiat di Pomigliano (4500 addetti), dove era stato in un primo momento previsto di rientrare mercoledi in base a un primo fermo, e per l’Avio Aero di Pomigliano (1100 addetti), altro stabilimento aeronautico fermo dal 12 marzo e in cui il rientro è stato fissato a martedi. Rientro che però sembra sia suscettibile di ulteriori proroghe a causa del fatto che qui sono emersi due casi di altrettanti dipendenti, due impiegati, uno di Pomigliano l’altro di Afragola, contagiati dal temuto virus. Ne è scaturita la protesta dei lavoratori che ha quindi indotto l’azienda a sospendere le attività. Anche nella Fiat di Pomgliano c’era stata una protesta. Nei giorni scorsi era scattato uno sciopero spontaneo dei dipendenti della catena di montaggio, impauriti dal fatto che sulle linee di produzione della Panda si lavora a stretto contatto. A quel punto l’azienda ha optato per la sospensione di alcuni giorni. Poi, stamattina, è giunta la notizia della proroga fino al 27 marzo, anche per lo stabilimento di Melfi.  Pure nella Leonardo i sindacati nazionali avevano proclamato lo sciopero. L’astensione però ieri sera è stata revocata grazie al raggiungimento dell’accordo con il gruppo aeronautico. .