La Corte dei Conti ha riacceso un faro sulla situazione finanziaria del Comune di Somma Vesuviana, evidenziando una serie di criticità rilevanti sia dal punto di vista formale che sostanziale. Al centro di una seconda relazione istruttoria emerge un quadro complesso, che potrebbe avere conseguenze importanti per l’ente e per i cittadini.
Il primo elemento contestato riguarda i tempi di approvazione del piano di riequilibrio finanziario, lo strumento con cui il Comune tenta di risanare i propri conti. Secondo la Corte, il piano è stato approvato oltre il termine previsto dalla legge. La scadenza era fissata al 16 gennaio 2025, mentre l’approvazione è avvenuta il 20 gennaio. Il Comune ha sostenuto una diversa interpretazione del calcolo dei termini, ma i giudici contabili non hanno accolto questa posizione, ritenendo il ritardo rilevante.
Si tratta di un punto cruciale: il mancato rispetto dei tempi potrebbe compromettere l’intero piano e aprire la strada a procedure più gravi, fino al possibile dissesto finanziario.
Accanto al problema formale, la Corte evidenzia difficoltà strutturali nei conti dell’ente. Il disavanzo complessivo è molto elevato, vicino ai 19 milioni di euro, e risulta in forte peggioramento rispetto agli anni precedenti. Questo, secondo la relazione arrivata qualche giorno fa , è anche il risultato di una gestione contabile non sempre accurata, che avrebbe sottostimato alcune voci fondamentali.
Tra le criticità segnalate ci sono i debiti fuori bilancio, pari a diversi milioni di euro, e la mancata corretta gestione di fondi obbligatori negli anni passati. In particolare, alcune somme che avrebbero dovuto essere accantonate non sono state previste, contribuendo a rappresentare una situazione finanziaria più favorevole di quella reale.
Un altro elemento di debolezza riguarda la capacità di riscossione. Il Comune fatica a incassare quanto previsto da tasse e tributi, generando una carenza di liquidità che incide sull’equilibrio complessivo dei conti. Anche su questo punto, la Corte ritiene che le previsioni siano state troppo ottimistiche.
Nel complesso, la Corte dei Conti descrive una situazione fragile, caratterizzata da errori accumulati nel tempo e da margini di manovra ridotti. Il rischio principale è che il piano di riequilibrio non venga ritenuto valido, con conseguenze potenzialmente pesanti.
Se si arrivasse al dissesto finanziario, il Comune sarebbe costretto ad adottare misure drastiche: aumento delle tasse locali ai livelli massimi, riduzione dei servizi e forte limitazione degli investimenti.
Al momento, tuttavia, la situazione non è ancora definitiva. Il Comune potrebbe tentare di fornire chiarimenti o apportare correzioni. Saranno i prossimi passaggi a determinare se esistono margini per evitare le conseguenze più gravi o se si andrà verso una procedura di dissesto.
La vicenda resta quindi aperta, ma il segnale della Corte dei Conti è chiaro: la situazione finanziaria richiede interventi rapidi e rigorosi. In ogni modo, la sentenza definitiva della Corte dei Conti dovrebbe arrivare a fine marzo.



