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Alessandro Montuori

Il malcostume e i concorsi truccati, a prescindere dal blitz del 6 dicembre che ha svelato l’alterazione delle prove a Sant’Anastasia, riguarda tutte o quasi le province campane ed anche altre regioni. Dinanzi ai pm Pisciotta e Vitagliano, l’amministratore delegato dell’Agenzia di Selezione e Concorsi di Salerno, Alessandro Montuori (difeso dagli avvocati Vincenzo Desiderio e Antimo D’Alterio) ha snocciolato casi e circostanze.

Un’azienda consortile che accorpa alcuni comuni del salernitano, per esempio, dove sarebbero state alterate le prove su indicazione di un assessore pro tempore del comune di Sarno che rientrava, all’epoca, in quell’ambito, ma anche su sollecitazione dello stesso direttore del consorzio che avrebbe indicato a Montuori dei nomi. In quel caso l’assessore chiese di vedere l’elenco dei nomi proposto dal direttore e commentò, dopo aver dato una rapida occhiata, che quella sfilza di nominativi era evidentemente frutto delle segnalazioni di vari primi cittadini.

Nelle «confessioni» di Montuori rientra pure il concorso per la nomina di agenti di polizia locale a Nocera Inferiore. Ma, in questo caso, l’imprenditore rifiutò la «commissione» di alterare le preselezioni per la presenza in commissione di un componente «un po’ particolare».

Alterate sarebbero anche le prove del concorso per TFA (tirocinio formativo attivo) all’Università della Calabria, a Cosenza. In questa vicenda specifica, Montuori avrebbe agito su indicazione di un impiegato, di un suo amico di Angri e di un parente di quest’ultimo. Il software modificato, quello che poi è stato usato per altre selezioni con trucco, non funzionò e si dovettero attribuire i punteggi «a mano».

Senza passaggio di denaro sarebbe stata l’alterazione del concorso al comune di Aquilonia, in provincia di Avellino. In quel caso a contattare Montuori sarebbe stato un dipendente del comune di Solofra.

Ancora, era il 2013 quando anche in un altro ateneo stavolta campano, l’Università del Sannio, l’agenzia di Montuori avrebbe agito per favorire un parente di un noto giornalista di emittenti nazionali.

In possesso della Procura ci sono dunque dichiarazioni, avvalorate da circostanze e fatti, che gettano ombre su comuni, enti pubblici, atenei, consorzi: dal comune di Lettere a quello di Cardito, dal comune di Cercola all’Università della Calabria, dal comune di Sant’Anastasia a quello di Pimonte, dal comune di Nocera Inferiore ad una società consortile dell’Agro, dal comune di Piancastagnaio (provincia di Siena) al comune di Torre del Greco, dal comune di San Giuseppe Vesuviano a quello di Pontecagnano Faiano (Salerno), fino all’Università degli studi del Sannio.