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Compostaggio a Pomigliano e centrale biomassa di Casalnuovo: polemiche e tensioni nell’hinterland

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Il territorio della provincia a est di Napoli è ormai la cartina di tornasole delle questioni ambientali campane. Qui sono due le problematiche che tengono banco: il progetto dell’impianto di compostaggio a Pomigliano e le attività della Comasa, la centrale che nella vicina Casalnuovo produce energia elettrica dalla combustione degli scarti vegetali. Intanto, mentre a Pomigliano l’amministrazione comunale, appena l’altro giorno, ha fatto scattare la campagna di informazione collettiva sul compostaggio e mentre cresce l’attesa per l’assegnazione, imminente, dell’appalto di realizzazione del primo impianto pubblico per la produzione di compost in Campania, a Casalnuovo è scoppiata una polemica rovente a causa dell’annuncio, da parte delle opposizioni, di un’interrogazione al sindaco Massimo Pelliccia. Interrogazione che riguarda la presenza di una quantità enorme di sacchi accumulati nell’area di pertinenza della COMASA. La denuncia si basa su una recente fotografia satellitare dei terreni attigui alla centrale a biomasse. L’immagine sta facendo il giro del web. Secondo il sospetto avanzato dalle opposizioni quei sacchi accumulati negli spazi peraltro a ridosso del centro abitato conterrebbero le ceneri prodotte dalla combustione degli scarti vegetali. Un sospetto che sta facendo preoccupare la popolazione e su cui c’è chi intende fare chiarezza. Ma le polemiche ambientali stanno serpeggiando anche a Pomigliano. Questo perchè il Movimento Cinque Stelle, proprio ieri e proprio il giorno dopo il primo dibattito tenuto nell’aula consiliare della città di Luigi Di Maio, ha ribadito il suo no alla realizzazione di un impianto di compostaggio a Pomigliano. << Noi non siamo contro questi impianti ma Pomigliano non è il luogo adatto – ha dichiarato Salvatore Cioffi, capogruppo grillino in consiglio comunale – queste strutture devono stare lontano dai luoghi abitati e fortemente antropizzati: a pochi metri dall’area destinata ad accogliere il compostaggio ci sono un liceo e l’abitato di Pomigliano. E abbiamo dubbi anche sulla redditività di questo progetto, visto che il compost prodotto oggi è poco redditizio >>. Insomma, sulla vicenda tira aria di protesta popolare. Ma il tempo stringe. Lunedi prossimo, a mezzogiorno, scade il termine ultimo per la presentazione delle offerte da parte delle aziende che intendono partecipare alla gara indetta dal Comune per la realizzazione dell’impianto, da ubicare in località Aria di Settembre, zona a ridosso della periferia nord. L’altro ieri il Comune ha fatto partire la campagna informativa con la distribuzione ai cittadini di un opuscolo che spiega il progetto. E sempre l’altro ieri si è tenuto per la prima volta nell’aula consiliare il primo dibattito pubblico sull’argomento, dibattito a cui hanno partecipato il sindaco, Raffaele Russo, di Forza Italia, e il segretario cittadino del Pd, Vincenzo Romano, che sulla dislocazione a Pomigliano della struttura si è dichiarato “possibilista”. << Il ruolo della politica – ha affermato Romano – è di garantire la compatibilità tra il sito di compostaggio e la salute pubblica. Noi del Pd – ha aggiunto – apriremo nel partito un dibattito e poi esprimeremo la nostra posizione. Io però mi sento rassicurato: ci sono tutti i presupposti. A ogni modo la decisione sulla posizione dovrà essere collegiale, del partito >>. << Ringrazio gli organizzatori di questo convegno – ha poi detto Russo – in particolare il segretario del Pd >> . Il professor Angelo Lombardi, docente di ingegneria ambientale dell’università di Cassino, ha quindi affermato che << gli impianti di compostaggio hanno i presidi ambientali sufficienti ad abbattere i cattivi odori >>. E il progettista preliminare della struttura, l’ingegnere Antonio De Falco, a proposito delle preoccupazioni sui miasmi ha specificato che << Sono previsti canali che convogliano l’aria in un sistema di trattamento, le torri di lavaggio e un biofiltro, da cui poi la stessa aria fuoriesce a norma di legge >>.