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A Ottaviano viene presentato il libro in cui R. Riccardi ha ricostruito la storia degli Ulmo e dei Gesué Rizzi Ulmo

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La complessa storia degli Ulmo alla fine si annoda con quella dei Rizzi ottavianesi. L’importanza dei documenti fino ad oggi inediti, anche sui vincoli di amicizia e di parentela che i Rizzi-Ulmo strinsero con personaggi importanti della storia di Napoli.  Una splendida storia di “famiglia” che, grazie al magistero dell’autore, si trasforma in un affascinante racconto di sistemi sociali.

 

E’ giusto che la presentazione del libro di Riccardo Riccardi si faccia nel Palazzo Medici, perché le relazioni tra i Medici e i Rizzi, prima, e i Rizzi- Ulmo poi furono molto più solide di quanto si pensi: per esempio, Luigi de’ Medici, anche quando divenne il “sostegno primo” della dinastia dei Borbone, non dimenticò programmi e idee di Gioacchino Murat che aveva stretto relazioni di solida amicizia con la famiglia ottajanese. Del resto, il principe di Canosa e i suoi seguaci furono implacabili nemici del cav Luigi de’ Medici perché vedevano in lui un illuminista non pentito, come dimostrano, al di là di ogni dubbio, le innovative riforme dal Medici introdotte nel sistema giuridico e nella macchina giudiziaria del Regno di Napoli. L’ Amministrazione comunale di Ottaviano ha deciso di dare un rilievo importante alla presentazione del libro, e per la “statura” dell’autore, e perché in esso sono pubblicate notizie inedite sulla famiglia ottavianese dei Gesué Rizzi- Ulmo.  Riccardo Riccardi ricostruisce la storia del Sud attraverso le vicende, spesso complicate, di alcune grandi famiglie: egli infatti ha dedicato libri significativi anche alla famiglia dei Pomarici e a quella dei Porro d’Andria, e ha applicato il suo metodo anche nel libro “Spezierie e farmacie in Terra di Bari” e, nel 2008, nell’ “Album lucano – Famiglie, personaggi e immagini ritrovate”. La storia degli Ulmo egli la racconta nella sua completezza, seguendo il percorso dei molti rami della famiglia a Matera, a Taranto, a Martina Franca, a Castellaneta, a Ottaviano e a Napoli. La “prospettiva” in cui Riccardo Riccardi inquadra le sue ricostruzioni storiche è ampia e luminosa, perché il racconto delle vicende dei “nobili” non trascura mai gli aspetti dell’intera storia sociale.Come già notava Giuseppe Galasso, è questa una caratteristica di molte grandi famiglie del Sud: cercare sempre il sostegno della classe degli “umili”, e presentarsi alla loro attenzione come “patrone” dei loro diritti fondamentali. Del resto, queste famiglie parteciparono attivamente all’amministrazione dei Comuni di residenza, anche dopo lo sgretolarsi del sistema feudale: i Medici di Ottajano offrono, di questa “politica”, una testimonianza esemplare.

Diciamo, per completezza d’informazione, che l’autore del libro collabora con le riviste storiche ed economiche, “Risorgimento e Mezzogiorno” del Comitato di Bari dell’Istituto per la Storia del Risorgimento e ” Notizie del Consiglio Regionale della Basilicata”; con il “magazine” dell’associazione internazionale “Wine Fashion Europe”; con il quotidiano “La Gazzetta del Mezzogiorno”. Egli ha scritto anche “L’impresa di Felice Garibaldi e il Risorgimento in Puglia”; “Riscatto materano- La vocazione del fare della borghesia cittadina”; “Breve storia di Matera”. Il sindaco avv. Luca Capasso, l’assessore alla Cultura dott.ssa Virginia Nappo e l’assessore agli Eventi prof. Biagio Simonetti porteranno all’autore, con i saluti personali, quelli della città di Ottaviano; l’introduzione è affidata a Carmine Cimmino, e la lettura di passi dell’opera a Giovanna Andreoli, che presiede l’Archeoclub di Ottaviano.

“Modererà” il giornalista Francesco Gravetti.