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Adinolfi, a sx, affronta i ragazzi della sinistra locale
Adinolfi, a sx, affronta i ragazzi della sinistra locale

Il paladino della famiglia naturale, il fustigatore delle unioni civili, dell’aborto e dell’eutanasia, insomma, Mario Adinolfi, ieri sera è giunto nella Pomigliano che si appresta alle elezioni comunali subissato dai fischi e dagli insulti dei giovani della sinistra. Ma una parte degli improperi dei ragazzi antagonisti è stata riservata anche al sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, che intorno alle venti ha voluto ospitare Adinolfi nei saloni municipali della ex Distilleria. Antagonisti che al termine del convegno hanno anche lanciato centinaia di preservativi sul sindaco Russo e su Adinolfi. Il politico, giornalista e scrittore romano è approdato nella città di Luigi Di Maio per presentare il suo ultimo libro, “il grido dei penultimi”. A ogni modo di momenti di forte tensione ce ne sono stati ma nulla che potesse far pensare al peggio. Qualche timore c’è stato quando Adinolfi ha deciso di entrare nell’edificio dov’era stato organizzato il convegno passando per la porta principale. Anzi, il leader del “Popolo della Famiglia”, partito da lui fondato, in segno di sfida è voluto passare proprio in mezzo ai ragazzi incarogniti. Comunque non è successo niente. Solo qualche parola grossa. Niente di che. Nemmeno il minimo accenno di rissa. Subito dopo lo stesso Adinolfi ha spiegato il motivo di questa scelta, ritenuta dai giovani una vera provocazione.  “Cinquanta persone si aggregano per contestare il libro dello scrittore e questo scrittore deve scappare? – ha detto, tono duro, il politico romano – qui a Pomigliano cinquanta contro uno e non mi hanno spiegato il perché della contestazione. Se si osa dire che io entrando dalla porta principale ho fatto una provocazione invece di esercitare il mio diritto di stare a schiena dritta con le mie idee e il mio libro allora vuol dire che qualcosa sta pericolosamente cambiando in questo paese”. Adinolfi ha ripetutamente accusato di fascismo i suoi contestatori. “Mi dovete citare tra virgolette una mia frase offensiva verso gli omosessuali o verso gli immigrati: non dovete limitarvi a orecchiare – il suo disappunto –  vi invito a leggere il mio libro. Parla di chi soffre, di chi non ce la fa. Ma chi soffre non va di moda tra coloro che fanno il picchettaggio fascista contro Adinolfi. Esprimo delle idee chiaramente a difesa della famiglia naturale contrarie alla matrimonio omosessuale, all’utero in affitto, alle leggi sulle unioni civili. E’ possibile essere contrari ? E’ possibile essere contrari o come ha scritto la Cgil mi deve essere impedito di parlare, di far sentire le mie idee ?”. Non solo la Cgil. L’altro ieri 44 giovani di Pomigliano avevano chiesto invano al sindaco di Pomigliano di “non patrocinare l’odio di Adinolfi” perché ciò avrebbe violato lo statuto del Comune. “Visto che loro si comportano in questo modo rifarei due volte quello che ho fatto: lei ha tutto il diritto di esprimere le sue opinioni liberamente”, ha detto Russo durante il convegno rivolgendosi al giornalista, politico e scrittore. Il sindaco però, nel rivendicare il suo convinto ateismo e il si all’aborto e al diritto all’eutanasia, ha voluto anche contestare quasi per intero il contenuto del libro appena presentato, libro che il primo cittadino ha dimostrato di aver letto dal primo all’ultimo rigo. Dissenso che è stato apprezzato dal pasdaran della famiglia naturale nel segno della cristianità. “Il sindaco Russo è un uomo coraggioso – l’apprezzamento di Adinolfi – lui è un socialista, mi ricorda il miglior Bettino Craxi, quello che quei comunisti lì hanno avuto pace a sopportarlo solo quando è morto”. Si parla anche di un ingresso del Popolo della Famiglia nella coalizione civica che sta predisponendo Russo in vista delle prossime elezioni comunali. “E’ possibile, vedremo”, risponde a questo proposito Massimiliano Esposito,  coordinatore provinciale del partito.