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Covid, docenti fragili utilizzati per supporto didattico, laboratori ed i casi più gravi collocati in malattia

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Con la nota 1585 dell’11 settembre 2020, a firma del capo dipartimento Marco Bruschi, il Ministero dell’Istruzione ha fornito istruzioni e indicazioni operative in materia di lavoratori e lavoratrici “fragili” (lavoratori già colpiti da patologie che potrebbero aggravarsi in caso di infezione da coronavirus) nel contesto delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro.

Tale elaborazione è stata frutto di una analisi sistematica degli strumenti normativi vigenti (legislazione e CCNL) ai fini di una massima tutela delle comunità scolastiche.

 

La nota chiarisce che:

  1. la condizione di fragilità è da intendersi temporanea ed esclusivamente legata all’attuale situazione epidemiologica;
  2. il concetto di fragilitàva individuato in quelle condizioni dello stato di salute del lavoratore/lavoratrice rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto;
  3. La “maggiore fragilità” nelle fasce di età più elevate della popolazione va intesa congiuntamente alla presenza di comorbilità che possono integrare una condizione di maggior rischio; per cui, il riferimento esclusivo all’età non costituisce elemento sufficiente per definire uno stato di fragilità nelle fasce di età lavorative;
  4. La situazione di fragilità deve essere certificata dal medico competente a seguito di verifica preventiva o richiesta specifica (anche da parte del lavoratore). Non vi sono livelli residui di discrezionalità per nessuna delle parti (lavoratore, dirigente scolastico, medico).

Procedura per chiedere la condizione di fragilità

  1. Il lavoratore deve proporre istanza al dirigente scolastico di essere sottoposto a visita attraverso l’attivazione della sorveglianza sanitaria e fornire al medico competente, al momento della visita, la documentazione medica che provi le pregresse patologie diagnosticate, a sostegno della valutazione del medico stesso.
  2. Il Dirigente scolastico attiva formalmente la sorveglianza sanitaria attraverso l’invio di apposita richiesta al medico competente -se nominato -(o a uno degli Enti competenti alternativi: Inail, l’Asp o presso i dipartimenti di medicina legale e di medicina del lavoro delle Università).
  3. Il Dirigente scolastico concorda con il medico competente le procedure organizzative per l’effettuazione delle visite, anche mettendo eventualmente a disposizione i locali scolastici, se a giudizio del medico sia possibile garantire adeguate condizioni di areazione, igiene, non assembramento; qualora il medico non li giudicasse adeguati, sarà suo compito indicare al lavoratore una diversa sede per l’effettuazione della visita. Nel caso in cui la sorveglianza sia stata attivata presso uno degli Enti competenti alternativi, sarà l’Ente coinvolto a comunicare al lavoratore luogo e data della visita.
  4. Il Dirigente scolastico fornisce al medico competente una dettagliata descrizione della mansione svolta dal lavoratore, della postazione/ambiente di lavoro dove presta l’attività, nonché le informazioni relative alle misure di prevenzione e protezione adottate per mitigare il rischio da Covid-19 all’interno dell’Istituzione scolastica.
  5. il medico competente, sulla base delle risultanze della visita, “esprimerà il giudizio di idoneità fornendo, in via prioritaria, indicazioni per l’adozione di soluzioni maggiormente cautelative per la salute del lavoratore o della lavoratrice per fronteggiare il rischio da SARS-CoV-2 (Covid-19), riservando il giudizio di inidoneità temporanea solo ai casi che non consentano soluzioni alternative”(Circolare del Ministero della Salute e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 4 settembre 2020, n. 13). La visita dovrà essere ripetuta periodicamente anche in base all’andamento epidemiologico.
  6. Il Dirigente scolastico, sulla base delle indicazioni del medico competente, assume le necessarie determinazioni.

Quando il lavoratore può tornare a lavoro

Nel caso in cui con la visita si pervenga ad un giudizio di idoneità, il lavoratore continua a svolgere o è reintegrato nelle mansioni del profilo di competenza

Inidoneità temporanea del lavoratore fragile in relazione al contagio

Il medico competente può indicare un’inidoneità temporanea, riferita alla situazione di contagio in relazione alle condizioni di fragilità del lavoratore. L’inidoneità può essere intesa come l’impossibilità a eseguire qualsiasi attività lavorativa nel contesto scolastico oppure solo limitatamente alla specifica mansione svolta. Se il docente è ritenuto inidoneo a svolgere la mansione di insegnamento, ha il diritto di essere utilizzato in altri compiti, innanzitutto nell’ambito del settore scuola, tenendo conto della preparazione culturale e dell’esperienza professionale maturata dal docente.

Attività che i docenti possono svolgere:

  • servizio di biblioteca e documentazione;
  • organizzazione di laboratori;
  • supporti didattici ed educativi;
  • supporto nell’utilizzo degli audiovisivi e delle nuove tecnologie informatiche;
  • attività relative al funzionamento degli organi collegiali, dei servizi amministrativi e ogni altra attività deliberata nell’ambito del progetto d’istituto.

Il Dirigente scolastico se lo ritiene necessario e compatibile con le esigenze connesse alla esecuzione della nuova funzione, può disporre che le attività alternative all’insegnamento siano prestate in modalità di lavoro agile.

Il competente Direttore dell’Ufficio scolastico regionale predispone l’utilizzazione del lavoratore presso l’Istituzione scolastica di provenienza, avendo cura di riportare l’orario di lavoro a 36 ore settimanali, come previsto dall’articolo 8 del CCNI Utilizzazioni inidonei.

Inidoneità temporanea a svolgere qualsiasi attività lavorativa.

Il personale dichiarato temporaneamente non idoneo in modo assoluto deve essere collocato, con apposito provvedimento, in malattia d’ufficio fino alla scadenza del periodo indicato dal medico competente. In tale ipotesi il giudizio del medico esclude ogni possibilità di impiego nel contesto lavorativo di riferimento.

Per il personale docente ed educativo utilizzato in altri compiti o temporaneamente inidoneo allo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa, è disposto il rinvio del periodo di prova, qualora l’eventuale rientro nelle specifiche mansioni non consenta di svolgere i 120 giorni di attività didattica previsti.

Personale a tempo determinato

Infine, relativamente al personale a tempo determinato, il lavoratore presenta al dirigente scolastico la richiesta di essere sottoposto a sorveglianza sanitaria e se all’esito del procedimento esso risulti inidoneo temporaneamente alla mansione, si procederà a  collocare il lavoratore medesimo in malattia, fino al termine indicato dal giudizio di inidoneità temporanea, ai sensi delle disposizioni contrattuali vigenti.

Fonte foto: internet.