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Cercare lavoro è un lavoro

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Da una parte la disoccupazione e dall’altra internet, ma trovare lavoro è sempre più difficile.

Gli ultimi dati Istat risalgono ad aprile, a breve avremo le nuove diffusioni.

La disoccupazione è in calo. In Italia è scesa di 0.2 punti percentuali, arrivando al 12.4%; siamo terzi, solo dopo il 22.7% della Spagna e il 13% del Portogallo. Se guardiamo al mondo, la tendenza al ribasso è comune, certo i numeri sono piuttosto diversi: gli Stati Uniti hanno un tasso del 5.4% e il Giappone 3.3%.

Il dato più importante è sicuramente quello sulla disoccupazione giovanile, in Italia al 40.9%, anche se sceso di 1.4 punti percentuali rispetto al mese precedente.

L’Ocse (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) si esprime positivamente circa le riforme, Jobs Act compreso, sostenendo il trend negativo della disoccupazione.

Ma il mercato del lavoro, in Italia, è più che mai difficile.

Le pensioni sono ormai un miraggio. Il precariato è la regola. Se cerchiamo su Google la parola “Scuola”, i primi risultati riguardano la riforma e le proteste. I provvedimenti che questo governo sta portando avanti stanno stravolgendo il mercato italiano, alla ricerca di una soluzione flessibile e incentivante per le imprese a discapito, forse, delle garanzie.

E se per chi lo vive è un incubo, per chi cerca di entrarvi il mercato del lavoro è un inferno.

disoccupazione-giovanile

Una recente ricerca presentata al Festival dell’Economia di Trento, riporta numeri preoccupanti. Il 16% dei giovani disoccupati italiani sono laureati; di questi, il 79% ha tra i 25 ed i 34 anni e vive ancora nella casa di famiglia o comunque sotto affitto, ma pagato dai genitori. Coloro che hanno avuto la fortuna (perché oggi di questo si tratta) di trovare un lavoro, negli ultimi anni hanno visto il loro salario scendere del 20% e i livelli di precariato salire a livelli mai visti. Il placement delle università italiane non può competere con quelle estere, né tantomeno con quelle private. Per chi si laurea, oggi, trovare un lavoro è ben lontano dall’essere una certezza ed essere assunti in una posizione che rispecchia la propria preparazione e formazione è ancora più improbabile: la “over-education” è quasi una prassi.

“Diventare grandi” fa sempre più paura, e non perché i giovani d’oggi siano fannulloni e mammoni, ma perché le opportunità scarseggiano e si ha sempre di più l’impressione di non essere abbastanza, di avere un quid in meno rispetto ai propri competitors.

Un paragone con gli anni addietro, con la generazione dei genitori di oggi, è impossibile: il contesto è diverso, lo scenario macroeconomico opposto e le modalità di ricerca stravolte.

Cercare lavoro nell’era del villaggio globale non è facile come sembra. Internet aiuta, apre le porte del mondo, ma paradossalmente aumenta la competizione giovanile che, spesso, è ad armi impari.

Tutto è immediato, bisogna sempre essere sull’attenti, senza mai perdersi d’animo: cercare un lavoro diventa a tutti gli effetti un impiego, a tempo pieno.

E non si può restare indietro. Il momento è difficile, forse tragico, ma saper cercare non è comunque scontato. La rete pullula di annunci, bisogna anche possedere gli strumenti giusti.

Linkedin, il social network per i contatti professionali, è diventato senza dubbio un must.

linkedin1

Guardare sulle giuste piattaforme è altrettanto importante: ogni campo di ricerca ha una serie di siti specializzati dove, per chi non l’ha mai fatto, potrebbe essere sorprendente scoprire quante posizioni aperte ci sono.

L’altro must è sicuramente crederci, avere la convinzione che con l’impegno e la dedizione tutto è raggiungibile.

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