Dopo il caso di Villa Betania a Ponticelli uno sguardo sulle attività della fondazione
Un impero sempre più in ascesa, ospedali, chiese, attività sociali, rapporti con i comuni e con altri enti pubblici. Villa Betania è il gioiello di punta della presenza degli evangelisti, delle chiese protestanti, nel territorio napoletano. E’ un vero e proprio ospedale che agisce quasi esclusivamente in convezione con l’Asl Napoli 1 e con il sistema sanitario nazionale. Serve i popolosi quartieri napoletani di Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio e i comuni vesuviani confinanti di Volla, San Sebastiano al Vesuvio, Cercola, Massa di Somma, San Giorgio a Cremano. I suoi numeri sono da capogiro per una clinica privata, sia pure convenzionata: 158 posti letto, 400 dipendenti e 54mila prestazioni all’anno pagate dalla Regione Campania. Un rapporto talmente stretto e interdipendente con la sanità pubblica che fa equiparare giuridicamente i suoi addetti allo status di pubblici funzionari. Villa Betania è diretta dalla Fondazione Evangelica Betania, che è costituita da dieci Chiese evangeliche napoletane. Nel sito dell’ospedale è scritto che ” La Fondazione non ha fini di lucro ” e che ” oltre alla gestione dell’ospedale evangelico promuove, sostiene, realizza e gestisce iniziative in campo spirituale, sociale, sanitario, assistenziale, formativo e culturale “. ” In realtà è molto difficile indagare su queste fondazioni – fanno sapere gli inquirenti – perché c’è tutta una legislazione che rende complicato il reperimento delle documentazioni necessarie. Dall’altro lato invece – aggiungono – c’è una preoccupante facilità da parte di chiunque di versare danaro in questi organismi “. La chiesa evangelica napoletana ha costituito un consorzio con la chiesa metodista denominato ISSB(Istituto Scienze Sanitarie Betania ) ” che – è scritto ancora nel sito della fondazione – è stato accreditato dalla Regione quale centro di formazione e che organizza ed eroga, in qualità di soggetto autonomo, corsi di formazione per medici e paramedici “. L’impegno sociale a Ponticelli si esprime nella gestione del centro Casa Mia-Emilio Nitti: lotta all’emarginazione giovanile e all’evasione scolastica.







