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Il primo caso di Coronavirus in provincia di Napoli era stato registrato il 29 febbraio, a Pomigliano, uno dei centri più importanti e popolati dell’area metropolitana a oriente del capoluogo. Poi però in questa parte dell’area metropolitana c’è stata una sorta di tregua. A un certo punto sembrava che il virus volesse risparmiare questa zona. Fugace illusione: c’è un’improvvisa impennata del contagio. Ieri due tamponi sono risultati positivi. Uno riguarda una persona di Castello di Cisterna, piccolo comune di 7mila abitanti adagiato sul lato est della più grande Pomigliano, di cui è praticamente un rione. Il sindaco del paese, Aniello Rega, è preoccupato. “Ora non posso parlare, sono in riunione”, ha detto in serata, dopo le 21, al telefono, dopo aver confermato il contagio nel territorio che amministra. L’altro caso riguarda un uomo di Marigliano, 30mila abitanti, tornato a casa a febbraio, dalla Lombardia. “E’ in quarantena da allora e con lui si trova in quarantena tutta la famiglia”, ha dichiarato il sindaco, Antonio Carpino. Carpino ieri ha anche annunciato che una persona che aveva avuto contatti con il suo concittadino ora accusa dei sintomi. Si tratta di un giovane uomo della confinante Brusciano, comune di 15mila abitanti che fa da collante tra Castello di Cisterna e Marigliano.”Il risultato del tampone praticato al mio concittadino sarà reso noto domani pomeriggio”, ha fatto sapere ieri sera il sindaco di Brusciano, l’avvocato Giuseppe Montanile. Il virus sta dunque punteggiando il tracciato della vecchia nazionale delle Puglie, tra Pomigliano e Nola.  Preoccupazione anche qualche chilometro più a sud ovest, sulle pendici del monte Somma, versante settentrionale del Vesuvio. Qui un altro contagiato: è un operatore del reparto di igiene mentale dell’ospedale Apicella di Pollena. Il reparto è stato chiuso. Sono 100 i contagiati da Coronavirus in Campania, 45 in provincia di Napoli. Due i morti. Oltre 7mila i contagiati in Italia. Per un totale di 366 morti.