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seduta, la mamma di simone disperata durante la fiaccolata di giovedi sera, a destra il padre del ragazzo ucciso
seduta, la mamma di simone disperata durante la fiaccolata di giovedi sera, a destra il padre del ragazzo ucciso

E oggi, davanti al gip del tribunale di Nola, Sebastiano Napolitano, l’udienza di convalida dei fermi dei tre giovani accusati dell’omicidio dello studente e del tentato omicidio di un suo amico, Gino Salamone.

La salma di Simone Frascogna sta per fare ritorno a casa, nel rione Licignano. Intanto è già stato organizzato il funerale del ragazzo barbaramente ucciso a coltellate per futili motivi da un branco di giovanissimi bulletti della zona. Sarà il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, a presiedere le esequie dello studente di appena 19 anni ammazzato per futili motivi la sera di martedì 3 novembre da tre ragazzini dell’area compresa tra Casalnuovo e la confinante Pomigliano. La messa funebre si terrà domattina, alle 9 e 30, nella chiesa dell’Annunziata, nel rione in cui Simome abitava con la sua famiglia, il papà Luigi, il fratello maggiore Stefano, la sorellina di 10 anni e la mamma, Natascia Lipari, che durante la fiaccolata cittadina di giovedi per chiedere giustizia ha rivolto pesanti accuse nei riguardi dei congiunti dell’assassino, Domenico Iossa, 18 anni. Congiunti dell’omicida in erba che – sono le parole pronunciate l’altra sera da Natascia Lipari davanti a centinaia di persone – avrebbero urlato a Iossa, mentre veniva portato via dai carabinieri, la frase “ti aspetteremo, sei un leone”. La mamma di Simone ne ha avute anche per la madre dell’assassino. “Se non fosse stata cattiva, se fosse stata una mamma buona avrebbe consegnato lei suo figlio ai carabinieri”, il dito puntato dalla signora Lipari. “Dico a tutte le madri dei tre assassini – ha aggiunto la donna, disperata – che i vostri figli sono solo delle belve”. In base alla testimonianza dell’amico che in quella tragica sera era con Simone, Gino Salamone, miracolosamente scampato alla morte, martedi sera a scagliare le coltellate è stato anche l’altro componente del branco, C.B., un minorenne di 17 anni. C.B. avrebbe colpito Gino con un paio di fendenti alla spalla che hanno provocato alla vittima 18enne ferite giudicate guaribili in un paio di settimane. Il terzo componente del gruppo di bulli, F.T., avrebbe invece aiutato fisicamente sia C.B. che Iossa ad affondare i coltelli nel modo più letale possibile. Il tutto mentre gli stessi aggressori urlavano in napoletano frasi del tipo “voi non sapete chi siamo”. Stamattina il gip del tribunale di Nola, Sebastiano Napolitano, terrà l’udienza di convalida dei fermi eseguiti dai carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna. Per tutta la giornata di domenica il sindaco di Casalnuovo, Massimo Pelliccia, ha proclamato il lutto cittadino.