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Si rinnova l’incontro culturale allo Spazio Creattivo di Mario Sodano in piazza Vittorio Emanuele III con la VI edizione del calendario dedicato, stavolta, al Castello de Curtis.

Lo “Spazio Creattivo” di Mario Sodano è ormai un luogo aperto e condiviso, uno spazio dedicato alla partecipazione attiva e alla cultura, allo scambio di idee e sensibilità, alla condivisione di competenze e risorse. A tal riguardo la serata del 28 dicembre, a partire dalle ore 18:00, vedrà la presentazione del nuovo romanzo di Lucio Sandon dal titolo “Cuore di ragno”. Introdurranno il lavoro il prof. Gennaro Mirolla e il prof. Alessandro Mazzetti. Sarà presente l’autore. Lucio Sandon nasce a Padova nel 1956 e si trasferisce a vivere a Napoli con la famiglia nel 1968. Veterinario, ha scritto numerosi romanzi, oltre a pubblicare due raccolte di racconti con protagonisti cani e gatti. Questo romanzo – afferma la giornalista Dianora Tinti – parte da una base storica o da fatti realmente accaduti per intessere una storia, si di fantasia, ma logica, credibile e convincente. E’ necessario, per gustarsi al meglio queste pagine, non indugiare sulle ovvie e dichiarate inesattezze cronologiche degli eventi, ma sulla vicenda che fin da subito ammalia e coinvolge.

Subito dopo toccherà all’imprenditore Mario Sodano presenterà il suo calendario, giunto alla VI edizione. Il tema scelto quest’anno sarà il “Castello d’Alagno o de Curtis”, croce e delizia del popolo sommese. Il testo è curato dal prof. Ciro Raia, che si avvalso di numerose fonti citate nelle opere degli scrittori sommesi e non.

Il castello, di epoca aragonese, fu eretto per sostituire un altro di origine normanna ubicato più a monte. In questo luogo Donna Lucrezia d’Alagno (ca. 1430 – 1479) stabilì la sua dimora dopo la morte, avvenuta il 27 giugno del 1458, del suo amante Re Alfonso V d’Aragona V di Trastamara nato nel 1396, che le aveva donato l’intero territorio. Alfonso nel 1448, ormai cinquantenne, incontrò e conobbe a Torre del Greco la diciottene Lucrezia, figlia di Cola d’Alagno e di Covella Toraldo. L’idillio con il re fruttò a Lucrezia ed ai suoi parenti ricchezze ed onori di ogni genere. Dopo la morte di re Alfonso, il figlio naturale Ferdinando d’Aragona (detto Ferrante I), da successore al trono, cercò di convincere la nobildonna a cedere la roccaforte. Lucrezia non volle neppure vederlo e, dopo ben 27 giorni di assedio in disperate condizioni, consegnò il castello al successore. La roccaforte appartenne, poi, a Giovanna III d’Aragona (1455-1517) ed alla figlia Giovanna IV (sposata con Ferdinando II il 28 agosto del 1496) fino 1518. Nel 1691 Don Felice Fernandez de Cordova, Duca di Sessa e Somma, affittò il Castello a tempo indeterminato al barone napoletano Luca Antonio de Curtis. Più tardi, ancora, nel 1744, il marchese Michele de Curtis si aggiudicò la locazione a vita. A Somma Vesuviana è ancora  diffusa tra il popolo la convinzione che questo antico castello sia appartenuto anche a Totò, il principe della risata (1898 -1967). Comunque l’attore per l’acquisto del castello fece solo chiacchiere perché non aveva soldi per pagare in contanti e non se ne fece niente.