Anche a Ottaviano ci sono “i luoghi di forza”. E’ la “forza” del dio Pan,del magnetismo del Vesuvio o di Sileno ebbro?

0
1108

 Martedì 24 dicembre,tra le ore 17.00 e le ore 19.00, in due luoghi di Ottaviano ci sono state manifestazioni di “stranezze”, di singoli e di gruppi. Un mio “post” sul tema, con il riferimento ironico ai “luoghi di forza” e al dio Pan. Qualcuno ha creduto che “i luoghi di forza” fossero una mia invenzione, dettata dalla circostanza.  Ottaviano, il Vesuvio e l’esoterismo, da Francesco De Geronimo ad Athanasius Kircher.

 

Come già scrissi in un articolo di cinque anni fa, Etruschi, Greci e Romani costruirono i loro templi in luoghi dai quali la Natura sprigionava fasci di una energia intensa e ininterrotta: questi luoghi, individuati da sacerdoti dotati di virtù particolari, venivano immediatamente recintati: e, infatti, il greco “temenos” e il latino “templum” significano prima “recinto” e poi “luogo sacro, tempio”. Soprattutto in Gallia e in Italia – ne dà testimonianza Gregorio di Tours- i Cristiani costruirono le loro prime chiese sui resti pagani, per sfruttare muri, fondamenta e colonne, per celebrare visibilmente il trionfo di Cristo sugli dei falsi e bugiardi e anche per impadronirsi dell’energia della Natura che prorompeva da quei luoghi. Era un’energia talvolta positiva, talvolta pericolosamente negativa. A metà del ‘500 nel monastero napoletano di Sant’ Arcangelo a Baiano alcune monache, tutte di nobile famiglia, furono protagoniste di storie di lussuria e di crimini di vario genere. L’arcivescovo di Napoli affidò l’ispezione e la sentenza ad Andrea Avellino, che nel 1712 sarebbe stato proclamato santo: e il futuro santo notò, tra l’altro, che anche monache che si erano comportate con esemplare correttezza negli altri monasteri che le avevano ospitate, non appena avevano messo piede a Sant’ Arcangelo a Baiano, erano state contaminate da pratiche, passioni e impulsi indegni. Andrea Avellino dispose che il monastero venisse chiuso: è probabile che l’abbia indotto a prendere la decisione il sospetto che il monastero fosse stato costruito sui resti di un“mitreo”- un tempio del dio Mitra- e che il folle comportamento delle monache venisse provocato dal nefasto influsso che saliva da quelle rovine sepolte. Su Ottajano si è concentrata, da sempre, l’attenzione della Curia Nolana, per molte ragioni: la Chiesa di San Michele è costruita certamente sui resti di un tempio pagano, consacrato forse a Castore e a Polluce; Bartolomeo Grasso, quando nel 1830 iniziò a scavare l’alveo Rosario, coprì resti di edifici di età romana, certamente un sacello e due ville che producevano vino e in cui c’erano di sicuro simboli dionisiaci; e poi il Vesuvio e i suoi fenomeni, e cioè il magnetismo e quella “elettricità”  che, secondo Giuseppe Maria Carusi, medico di Baselice, nel luglio del 1842 aveva attirato e trascinato fin dentro il cratere, dal lontano territorio di Benevento, stormi di farfalle: “Le vidi- egli scrive – che erano stordite, si lasciavano prendere facilmente, e poi come spinte da forza irresistibile, si levavano in volo e proseguivano il loro viaggio.”.

Non dobbiamo dunque meravigliarci se la Curia nolana, che del resto riteneva l’Atrio del Cavallo un ingresso dell’Inferno, e gli Ordini religiosi abbiano inviato a Ottajano, soprattutto dopo le eruzioni, i più importanti “esperti” di fenomeni esoterici, don Domenico Ingolo, Giulio Casaburo, i vescovi Lancellotti e Gonzaga, Carlo Calà, Giovanni Rho, messaggero di Athanasius Kircher, e i gesuiti Francesco De Geronimo, che la Chiesa avrebbe proclamato santo, Martinez, Marquez e Mangrella. Dunque, la presenza di “luoghi di forza” a Ottajano venne confermata a vari livelli e in vari modi. Chi sosteneva che questa “forza” producesse effetti positivi era indotto a credere che essa scaturisse soprattutto dalla “presenza” di Iside pompeiana. Invece, coloro che vedevano soprattutto effetti negativi – la frequenza di “stranezze”, di casi di follia, e di omicidi registrata nei secoli a Ottajano e nel Vesuviano interno, tra Pollena e Boscoreale –  ne attribuivano la colpa all’influenza di Pan, il demone del disordine, dell’istinto che domina sulla ragione, degli impulsi, il demone metà uomo e metà capro. Martedì, tra le ore 17.00 e le ore 19.00, ci sono stati in due luoghi di Ottaviano casi di “eccessi”, probabilmente legati al gran numero di giovani che celebravano il rito dell’ “aperitivo”, all’ entusiasmo del tempo festivo, all’idea sempre più diffusa che ci sono momenti e situazioni in cui i diritti degli altri e le regole possono essere offesi impunemente. Ho pubblicato un post in cui con ironica esagerazione attribuivo questi”eccessi” – di un paio di  “eccessi” sono stato diretto testimone – al malefico influsso del dio Pan: mi sembrava troppo banale tirare in ballo Sileno e la sua passione esagerata per le libagioni abbondanti: e poi Sileno era anche un saggio, di quella saggezza scettica e  sarcastica che sta scomparendo dal sistema culturale e che Ribera rappresentò mirabilmente nell’acquaforte del 1628 scelta per corredare l’articolo. Qualcuno ha detto che “i luoghi di forza” sono una mia invenzione: invece no, purtroppo. L’ “esoterismo” è un capitolo fondamentale della storia sociale e culturale di Napoli e del Vesuviano: fondamentale e per chi crede nella realtà di certi fenomeni, e per chi non ci crede.