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“Catholicism Wow”: a Roma la prima mostra personale di Paolo Gallinaro
La locandina di “Catholicism Wow”, prima personale di Paolo Gallinaro

Vernissage: sabato 17 dicembre, ore 20
Chiesa di Santa Maria della Consolazione, Piazza della Consolazione – Roma

Giovane, smaccatamente pop e con una robusta coscienza di sé, capace di evidenziare un solido legame con la tradizione pur scompaginandola nei suoi canoni costitutivi. Quella di Paolo Gallinaro (Napoli, 1986) è un’arte che esprime un’attitudine più che un semplice universo artistico. “Catholicism Wow”, la prima personale dell’artista partenopeo in mostra presso la Chiesa di Santa Maria della Consolazione a Roma dal 17 dicembre 2016 (vernissage ore 20), il manifesto emblematico di uno stile nuovo, ma che strizza l’occhio ai grandi dell’arte moderna.

 Il linguaggio universale del XXI secolo: il fumetto al potere

Il fumetto è elevato al rango delle arti maggiori, pur rimanendo un fenomeno fortemente connotato da accenti mediatici e mainstream. La prima di Paolo Gallinaro nasce proprio da questa consapevolezza: figlio di una generazione inscindibilmente legata al cartoon nelle sue declinazioni più disparate – da Tex Willer a South Park, passando per I Simpson e i classici Disney – l’artista rivendica con forza la mission innovativa a cui è chiamato il disegno illustrato. La visione di Wilhem Worringer è chiarificatrice: secondo il celebre storico dell’arte, il fine ultimo dell’arte non è riprodurre un’immagine verosimile, ma tentare di riportare la felicità derivante dalla bellezza della cosa stessa.

Così come i grandi del Novecento hanno materializzato, ciascuno a suo modo, l’immaginario collettivo del proprio tempo, mettendo alla prova la fantasia degli osservatori, oggi nuovi capolavori nascono dalla democratica collettivizzazione di un linguaggio universale: il disegno animato rappresenta il motore trainante dell’arte del XXI secolo e l’espressione stilistica più congrua per veicolare diversi tipi di messaggi (sociale, culturale, politico etc.), quella che siamo in grado di decifrare rapidamente, cogliendone direttamente il messaggio sotteso.

Le radici “storiche” del disegno animato: un fil rouge secolare

I Man-ga, nati dal genio del grande incisore giapponese Katsushika Hokusai, autore delle celeberrime Trentasei vedute del monte Fuji tra Sette e Ottocento, tracciano la strada degli omonimi contemporanei. Ma il fumetto vive anche nel contorno marcato e soave di Matisse e Gauguin, nelle figure semicaricaturali di Léger o nei colori rigorosamente primari di Mondrian. Ed erompe nella stagione del cortocircuito massmediatico generato dalla pop art di Warhol prima e Jeff Koons poi. E così via, fino ad arrivare all’arte “di strada” (Keith Haring, Blek Le Rat, Banksy), con cui lo stile del disegno “animato” ha definitivamente rivendicato un’identità autonoma, e alle icone pop-nipponiche di Takeshi Murakami. A ben guardare – sembra sottolineare Paolo Gallinaro – l’anima del fumetto accompagna la storia dell’arte da secoli. E quel mondo, con il suo linguaggio così eterogeneo, colorato e complesso, irrompe nelle opere in mostra a Roma.

 Catholicism Wow: per una “tradizione 2.0”

Come suggerisce il nome stesso, “Catholicism Wow” è più di una mostra: essa rappresenta un manifesto programmatico nitido e con un evidente retrogusto pop, ossimoro solo apparente espresso dall’antitesi di due termini che sembrano cozzare. Il cattolicesimo, baluardo di un’iconografia “classica” che per secoli ha generato capolavori senza tempo, rinasce in una forma alternativa, decisamente “wow”. “Wow” è una non-parola che sembra venir fuori da un balloon, un’espressione gergale in cui sedimentano evidenti richiami al cartoon; ma è soprattutto la fragorosa voce onomatopeica dello stupore, quello che il fruitore della mostra potrà sperimentare trovandosi a tu per tu con un’inedita reinterpretazione del San Sebastiano o con l’intima e delicata rilettura della Natività.

La rivisitazione personale di temi cari all’iconografia religiosa sarà il fulcro dell’esposizione: le opere in mostra potranno colloquiare tacitamente ed interagire con uno spazio suggestivo e prezioso. A fare da cornice, la splendida chiesa secentesca di Santa Maria della Consolazione, location ideale dove le 7 opere inedite (2 sculture e 5 tele) di Paolo Gallinaro sapranno mostrare al grande pubblico, attraverso un apparente cortocircuito visivo, un nuovo modo di immaginare lo stato futuro dell’arte.

Per maggiori informazioni:

www.paologallinaro.com

[email protected]