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Somma Vesuviana, il Fondo Stato Civile dell’Archivio Storico: storia ed evoluzione di una comunità

Nascite, morti di re e personaggi illustri, matrimoni ed eventi in appositi registri dai quali è possibile, attraverso le annotazioni, “respirare” la storia.

 

Fin dai tempi più antichi le nascite, i matrimoni e le morti dei Sovrani e dei personaggi illustri si annotavano in appositi registri, che venivano custoditi nei rispettivi luoghi sacri. All’inizio del IV secolo d.C. Papa Marcello I istituì a Roma le prime parrocchie nelle quali correva obbligo ai preti titolari di amministrare il battesimo e la penitenza a chi si convertiva al Cristianesimo e di avere cura delle sepolture dei Martiri. Era il periodo delle grandi persecuzioni. Questa consuetudine cominciò a diffondersi lentamente  in tutte le città cristiane.

Nei primi tempi il battesimo veniva amministrato direttamente dai Vescovi, successivamente il compito passò ai parroci nelle proprie parrocchie, così allo stesso modo anche per  i matrimoni e per le sepolture. E’ da queste prime annotazioni di nascite, di matrimoni e di morti, riportati scrupolosamente da monaci e parroci, che ebbe origine il primo esempio di Stato Civile.

Nel 1560 il viceré di Napoli Don Parafan de Ribera, Duca d’Alcalà, emanò una prammatica che ordinava a tutti gli Arcivescovi del territorio napoletano di obbligare i propri parroci e altri beneficiati, di formare appositi registri dove annotare giorno per giorno tutti i battezzati, maschi e femmine, per avere notizie certe sulla loro età e, inoltre, volle essere informato sulla corretta esecuzione dei suoi ordini.

Il Concilio di Trento (1545 – 1563) nella sessione 24 stabilì l’obbligo dei parroci di tenere distinti i registri per il battesimo e per i matrimoni; nei primi per annotare i nomi dei battezzati, dei loro genitori, del padrino o madrina; nei secondi i nomi dei coniugi, dei rispettivi genitori della coppia, dei testimoni, il giorno e il luogo dove il matrimonio si contraeva.

Le Costituzioni Pontificie successivamente imponevano ai parroci l’obbligo di fornirsi di cinque registri: battesimi, cresime, matrimoni, morti e stato delle anime o liber animarum. Lo Stato Civile proseguì in questo modo nelle città e nel Regno di Napoli fino al 1808 (1).

L’arrivo dei Francesi a Napoli, avvenuto il 14 febbraio 1806, sancì una nuova stagione politica, caratterizzata da un’enorme azione riformatrice, i cui effetti si avvertirono in tutti i campi sociali, a cominciare dalla riforma statale. In tale opera svolse un ruolo fondamentale, il nuovo governo formato dal re Giuseppe Bonaparte, il 22 febbraio 1806, con cinque ministri napoletani e due francesi.

Il Regio Decreto del 29 ottobre 1808 di Gioacchino Murat stabilì, dopo la traduzione del Codice Napoleonico, l’istituzione dello Stato Civile e l’osservazione della legge nei tribunali del Regno. Un secondo decreto successivo del 29 ottobre ordinava l’esecuzione e stabiliva i compiti degli ufficiali incaricati alla registrazione degli atti. I parroci continuavano nel loro vecchio compito di annotare nei registri di battesimo, matrimonio e morte, ma col solo scopo di certificare l’amministrazione dei Sacramenti secondo i precetti stabiliti dalla Chiesa; fu loro inibito di poter dare battesimo e benedizione nuziale senza la presentazione del certificato dell’avvenuto atto dello Stato Civile. Per questo divieto a partire dall’anno 1809 e fino al 1815 nei registri del nostro Fondo non si trova fatta menzione del ricevuto battesimo negli atti di nascita, né della benedizione nuziale negli atti di matrimonio, essendo tali azioni esclusive dell’autorità ecclesiastica.

Con il ritorno dei Borboni nel maggio 1815 fu stabilito che tanto del ricevuto battesimo, che della benedizione nuziale, l’ufficiale dello Stato Civile ne prendesse notamento dietro al certificato, che i parroci erano tenuti a inviare alle rispettive sezioni municipali. Ai consueti registri dei nati, matrimoni e morti si aggiunsero i cosiddetti Atti diversi.

Erano documenti questi che racchiudevano gli atti delle nascite pervenute nelle traversate di mare, gli atti di ricognizioni, gli atti di adozioni, gli atti di morti fuori dal proprio domicilio, gli atti di nati morti, gli atti di legittimazioni, e sentenze di rettifiche. Gli atti dei trovatelli furono inseriti nei normali atti di nascita. Bisogna, inoltre, ricordare che nel territorio vesuviano, come del resto in tutto il territorio campano, agli inizi del XIX secolo non vi era Municipio che non avesse aveva la sua ruota dei proietti. A Somma Vesuviana, per esempio, nel 1814, vi era una ruota municipale gestita da una Commissione di Beneficenza e più tardi, nel 1835, l’Università deliberava forti spese in ducati per il pagamento delle nutrici, che allattavano i bambini abbandonati.

Più tardi, con l’Unità d’Italia, il nuovo Stato si diede una precisa legislazione in materia di Stato Civile con il Regio Decreto del 15 novembre 1865 n°2602, strumento normativo rimasto vigente per oltre settanta anni. Con questo decreto si stabiliva che nel registro degli atti di nascita, tanto dello sposo che della sposa, bisognava annotare accanto i dati del matrimonio (notazione a margine).

Tutti i registri dovevano essere formati  in doppio esemplare: una copia rimaneva al Municipio e l’altra depositata alla Cancelleria del Tribunale Civile e Correzionale.

Il primo gennaio 1940 entrò in vigore il R.D. del 9 luglio 1939 n°1238. Quest’ultimo ordinamento, con successive modificazioni e integrazioni, ha mantenuto la sua validità per circa sessanta anni. Altre normative riguardanti lo Stato Civile sono state in seguito la legge del 15 maggio 1997 n°127 e il D.P.R. del 3 novembre 2000 n°396  Regolamento per la revisione e la semplificazione dell’ordinamento dello Stato Civile, a norma dell’articolo 2, comma 12, della legge 15 maggio 1997, n°127.

Il Fondo Stato Civile dell’Archivio Storico Comunale di Somma Vesuviana contiene tanto le serie delle registrazioni degli atti di Stato Civile propriamente detti (nascita, matrimoni e  morte) quanto le serie dei repertori utili alla ricerca (repertori decennali alfabetici, indici annuali) e delle carte di corredo agli atti (pubblicazioni di matrimonio). Contiene, inoltre, la documentazione che si riferisce agli altri compiti dei quali era investito l’ufficio dello Stato civile (pratiche immigrazioni, atti di cittadinanza, registri di popolazione e cosi via).

Il fondo alla fine è costituito da una sezione preunitaria regg. 177 degli anni 1809‐1865 e da una sezione postunitaria regg. 158 degli anni 1866‐1920; la sezione preunitaria comprende lo Stato Civile napoleonico (1809‐1815), lo Stato Civile Borbonico (1816‐1860), lo Stato Civile Carlo Albertino (1861‐1865), quest’ultimo mantenuto con il preunitario per uniformità formale rispetto al successivo Stato civile italiano subentrato nel 1866 (2).

Atti di nascita, regg. 113 (1809 ‐1900);                        

Atti di matrimonio, regg. 109 (1809 – 1920);                       

Atti di morte, regg. 113 (1809 – 1920);                        

Atti diversi, regg. 47 (1813 – 1864);                        

Indici atti di nascita, regg. 4 (1876 – 1954);                        

Indici atti di morte, regg. 12 (1866 – 1905);                       

Indici atti di matrimonio, regg. 10 (1866 – 1895);                       

Pubblicazioni di matrimonio, regg. 33 (1836 ‐1920);                      

Documenti vari, regg. 25.

Da questi registri si può formare una esatta statistica della città di Somma dal mese di gennaio del 1809 al 31 dicembre 1900.

Dal 1809 al 1900:

Nati:  28.243 (nessun registro mancante);

Matrimoni:  5.001 (1850 – 1870 – 1900 registri mancanti);

Morti:  7.668 (1840 – 1854 – 1866 – 1885 registri mancanti, ma l’effettivo numero è stato recuperato dai registri delle sepolture del Cimitero cittadino).

La presente statistica, inoltre, evidenzia che nell’anno 1868 la città di Somma ha sofferto una mortalità di 298 persone, molto superiore a quella degli anni colerici 1836 con 164 morti, 1855 con 275 morti, 1865 con 216 morti.  Nell’anno dell’Unità d’Italia (1861) ci furono 218 morti. I matrimoni più numerosi, invece, si ebbero nel 1889 e nel 1819 con 96 celebrazioni. L’anno di nascita, infine, più proficuo fu il 1887 con 368 nascite.

Il primo registro degli atti di nascita – come riferisce la bibliotecaria Peluso – ha insito e conserva un notevole valore; è il primo anelito, emblema di una genesi, è il palpito di un paese, che… riconosce i suoi nati. Ogni pagina di questi registri, esaminati con accuratezza sono nel loro intimo depositari di una grande quantità di dati certamente fattivi, di cui avvalersi per raccontare di un’epoca, della presenza di tante esistenze che congiuntamente hanno dato vita ad un paese.

Questa che segue è la prima registrazione di vita che segna la nascita dello Stato Civile di Somma Vesuviana:

NUM. 1

Oggi che sono li quattro  del mese  di gennaio del presente anno mille ottocento nove ad ore venti è comparso avanti del Signor Sindaco di questa Università il signor Luca Esposito alias Alaja di professione bracciale d’anni trenta. Domiciliante in detta Università, ed abitante nella strada d(etta) S. Croce numero (civico mancante). Il medesimo ha presentato una bambina che ha dichiarato esser nata in costanza di legittimo matrimonio tra esso dichiarante con la Sig(nor)a Margherita Molaro. La quale (bambina) è nata il giorno due del mese di gennaio, ad ore due della notte, ed a tenore della dichiarazione se li sono imposti i seguenti nomi: Angela Rosa.

Ed essendosene dal sud(d)etto Signor Luca Esposito fatta e sottoscritta la formale dichiarazione in (aggiunta a penna con segno di croce) presenza del Signor Sindaco, e di due testimoni, che sono i signori Antonio Maurella di anni sessanta professione bracciale, domiciliante nel Comune di Somma strada d(etta)Santa Croce, e Lorenzo Auriemma di anni cinquantaquattro, professione bracciale, domiciliante nel suddetto Comune, e strada (manca il nome) che originalmente da me si conserva nel volume delle cautele del presente registro. E per esecuzione della Legge se ne fatta la inscrizione nel presente libro.

Gaetano Giova eletto.

Emanuele Casillo canc(elliere)

a cura di  Alessandro Masulli

  Note

  1. cfr. Archivio di Stato di Napoli, Stato Civile delle Dodici Sezioni della Città di Napoli e i suoi villaggi dall’anno 1809 – 1865, Prefazione di Camillo Minieri Riccio, Napoli, Officina Tip. Rinaldi – Sellitto, 1879;
  2. cfr. Masulli A., Auriemma A.R. (a cura di), Città di Somma Vesuviana, Il Fondo Stato Civile – Inventario, pubblicazione online sul sito istituzionale del Comune di Somma Vesuviana, Maggio 2010.

Bibliografia

Peluso L.,  Sperone Comune dal 1837 al 1

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