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Acerra, debiti mai pagati ad ABC: dal tribunale mazzata da 9 milioni

 

Il Comune per tre anni non ha versato alla società idrica i pagamenti delle bollette dell’acqua consumata dagli acerrani. La corte di Appello lo ha condannato a pagare

 

Le bollette dell’acqua venivano pagate dai cittadini, non tutte ma in buona parte, però il Comune non girava all’Arin i versamenti effettuati per i consumi. Si sono protratti per tre anni questi mancati pagamenti alla società napoletana, che anche ad Acerra ha gestito l’acquedotto, fino al 2006, quando subentrò la SCPA, un’azienda del Casertano. Ammanchi che si sono intrecciati a un contenzioso giudiziario lungo e pericoloso per il bilancio della città. E così la mazzata alle casse municipali è arrivata puntuale: il Comune dovrà pagare all’Arin, nel frattempo rinominata ABC, ben 8 milioni e 643mila euro di debiti fatturati con la società. L’ABC, a febbraio, ha vinto la causa di appello che ha annullato la dichiarazione di illegittimità, emanata in primo grado dal tribunale di Nola, del salatissimo decreto ingiuntivo inviato all’ente per il pagamento del dovuto. Intanto questa sentenza potrebbe creare gravi danni alle casse comunali. Il tribunale ha in pratica riconosciuto alla società partenopea debiti contratti dal Comune nei suoi riguardi che vanno dal 2002 al 2005. Tre anni nel corso dei quali tanti cittadini hanno pagato la bolletta dell’acqua senza che i soldi fossero però versati all’azienda napoletana che la gestiva. Il problema che si è poi generato è stato di quelli da effetto valanga. Più il Comune si opponeva ai pagamenti del dovuto e più aumentava il debito verso l’ABC, tra contenziosi avviati e interessi di mora che si accumulavano sul totale da versare. Una situazione molto difficile, la classica spirale perversa per cui a un certo punto il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, nel 2016 votò insieme a tutti gli assessori della sua giunta una delibera con cui si stabilì la decisione di fare una transazione con ABC. Secondo quanto scritto in questo documento c’erano anche i soldi per coprire la cifra complessiva, circa 13 milioni di euro, comprensivi cioè degli interessi di mora fino ad allora maturati dal decreto ingiuntivo relativo ai mancati pagamenti dal 2002 al 2005. “10milioni – è scritto nella delibera per la transazione – saranno garantiti dagli stanziamenti dei residui passivi del Servizio Idrico Integrato. Gli altri 3milioni circa saranno garantiti dagli accantonamenti già effettuati o ancora da effettuare del Fondo Rischi Contenzioso”. Fatto sta che sono trascorsi sei anni da quella decisione e la transazione con ABC non è mai stata portata a termine. Nulla di fatto. Alla fine la sentenza della corte di Appello di Napoli è giunta come una sorta di inevitabile condanna. Per il momento in ballo c’è “solo” il decreto ingiuntivo di 8milioni e 643mila euro. Numeri da dissesto finanziario.   Se i giudici, durante il successivo conteggio del dovuto, dovessero sommare questa cifra agli interessi di mora, i soldi da corrispondere schizzerebbero fino a quasi 13milioni di euro. Roba da mettere in ginocchio qualsiasi amministrazione comunale della provincia di Napoli. I mancati pagamenti all’Arin risalgono al periodo in cui hanno governato due amministrazioni ad queste parti. La prima, di centrodestra, era guidata dal sindaco forzista Michelangelo Riemma. La seconda, di centrosinistra, era guidata dal sindaco Espedito Marletta, di Rifondazione Comunista. Nel frattempo il debito che sta per calare il suo immenso peso sulle casse comunali si ripercuoterà sulla prossima amministrazione comunale, che non sarà capeggiata da Lettieri, al suo secondo mandato. Ad Acerra le elezioni sono previste in primavera.

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